genitori in difficoltà

Il Burn-out genitoriale


Il burn-out letteralmente significa essere bruciati, esauriti, scoppiati ed è stato introdotto per indicare una serie di fenomeni legati all’affaticamento, al logoramento e all’improduttività lavorativa registrati nei lavoratori inseriti in attività professionali a carattere sociale.

La sindrome da burn-out rappresenta la risposta dell’individuo ad una situazione lavorativa percepita come stressante e nella quale quest’ultimo non ha risorse e strategie adeguate per fronteggiarla.

Le stesse manifestazioni possono insorgere all’interno del sistema familiare, soprattutto nel passaggio dalla pre-adolescenza e adolescenza e in piena fase adolescenziale. Spesso questo periodo dura anche qualche anno e i genitori  si trovano spesso a rimpiangere i momenti in cui c’erano le pappe, i capricci, i pannolini, la paura di dormire da soli, il rifiuto del cibo e il pianto pre-asilo; in poche parole, quando i figli erano ancora gestibili e sotto controllo.

Con la crescita anche i problemi famigliari diventano grandi ed in questo momento si inizia a vivere il tutto come faticoso e  “stressante”. Cominciano le lotte per svegliarsi la mattina, l’ansia della scuola  e dei compiti da fare, le battaglie per le uscite e per il disordine. I ragazzi passano ore attaccati alla play station e pretendono che il genitore rimanga spettatore silente davanti al trasferimento della vita dentro il cellulare.


Gli adulti spesso non sanno come comportarsi, cercano ovunque, internet, professionisti, tecniche permissive e punitive, sequestro il telefono, divieto di uscire, ma ad un certo punto si accorgono che tutta questa fatica è sprecata e che di frequente tutte queste tecniche non funzionano più.


Molto spesso i genitori non capiscono più i comportamenti del figlio, le sue reazioni e le sue risposte maleducate e si iniziano a preoccupare, a controllare le sue attività, spinti dalla paura che frequenti le compagnie sbagliate, che non studi, che si faccia le canne fino a diventare quasi una sorta di detective multimediali.

Il problema insorge perché non si accettano i cambiamenti del figlio, si pensa non sia giusto tutto questo per tutto quello che si è investito su di lui, si arriva a pensare di aver fallito come genitore, di non avere più la gestione delle cose. La tensione e il nervosismo favorisce il perdere facilmente la pazienza, l’aumento delle litigate e delle urla.

Questo stato psichico si riversa pure sul corpo, genera uno stato perenne di allerta e di agitazione, si arriva ad avere problemi del sonno, non riuscire ad addormentarsi, frequenti  risvegli notturni, a non avere più voglia di uscire come prima, ritiro sociale,  difficoltà a concentrarsi sul lavoro e pian piano si inizia a scaricare le colpe un genitore sull’altro, aumentando cosi anche i litigi all’interno della coppia.

Tutto questo col tempo può  portare ad una condizione di distress che si può trasformare nella SINDROME DA BURN OUT GENITORIALE!

di Maura Manca, Psicoterapeuta

Direttore di AdoleScienza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *