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I videogiochi non fanno poi così male, basta seguire alcuni semplici accorgimenti


L’utilizzo dei videogiochi di per sé non è sempre nocivo, anzi può attivare tutta una serie di capacità cognitive come il problem solving o risoluzione dei problemi, l’attenzione prolungata e la reattività. Molti videogiochi, inoltre, consentono una modalità in multi-player che permette ai ragazzi di giocare contemporaneamente con i loro amici e compagni, magari nella stessa squadra, anche quando non sono fisicamente vicini. Questi aspetti possono favorire la cooperazione e il rispetto degli spazi, delle regole e dei tempi dell’altro, gestire le frustrazioni e ad affrontare le sconfitte.

Come capire quando un figlio è dipendente dai videogiochi?

La dipendenza da videogiochi NON È, come erroneamente si crede, solo un problema legato alla quantità di ore trascorse davanti agli schermi, ma da una serie di cambiamenti che sconvolgono la quotidianità, l’umore e il comportamento dei figli. I ragazzi possono diventare irrequieti e irritabili, modificare le proprie abitudini, per esempio nel magiare, saltano i pasti, chiedono di mangiare davanti allo schermo, ma anche legate al sonno, non dormono o lo fanno troppo poco, sono sempre stanchi, giocano di nascosto e hanno reazioni di rabbia anche contro il genitore quando tenta di staccarlo dalla console. Possono arrivare a trascurare la scuola, lo sport e le relazioni sociali, presentare sintomi fisici come mal di testa, mal di schiena, disturbi della vista e preferiscono i videogiochi al tempo da trascorrere con gli amici. Il disagio si manifesta anche quando il videogioco arriva a creare isolamento. La realtà virtuale può rappresentare, soprattutto nei momenti di fatica e fragilità, una via d’uscita per evadere dalla quotidianità. Offre la possibilità di sperimentare emozioni e sensazioni nuove e spesso, identificarsi con i personaggi dei videogames, permette di gestire vissuti di noia, incapacità o inutilità.

Ci sono dei rischi nel giocare a videogiochi?

È fondamentale che l’utilizzo del videogioco sia sempre regolamentato e controllato dagli adulti, che spesso, non ne conoscono i contenuti ed essi stessi non sanno come funzionano e come si strutturano. È necessario inoltre non comprare o permettere l’utilizzo di certi videogiochi ai figli senza conoscerne il contenuto e senza fornirgli gli strumenti che possono aiutarli a non farsi invadere. Bisogna sempre verificarne l’adeguatezza, vedere di cosa si tratta, monitorare il figlio mentre gioca per capire che tipo di approccio ha al gioco, se è aggressivo o remissivo, se ci sono problemi legati al cyberbullismo o all’adescamento online. I giochi online, infatti, prevedono anche la possibilità di chattare con altri utenti, e il rischio è quello dell’adescamento da parte di adulti malintenzionati che, fingendosi loro coetanei, attirano l’attenzione dei bambini e degli adolescenti nelle chat, per poi passare alla richiesta di foto o informazioni private. In genere, gli adescatori si nascondono dietro falsi profili di coetanei e avvicinano lentamente la vittima ottenendo la sua fiducia per poi indurla a fare ciò che le chiedono. Altri rischi sono legati alla sostituzione della realtà virtuale con quella reale. Questo aspetto è anche in parte dovuto all’evoluzione dei videogames, diventati sempre più complessi e realistici, interattivi, che danno la sensazione di essere letteralmente “all’interno del gioco”.

Come fare per evitare che l’uso dei videogiochi diventi un problema?

È IMPORTANE CONCORDARE INSIEME IL TEMPO. Si devono fare dei patti di fiducia, i figli devono sapere che il tempo per i videogiochi c’è, ma ha un limite. Si deve fare una sorta di “contratto” da stipulare con loro, insieme al divieto di un uso notturno, visto quanto interferisce con la qualità e la quantità del sonno, andando a ledere le capacità di attenzione e concentrazione, intacca l’umore, il ritmo sonno-veglia e grava sul sistema immunitario. E’ importante stabilire insieme un tempo massimo da trascorrere a giocare, magari utilizzando anche un orologio in modo che si rendano conto del tempo che hanno passato davanti allo schermo e mantengano un legame con la realtà. Non è consigliato lasciare la console nella stanza dove dormono, ma in luogo comune per evitarne soprattutto un uso notturno. In vacanza o nel weekend, invece, potrebbero anche giocare un po’ di più, ma devono essere tutte condizioni concordate volta per volta. Il dialogo e la capacità di scendere a compromessi quando necessario, rappresentano il metodo più efficace per far sì che le regole possano essere accettate.

NON SI DEVE AGIRE IMPULSIVAMENTE. Anche se molte volte si è disperati perché i figli non ascoltano, è importante non interrompere il gioco bruscamente, arrivando ad esempio a staccare la spina o la connessione pur di fermare il proprio figlio. Anche il sequestro non è il metodo più efficace, in quanto viene vissuto come una violazione del loro spazio. Queste reazioni impulsive non fanno altro che innescare risposte di rabbia, frustrazione e conflitto, rischiando di far saltare la fiducia e portare il figlio a giocare di nascosto.

NON BISOGNA DEMONIZZARE I VIDEOGIOCHI ma favorirne un utilizzo adeguato. È una responsabilità che spetta ai genitori, sin da quando i figli sono piccoli.

di Maura Manca