festa della mamma

Ha senso abolire la festa della mamma (e del papà)?


Ha senso abolire la festa della mamma e io aggiungerei anche quella del papà? Questa è la domanda che sta girando nel web in questi giorni.

Il polverone lo ha sollevato una scuola torinese che ha preso la decisione di sostituire la canonica FESTA DELLA MAMMA con la FESTA DI CHI TI VUOLE BENE. L’intento era quello di andare incontro a tutti i bambini, figli di genitori omosessuali e bambini senza più la mamma.

L’aspetto sui cui bisogna ragionare è che NON credo sia il caso di CONFONDERE L’AMORE DI UNA MADRE O MEGLIO DI UN GENITORE CON IL BENE CHE PUÒ PROVARE CHIUNQUE STIA VICINO AL BAMBINO. Il bene di una tata, di un nonno, di un amichetto è diverso da quello che può provare un genitore e il bambino non dovrebbe confondere i due livelli. CREDO SI STIA FACENDO UN ERRORE MACROSCOPICO NEL TOGLIERE AL BAMBINO DETERMINATI RIFERIMENTI. Non significa discriminare nessuno perché esiste la festa del papà e della mamma, anche nella coppia omosessuale c’è magari la differenza dei ruoli e quindi il bambino sa come comportarsi, senza togliere a nessuno la possibilità di festeggiare.

Credo forse che dovremmo ragionare nello specifico sul senso di queste feste visto che ogni volta sollevano non pochi problemi tra cui i bambini che NON hanno più una mamma o non l’hanno mai avuta, oppure i casi di cui non si parla mai ma che noi clinici abbiamo ben presenti di bimbi che sono vittime di madri violente o di madri abusanti che non possono essere costretti contro la volontà a scrivergli determinate cose.

In questi anni ho visto troppi bambini e adolescenti che hanno un pessimo ricordo della festa della mamma o del papà perché non sono state tenute conto le loro esigenze e sono stati costretti a fare delle cose che non avrebbero voluto fare come scrivere letterine al genitore morto.

Oggi abbiamo anche il problema delle famiglie disgregate e ricomposte, per cui il bambino può trovarsi ad avere due mamme e due papà per via di un primo e secondo matrimonio, ho visto anche chi ne ha tre o quattro. Alcuni bimbi o ragazzini li ho visti scrivere a papa 1 e papà 2 o mamma 1 e mamma 2 per evitare che qualcuno si offendesse. 1 e 2 non rappresentava un ordine di preferenza ma cronologico. OGGI È TUTTO PIÙ COMPLICATO, NON C’È PIÙ LA LINEARITÀ DI UN TEMPO E BISOGNA ANDARE INCONTRO ALLE ESIGENZE DI TUTTI I MINORI SENZA DISCRIMINARE NESSUNO.

È vero che ci sono tanti bambini che hanno il diritto di festeggiare anche la famiglia più classica e quindi andrebbe fatto con la giusta delicatezza, senza obbligare nessuno a fare ciò che non vuole. Far scegliere il bambino una persona che gli vuole a cui indirizzare il proprio pensiero significherebbe creargli un potenziale peso emotivo troppo grande perché potrebbe avere paura che qualcuno ci rimanga male e quindi di non corrispondere alle aspettative di chi gli vuole bene. Sarebbe bersaglio dell’anche “anche io ti voglio bene” o “io ti voglio bene come ….” .

LA LIBERTÀ DI ESPRESSIONE È IL SEGNO DI CIVILTÀ PIÙ IMPORTANTE CHE SI DEVE LANCIARE AI BAMBINI e magari si potrebbe risolvere iniziando a parlare di Festa del Genitore per eliminare tutti i problemi inerenti famiglie monoparentali, pluriparentali e omosessuali.

 

di Maura Manca, Psicoterapeuta

 

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