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I videogiochi con immagini violente rendono davvero aggressivi i ragazzi?


I videogiochi sono la passione e il passatempo preferito di tantissimi bambini e adolescenti. Alcuni di questi giochi poi spopolano letteralmente e diventano tra virgolette l’incubo di tanti genitori.

Gli adulti solitamente si preoccupano nel vedere i figli trascorrere tantissime ore davanti ai giochi elettronici o reagire a volte in maniera esagerata quando perdono o devono interrompere il gioco.

Adolescenti sempre attaccati a smartphone e videogiochi: normalità o dipendenza?

In particolare, molti genitori temono che i figli possano essere condizionati dalle immagini di violenza spesso presenti nella maggior parte dei giochi che li appassionano, tanto da alterare il loro comportamento.


La domanda più gettonata dalla maggior parte dei genitori è:

“I videogiochi violenti, come gli sparatutto e alcuni giochi di ruolo, possono rendere aggressivi i ragazzi?”

Come prima cosa bisogna sottolineare che non esiste in realtà un tipo di videogioco definito “violento” ma ci sono dei contenuti presenti all’interno di ciascun gioco, che vengono descritti sul retro della custodia (http://www.pegi.info/it/index/id/275/): troviamo scritto, ad esempio, paura, droghe, violenza, gioco online, ecc. Si tratta di aspetti da tenere sicuramente in considerazione prima di comprare o permettere l’utilizzo di certi videogiochi ai figli, soprattutto per avere un’indicazione sull’adeguatezza del gioco in base all’età e alla loro maturità.

Una volta considerato questo aspetto, bisogna fare attenzione ai fraintendimenti, che a quanto pare, quando si parla di videogiochi sono all’ordine del giorno: NON è sicuramente un gioco violento la “causa” dei comportamenti aggressivi!

Da un recentissimo studio (Przybylski, Weinstein, 2019), che ha coinvolto adolescenti di 14-15 anni, è emerso che non c’è alcuna evidenza che pone in relazione diretta l’esposizione a videogiochi con contenuto violento e l’assunzione di comportamenti aggressivi. Dunque non si può parlare di una relazione causa-effetto.


Cosa è però necessario sapere?

Un certo tipo di contenuto nel gioco può andare ad interferire sulla condotta aggressiva quando c’è un forte abuso, delle condizioni di vulnerabilità e fragilità pregresse, quando il gioco diventa compensatorio e aliena completamente dalla realtà, cioè quando ci sono già altri problemi psicologici o siamo davanti ad una psicopatologia. E’ come le serie in streaming che spesso vengono accusate di essere la causa dei comportamenti violenti dei ragazzi.

Se fosse così lineare la relazione tra gioco e comportamento violento, calcolando i milioni di ragazzi che giocano, avremo milioni di criminali in circolazione. Questo per dire che ci sono altre variabili che interferiscono e che vanno a condizionare la condotta.

I videogiochi non fanno poi così male, basta seguire alcuni semplici accorgimenti

Se ci pensiamo, infatti, attraverso il gioco e l’interazione tra utenti, si possono riproporre le medesime modalità di relazionarsi al di fuori del gioco. La violenza è magari solo uno degli aspetti di un videogioco: sta poi a ciascun giocatore, che veste i panni del personaggio, scegliere di agire certi comportamenti aggressivi o meno, oppure preferire condotte di collaborazione con i compagni di squadra.

Quando si tratta di giochi e console, i genitori attivano delle vere e proprie lotte con i figli. È importante però riuscire ad avvicinarsi al mondo dei ragazzi e capire che i videogiochi non rappresentano necessariamente una fonte di pericolo da combattere a tutti i costi, perché il problema non è la tecnologia in sé, ma l’uso che se ne fa!

 

Redazione AdoleScienza.it

Riferimenti Bibliografici

Przybylski A.K., Weinstein N. (2019). Violent video game engagement is not associated with adolescents’ aggressive behaviour: evidence from a registered report. Royal Society Open Science, 6(2), 171474.