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I voti e la pagella: il terrore di genitori e figli


Scuola e compiti sono un problema per moltissimi genitori. E’ uno degli indici di stress maggiore all’interno del sistema familiare ed è una delle cause principali di litigio tra genitori e figli.

I figli si lamentano che i genitori li stressano di dover fare i compiti e che studiano poco, mi dicono che per loro dovrebbero passare il loro tempo attaccati ai libri, mentre i genitori si lamentano che i figli studiano poco, che la scuola non è al primo posto, che l’impegno non lo vedono, vorrebbero fossero più costanti, maturi e responsabili. Tendenzialmente voci contrastanti, è raro trovare genitori e figli in sintonia sui problemi scolastici.

E poi ecco il problema della pagella, per molti non esiste più perché ormai in tante scuole c’è il registro elettronico e quindi i voti si possono monitorare ogni qual volta si voglia.

Molto spesso i figli hanno paura dei confronto con i genitori, studiano, si applicano, ma magari non rendono come dovrebbero e quindi i voti non sono alti, sono sulla sufficienza, quel famoso 6 poco amato dai genitori.

Cosa fare allora?

  • Non bisogna svalorizzare i voti del figlio perché è come si svalorizzasse lui,
  • Non bisogna attaccarli dicendogli che non si applicano o che non studiano a sufficienza perché a volte il problema è semplicemente di metodo o di ansia e non di ore di studio,
  • Quando ci sono dei voti bassi non bisogna criticarli o giustificarli, cercate di capire con loro dove è il problema per poterlo risolvere alla radice,
  • Non fate i confronti con gli altri compagni o amici, è una cosa per cui si sentono particolarmente svalutati e ne soffrono tanto,
  • Accettate anche la sufficienza, l’importante è che siano promossi. Fategli capire che la promozione è per loro e non per voi, in modo tale che non studino anche d’estate e si riposino,
  • Non devono avere paura di comunicarvi i voti e di deludervi. Non fatevi vedere in sofferenza e demoralizzati, ma postivi e con una soluzione per risolvere la situazione,
  • Se gli serve aiuto dateglielo, però non fate mai i compiti a posto loro. Aiuto non significa controllo. Non mettevi come sergenti a monitorare anche il tempo che studiano e le virgole,
  • Quando li interrogate o controllate i compiti, se c’è qualcosa che non va, aiutateli a correggerla, non aggreditili dicendogli che non hanno studiato o cosa hanno fatto in tutto quel tempo perché non vi chiederanno più aiuto o avranno paura anche di voi,
  • A volte è un problema di ansia da prestazione e di paura del giudizio degli altri. Rassicurateli che devono pensare solo a loro stessi. Sinceratevi anche che non ci siano episodi di bullismo in classe,
  • Se serve andate a parlare civilmente con qualche insegnante per capire se c’è un problema e come risolverlo,
  • Non puniteli togliendogli il cellulare (a volte studiano con l’ausilio di internet o degli amici su WhatsApp) o la playstation, non è quello il problema, fategli capire che ci sono delle priorità e che si può fare tutto, basta organizzarsi,
  • Applicate in certi casi la regola del panino

Attenzione perché a volte la scuola è un segnale di disagio psichico importante. cercate di capire se il figlio attraverso i voti vi sta comunicando qualcosa di più profondo.

La scuola è uno spazio di vita fondamentale per la crescita di un figlio. Sosteneteli e supportateli per non fargliela vivere come uno stress, ma per fargli cogliere tutti gli aspetti positivi.

di Maura Manca, Psicoterapeuta

 

 

 

 

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