paura grande

Gli adolescenti alle prese con le scelte: quanta paura di diventare grandi! E il genitore come si deve comportare?


Mamma, papà, ho paura di diventare grande”. Non lo manifestano apertamente perché devono sembrare “grandi” e forti, come se la paura fosse peculiarità dei più piccoli e deboli, eppure ciò che riportano tanti adolescenti è proprio una profonda ansia e paura di sbagliare le scelte, del futuro, di quello che sarà perché non si sanno proiettare in una dimensione futura, la vedono troppo grande per loro e per le loro capacità, non si sentono all’altezza e hanno anche spesso la preoccupazione del peso e delle aspettative genitoriali.

Secondo 4 ADOLESCENTI SU 10, dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, il problema è legato alle MAGGIORI RESPONSABILITÀ. Più si diventa grandi più devono essere loro in grado di fare delle scelte e di prendere delle decisioni, assumendosi anche la responsabilità delle conseguenze delle proprie azioni. Non si sentono pronti, vorrebbero l’autonomia e nel contempo vorrebbero in parte scaricare il peso sui genitori.

3 ADOLESCENTI SU 10 invece sono spaventi dalla crescita perché ci sono troppe incertezze per il futuro. Secondo loro è tutto troppo instabile, non sanno come andranno le cose, non sono in grado di pensarlo e di immaginarlo, lo vedono tanto lontano eppure lo sentono troppo vicino. Tanti di loro hanno la volontà, la forza, il coraggio di andare all’estero, di lasciare questo paese che sembra offrire poco ai giovani. Troppo bombardamento mediatico legato alla crisi, alla disoccupazione che appesantisce le loro menti già appesantite da tanti altri pensieri.

 

E allora un genitore cosa dovrebbe fare?

 

• Parlare con loro di ciò che sono intenzionati a fare, ascoltando le loro motivazioni e spronandoli a non rimanere impantanati in determinate idee catastrofistiche che appesantiscono solo la mente e di conseguenza le scelte.

• Rassicurarli quando non si sentono all’altezza di un obiettivo o di espletare un determinato tipo di lavoro dicendogli che è normale che oggi lo vedano così difficile e forse fuori dalla loro portata, ma quando si troveranno a dover lavorare avranno già fatto un percorso di studi, di praticantato e saranno pronti ed operativi.

• Fategli capire quando pensano che ci vogliono tanti anni di studio per rischiare di non ottenere niente che il percorso è lungo però se ci si applica con costanza, se si vuole veramente ottenere un obiettivo, nulla è impossibile e sono perfettamente in grado di raggiungere tutte le loro mete.

• Ditegli che non pensassero a voi e alle vostre aspettative perché si caricherebbero inutilmente di un peso che gli ruba energie utili da spendere in altre attività.

• Rassicurateli che le scelte non sono immutabili, che voi siete lì per sostenerli e supportarli per la creazione del loro futuro come un aiuto e un confronto. Se dovessero rendersi conto che ciò che stanno facendo non corrisponde alle loro idee e aspettative è bene che cambino subito e che voi non sarete delusi. Ciò che non condividete e che non approvate è il non far niente e il trascurare i propri doveri.

• Fategli capire che non è poi così male diventare grandi, ha anche i suoi vantaggi, come ogni età. È vero che si lasciano tante cose ma è altrettanto vero che se ne acquistano altre, tra cui la maggiore libertà e autonomia.

 

Quando vi dicono che se diventare grande significa diventare come voi e quindi non lo vogliono, riflettete sul fatto che forse state tralasciando qualcosa a discapito dei problemi quotidiani e della routine giornaliera, che siete più lamentosi che sorridenti e che vi state dimenticando anche gli aspetti più leggeri della vita, di recuperare e di trascorrere un pochino di tempo con i figli a prescindere da tutto quello che c’è obbligatoriamente da fare.

 

Di Maura Manca, Psicoterapeuta

Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza

Direttore AdoleScienza.it

 

 

 

 

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