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Guardare i figli da dietro uno schermo: gesto automatico o cattiva abitudine?


Smartphone e dispositivi elettronici sono ormai diventati una protesi della nostra identità: anche in famiglia qualsiasi comunicazione è mediata da un messaggino, i ricordi sono affidati alla fotocamera del cellulare. Siamo sempre pronti a immortalare con foto e video ogni momento della nostra vita, spesso e volentieri condividendolo poi su social e chat di gruppo con familiari e amici.


Non dobbiamo stupirci se i bambini, fin da piccolissimi, utilizzano con grande abilità smartphone e tablet di mamma e papà. Non sono forse sempre più abituati a vedere i genitori con in mano questi dispositivi, quasi in ogni momento della giornata?

Fin dalla nascita, inoltre, la possibilità di scattare innumerevoli foto e condividerle istantaneamente con nonni, zii e amici porta i genitori a catturare ogni momento: un sorriso, uno sguardo o un’espressione del piccolo, il bagnetto e così per ogni situazione che merita “di essere ricordata”.

Certo, anche in passato i più piccoli venivano fotografati in questi momenti, non è certamente un comportamento nuovo; la tecnologia ha amplificato questi atteggiamenti, in quanto si può ormai conservare un numero davvero illimitato di file digitali e non si deve più aspettare il momento della stampa del rullino per rivederli e mostrarli ad altre persone.

Tante volte, però, si è talmente presi dal desiderio di immortalare questi momenti che ci si ritrova a relazionarsi con i figli attraverso uno schermo piuttosto che guardarli negli occhi!

“Stavo giocando con il mio bambino che, divertito, ha iniziato a fare facce buffe e sorrisetti. Prendere subito in mano il cellulare per cercare di catturare queste espressioni è stato automatico, una cosa che ho fatto senza neanche pensarci su. Così continuavo a parlargli guardandolo attraverso l’obiettivo della fotocamera nella speranza che ripetesse uno di quei sorrisi e poterlo magari inviare al papà che non era a casa in quel momento. Dopo pochi secondi, però, mi sono resa conto di un paradosso: io vedevo il mio bambino nello schermo e continuavo ad interagire con lui, lui però non poteva più vedere il mio viso ma soltanto il retro dello smartphone. Era normale che non sorridesse più come prima!”

Questa è la piccola esperienza di una mamma che ha condiviso con noi quanto l’aver preso consapevolezza in quel momento di quello che stava succedendo l’abbia portata poi a fare più attenzione e a ricordarsi sempre che ciò di cui hanno più bisogno i figli è proprio lo sguardo della mamma e del papà, non una foto ricordo!


Perché è importante guardarli negli occhi?

L’uso di dispositivi come smartphone e tablet di per sé non ha certamente un impatto negativo nei rapporti familiari. Anzi, questi dispositivi, a volte, permettono ad esempio di creare più occasioni di gioco in comune tra adulti e bambini, oppure promuovono l’accesso a materiale didattico per bambini e ragazzi.

Tuttavia, un utilizzo eccessivo o inadeguato della tecnologia può anche compromettere le relazioni faccia a faccia tra genitore e figlio, fondamentali per lo sviluppo emotivo, cognitivo e linguistico dei bambini.

Il bambino, infatti, sviluppa la propria identità attraverso il rispecchiamento con l’altro, con il contatto fisico e visivo che lo aiuta a conoscere il mondo e a conoscere se stesso. Il bambino deve essere riconosciuto nei suoi stati emotivi e ricevere un riscontro da parte del genitore.

Non si tratta certo di eliminare totalmente smartphone e fotocamere dalle interazioni con i figli, sarebbe ormai impossibile, né tanto meno sono i momenti sporadici a compromettere la relazione faccia a faccia e il rispecchiamento emotivo.

Si tratta, piuttosto, di fare attenzione, essere consapevoli di opportunità e limiti, non sostituire le interazioni familiari solo con foto, note audio o messaggi nelle chat di gruppo e ricordarsi sempre di quanto mamma e papà siano, nel corso della loro crescita, anche un modello per i figli.

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Redazione AdoleScienza.it