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I pericoli che i figli possono incontrare nella “Rete” delle problematiche alimentari


Perché bisogna fare attenzione soprattutto nel periodo adolescenziale?

Quello che a volte i genitori non sanno è che le problematiche legate alla sfera della alimentazione racchiudono tutti quei disturbi riguardanti la condotta alimentare, dal controllo del cibo, alle restrizioni (non mangiare), alle abbuffate. L’insorgenza di questo tipo di problematiche ossia quando possono fare la comparsa, può essere riscontrata fin dalla prima infanzia, ma la maggior parte dei casi possono essere individuati durante il periodo pre-adolescenziale e adolescenziale cioè a partire dagli 11 anni. Bisogna fare molta attenzione perché già intorno ai 9-10 il corpo inizia a trasformarsi, alcune bambine sviluppano già in quegli anni, a prepararsi per i cambiamenti macroscopici della adolescenza in cui il corpo bambino assume tutte le caratteristiche di quello adulto.

In questi anni si finisce di strutturare anche la personalità, i tratti diventano più stabili e si definisce la propria identità, si cerca di individuarsi come adulto, iniziando a scindersi dalle figure genitoriali. Spesso, per agevolare questo processo, ci si identifica con modelli esterni, fratelli più grandi, compagni di scuola, amici, con i quali si condividono tagli di capelli, vestiti, piercing e qualsiasi altra forma possa rappresentare un’appartenenza ad un gruppo. Molto spesso, soprattutto le ragazze, inseguono modelli socialmente riconosciuti e accettati come soubrette televisive, modelle, veline, riferimenti con canoni estetici basati sulla magrezza o su quella che in questi ultimi anni si sta chiamando Thin Inspiration ossia ispirazione al magro.

 Quali sono i pericoli legati alla Rete?

 La Thin Inspiration è diventata una filosofia di vita per molte ragazze e sempre più ragazzi, ma anche un’ ossessione in cui l’unico obiettivo da raggiungere è la magrezza. Ci si nasconde dietro la convinzione che il magro sia salutare e che quindi non c’è niente di sbagliato in quello che si fa, ma quanto magro? Fino a che punto è salutare?

Quello che preoccupa clinici, ricercatori e soprattutto i genitori è che gli adolescenti di oggi vivono attaccati sempre più ai propri smartphone e tablet, sulle chat di instant messagging, sui blog e sui social network, che rinforzano questo tipo di problematiche.

Come? Molto spesso i genitori non conoscono i reali pericoli che si incontrano nella Rete.

Bisogna fare molta attenzione!

I nostri genitori (di noi nativi non digitali) ci dicevano attento a dove metti i piedi che oggi può essere sostituito con: “attento a quello che clicchi e a dove navighi!”. Online sono presenti numerosi siti dedicati esclusivamente alla anoressia e alla bulimia chiamati pro Ana (pro anoressia) e pro Mia (pro bulimia) che sono difficili da riconoscere però sono pericolosi. È bene sapere che in questi siti si condividono modalità e indicazioni su come dimagrire, consigli su come sfuggire ai genitori, come fare a non farsi scoprire, quali tecniche usare per far vedere che si sta mangiando anche se non è vero o come fare a sfuggire al nemico numero uno: il cibo. Il problema è che in rete si trova sempre qualcuno, in queste comunità non si è mai soli e si trovano quelle che si considerano amiche e amici pronti a fornire supporto e consigli, a rinforzare e ad esaltare i “successi” ottenuti. Quindi se si ha paura di non essere compresi a casa o se si ha un problema familiare per cui non si riesce a parlare con i propri genitori queste per loro possono rappresentare delle vere e proprie comunità in cui si sentono accolte.

Molto spesso queste comunità si nascondono dietro facciate che non permettono di vedere cosa realmente si nasconde. A volte si trovano dentro le seconde vite che i ragazzi si costruiscono su Facebook, per cui i genitori vedono i figli giocare con questi social game o condividere materiale con gli “amici” senza mai pensare che si stanno incastrando in una tela della magrezza e delle problematiche alimentari.

Oltretutto, un altro aspetto che dovrebbero conoscere i genitori è legato alle social mode in cui la magrezza e il corpo è sempre il sovrano indiscusso. Le social mode sono tutte quelle mode che dilagano nei social network anche attraverso la diffusione di foto e altre realizzazioni elettroniche. Spesso si deve rispondere ad una nomination spesso i partecipa per il solo gusto di partecipare e altre volte perché lo fanno gli altri e quindi si ha paura di essere presi in giro o di essere considerati “sfigati”. Ecco allora che con uno strabiliante effetto contagio appaiono nel web selfie in cui il corpo è sempre il protagonista indiscusso.

Il Bikini Bridge e il Thigh Gap sono ormai social mode con migliaia e migliaia di utenti che partecipano e cliccano “mi piace” sulle pagine. Il Bikini Bridge è la moda per cui ci si fa un selfie sdraiate in costume o in intimo e si fotografa il “ponte” creato dal pezzo inferiore del bikini che si appoggia sulle ossa del bacino che dovrebbero ben visibili e sporgenti. Il Thigh Gap è lo “spazio tra le cosce” misurato in piedi con le gambe e i piedi ben attaccati o coricate con le ginocchia alzate in slip o pantacollant aderentissimi per mostrare il buco in mezzo alle gambe.

Uno degli aspetti più allarmanti è che se si va a vedere l’età troviamo anche un numero impressionante di pre-adolescenti che si fanno i selfie ispirati alla magrezza per inserirli poi sui social e aspettare di vedere quante approvazioni e commenti positivi si riescono ad ottenere, con un’età in drastico calo. Questo è importante saperlo perché molto spesso i genitori pensano che i figli siano ancora troppo piccoli per poter manifestare determinati problemi e quindi non fanno caso ai primi segnali. Il problema è che non si colgono in tempo si rischia poi che si croniccizzino e quando ci si accorge del problema è già radicato, più grave e più difficile da gestire.

Per i genitori è veramente complesso stare dietro a tutto questo, i social sono un mondo in cui gli adulti non si districano ancora benissimo e questo rende i figli in vantaggio soprattutto sul controllo. In Rete i ragazzi si nascondo e si sostengono a vicenda per non far accorgere di niente a nessuno. La cosa importante che dovrebbe fare un genitore è di chiedere, domandare per cercare di capire abitudini, difficoltà e pensieri, non con un tono inquisitorio altrimenti i figli non risponderanno mai, ma si chiuderanno ancora di più in se stessi. Fare attenzione anche ai piccoli cambiamenti e cercare di osservare anche i comportamenti e soprattutto ascoltare quello che hanno da dire perché per loro anche le cose che per voi genitori hanno meno importanza per loro possono essere fondamentali.

Attenzione  ai cambiamenti delle abitudini e dei comportamenti, soprattutto se sono repentini.

 

di Maura Manca, Psicoterapeuta

Direttore Responsabile AdoleScienza.it

 

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