effetti violenza sulla psiche

Gli effetti della violenza sulla psiche di bambini e adolescenti


Disturbi psicologici o psichiatrici, autolesionismo e tentativi di suicidio sono comuni tra bambini e adolescenti vittime di tratta per lavori forzati o sfruttamento sessuale. È quanto confermato da un nuovo studio condotto dalla London School of Hygiene & Tropical Medicine, in collaborazione con la International Organization for Migration, che ha coinvolto 387 bambini e adolescenti di età compresa tra i 10 e i 17 anni.

I ricercatori hanno scoperto che un terzo dei ragazzi e delle ragazze intervistate aveva subito violenza fisica o sessuale (oppure entrambe) e tra questi il 23% aveva riportato lesioni gravi. Problemi di salute mentale sono comuni in questi bambini e ragazzi: il 56% dei sopravvissuti al traffico è risultato positivo allo screening di valutazione dei disturbi depressivi, il 33% ha manifestato disturbi d’ansia e il 26% disturbo post traumatico da stress. Il 12% ha, inoltre, riferito di aver tentato di farsi del male o uccidersi nel mese precedente l’intervista, mentre il 15,8% ha dichiarato la persistenza di tali ideazioni suicidarie.

La violenza sessuale è più frequentemente subita dalle ragazze (23% rispetto al 1% dei maschi) mentre la violenza fisica più comunemente dai ragazzi (41% contro il 19% delle femmine) e, nella maggior parte dei casi, gli autori di tali violenze sono gli stessi trafficanti o i datori di lavoro. Questi bambini e ragazzi erano stati anche sottoposti a cattive o inadeguate condizioni di vita (ad esempio dormire per terra e non avere acqua potabile o riportare ferite gravi legate al lavoro).

Secondo i ricercatori, i risultati dello studio sono particolarmente preoccupanti in quanto ogni anno sono migliaia i bambini vittime del traffico che subiscono, quindi, abusi molto gravi quali essere picchiati, legati o incatenati, bruciati, soffocati fino alla violenza sessuale. Tali abusi incidono profondamente sulla salute mentale di bambini e adolescenti con il conseguente manifestarsi di depressione, ansia e pensieri relativi al suicidio.

Per molti, anche il ritorno a casa non può porre fine alla sofferenza: oltre la metà dei ragazzi intervistati, infatti, si è dichiarata preoccupata per il modo in cui sarebbe stata trattata al proprio rientro, riferendo anche sentimenti di colpa o vergogna. Circa un quinto dei bambini aveva, infine, già subito violenza fisica o sessuale nel proprio paese prima della migrazione, spesso perpetrata da un membro della famiglia e ciò evidenzia ulteriormente il valore delle precedenti esperienze di vita, in quanto sintomi di depressione, ansia, disturbo post traumatico da stress, tentativi di suicidio e autolesionismo sono risultati correlati anche con gli abusi subiti a casa. Secondo gli autori tale valutazione è particolarmente importante in quanto reintegrare un bambino o favorire il ricongiungimento con la famiglia non è un processo semplice e, talvolta, non rappresenta la scelta più sicura per i bambini stessi.

 Redazione AdoleScienza.it

Riferimenti Bibliografici

Kiss L., Yun K., Pocock N., Zimmerman C. (2015). Exploitation, Violence, and Suicide Risk Among Child and Adolescent Survivors of Human Trafficking in the Greater Mekong Subregion. JAMA Pediatrics, 169(9): e152278.

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