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Gli adolescenti hanno bisogno di adulti autorevoli


È sempre difficile per i genitori districarsi tra le richieste dei figli, che cercano di ottenere maggiore autonomia e libertà, e la necessità di guidarli e contenere, quando necessario, quella voglia, propria degli adolescenti, di sperimentarsi al di fuori di ogni controllo e di ogni intervento di mamma e papà. Non esiste certo un manuale d’istruzioni, non c’è una formula magica e ciò che funziona in una situazione potrebbe non funzionare in un’altra. È possibile trovare un equilibrio e dare ai figli limiti e paletti che servono per la loro crescita, senza dire sempre di no e utilizzare solo dei divieti?


Come sostiene Matteo Lancini, la funzione degli adulti (genitori e docenti in primis) non può essere più legata solo al controllo o all’adozione di metodi educativi basati su punizioni e divieti, ma allo stesso tempo l’eccessiva protezione e la tendenza a giustificare sempre e su tutto i figli rischiano di legittimare i comportamenti di bambini e adolescenti. Come ci ricorda Maura Manca “comprendere non significa giustificare sempre i loro comportamenti, vuole dire ragionare con loro e aiutarli a riflettere sulle conseguenze delle loro azioni a più livelli, dal personale al relazionale. Se giustificare significa legittimare e rinforzare un comportamento anche patologico, comprendere significa sapergli dire no, che hanno sbagliato, ma facendogli capire dove, come, quando e perché”. Ovviamente, la funzione di sostegno e contenimento degli adulti resta sempre fondamentale per promuovere anche lo sviluppo di tante competenze personali e relazionali.

I ragazzi e le ragazze hanno sempre più bisogno di adulti davvero autorevoli, capaci di identificarsi con le complessità della crescita e con le sfide che incontrano in un contesto sociale e relazionale sempre più variegato.

Un cambio di prospettiva: anche i si aiutano a crescere

La maggior parte delle volte in cui ci rivolgiamo agli adolescenti a proposito dei loro comportamenti e atteggiamenti, ci capiterà di utilizzare dei “no” e dei divieti: “non puoi usare questo, non puoi fare quello, non giocare in questo modo, non stare sempre davanti alla tv o ai videogiochi, non puoi uscire con gli amici se non hai fatto prima i compiti, non puoi parlare al telefono in questo momento”. E molto spesso ci capiterà di avere la sensazione che i ragazzi non ci ascoltino neanche (forse in alcuni momenti davvero non lo fanno!).

È, allora, fondamentale dare dei paletti aiutandoli però a comprendere anche gli sbagli e gli errori, sanzionando il comportamento e non loro come persone (non sono loro ad essere sbagliati, ma quel preciso comportamento), offrire delle alternative valide e comprensibili, trasformare i no in si, in opportunità nuove e diversificate.

Come ci ricorda Lancini, infatti, non si deve fare l’errore di interpretare l’adolescenza sempre o esclusivamente come trasgressione e opposizione. Svolgere la propria funzione di adulto autorevole è una grande sfida: significa, oggi più che in passato, dare senso ai comportamenti degli adolescenti, testimoniare il fatto che è possibile superare le difficoltà, che anche i fallimenti possono rappresentare un momento di crescita e lasciare insegnamenti importanti, trasmettere loro dei valori, un senso morale ed etico, il rispetto di sé e degli altri.

Redazione AdoleScienza.it

Riferimenti Bibliografici

Lancini M. (2017). Abbiamo bisogno di genitori autorevoli. Aiutare gli adolescenti a diventare adulti, Mondadori.

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