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I trucchi per far fare i compiti ai figli


Suona la campanella, i figli rientrano a casa, si mangia, se non hanno mangiato a scuola ed iniziano i conflitti per fare i compiti e per studiare. Per molti genitori rappresenta una vera e propria fonte di stress, un tormento, una lotta, perché molte volte i figli non li vogliono fare, dilungano i tempi all’infinito, mentono e tirano fuori la sera, dopo cena, qualche compito dimenticato ancora da finire. In questo modo la scuola rischia di diventare un incubo sia per i figli che per i genitori.

Ecco allora alcuni piccoli trucchi per far fare i compiti ai figli:

 1. Cercate un compromesso sull’orario di inizio dei compiti. Verificate il reale livello di stanchezza e di affaticamento, valutate la tipologia di materie o compiti in classe o interrogazioni che hanno dovuto affrontare durante l’arco della mattina. Se è stata una mattinata intensa fateli scaricare un po’ di più. Sovraccaricarli diventa controproducente. Gli orari non sono i vostri, non potete decidere voi quando loro sono pronti.

2. Se vi chiedono che vogliono giocare con i videogiochi o guardare la tv concordate un orario e cercate di farlo rispettare.

3. Spingeteli a fare i compiti e a studiare in autonomia, altrimenti avranno sempre bisogno di qualcuno che li instradi. Fatevi chiedere aiuto quando ne hanno bisogno senza che abbiano il timore che li sgridiate o li critichiate.

4. Non abituateli a studiare per ottenere vantaggi, premi e regali. Non premiateli nello stesso modo per i buoni voti a scuola. Il figlio va sostenuto e rinforzato, ma non comprato, perché la scuola rappresenta il loro dovere. Il rischio a cui andrete incontro è che vi chiederanno in cambio una ricompensa per lo svolgimento delle attività scolastiche estendibile a qualsiasi altra cosa.

5. Quando li aiutate cercate di non correggete tutto quello che fanno, non criticateli perché non fanno le cose come le avreste fatte voi, magari rinforzateli e poi aggiustate il tiro, dandogli qualche suggerimento per migliorare. Se gli dite che quello che fanno è sempre sbagliato pensano di non essere in grado di fare le cose e non andate a rinforzare la loro autostima, ma alimentate solo la loro insicurezza. Apprendere significa anche sbagliare e la scuola serve per verificare e correggere i compiti.

6. Non urlate, non ricattateli che gli toglietegli i loro oggetti o non ricattateli che non gli farete uscire, non minacciateli, non fategli paternali infinite (perché tanto non vi ascoltano), aumentate il nervosismo e gli deconcentrate maggiormente. In questo modo si arrabbiano e si frustrano. Si rischia inoltre che associano uno stato emotivo negativo allo studio e quindi alla scuola, che può rischiare di andare ad inficiare maggiormente il loro rendimento negli anni successivi.

7. Non fate le giustificazioni perché servono solo a voi per risolvere il problema. A loro insegnate che possono non assumersi le loro responsabilità perché tanto ci siete voi che li giustificate. Se prendono una nota capiranno di avere sbagliato.

8. Non fategli saltare la scuola quando non hanno fatto i compiti o, se sono più grandi, quando non si sono preparati per l’interrogazione, gli insegnate che non ci sono regole e tempi da rispettare e si troveranno male con l’università e con il lavoro.

9. Non fate MAI i compiti a posto loro, neanche quando siete stremati.

10. Insegnategli la REGOLA DEL PANINO, è una regoletta semplice che aiuta quando si devono fare tanti compiti.

11. Le forzature e le punizioni portano solo a non fargli amare la scuola.

12. Non obbligateli a spegnere i cellulari o la musica perché loro studiano anche su WhatsApp, si scambiano le informazioni sui compiti, si sentono integrati con il resto del mondo e sono abituati a vivere in multitasking. Loro sono nati nell’era tecnologica e quindi, per loro, è un’abitudine, togliergli tutti questi oggetti potrebbe generagli una tensione maggiore perché rimarrebbero col pensiero sul chi scrive, cosa succede, e con l’idea della musica. Magari spiegategli che l’attenzione quando deve gestire più input nello stesso momento fatica maggiormente.

13. Non ossessionateli sulla posizione in cui studiano. Fategli scegliere come meglio stanno comodi e si rilassano per apprendere, anche se sono sdraiati. Non angosciateli se hanno la scrivania in disordine e secondo voi non trovano i libri o gli appunti, se nella stanza non si può camminare o se scrivono in maniera disordinata.

14. Fategli fare ripetizioni solo nelle situazioni in cui non riescono a colmare le lacune a scuola con i propri insegnati. Le lezioni dovrebbero servire a dare una spinta, non devono essere una scusa per non fare i compiti da soli. I bambini e gli adolescenti non dovrebbero avere insegnanti privati che gli fanno i compiti.

 

di Maura Manca

 

 

 

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