Comprendere gli atteggiamenti e i comportamenti degli adolescenti è sicuramente difficile, un compito faticoso soprattutto per i genitori, ma non impossibile! Per comprenderli è fondamentale conoscere i cambiamenti che avvengono anche a livello cerebrale.
Potremmo definire l’adolescenza come un periodo lungo e complesso ma, allo stesso tempo, straordinario, caratterizzato da numerosi cambiamenti a livello fisico, relazionale, sociale e cognitivo, in cui si realizza gradualmente il passaggio dall’infanzia all’età adulta. Si tratta di una fase della crescita estremamente importante e anche ricca di potenzialità, non solo di difficoltà.
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Come mai gli adolescenti si comportano in un certo modo? I 3 punti cardinali per orientarsi nel loro cervello
E se esistesse una sorta di GPS, un navigatore per orientarsi e comprendere cosa accade nel loro cervello? Le neuroscienze ci vengono in aiuto: ci sono, in particolare, tre aree cerebrali che maturano gradualmente in adolescenza e possono spiegare i comportamenti dei ragazzi.
– L’AMIGDALA. È una struttura che ha il compito di generare risposte emotive. Negli adolescenti, gli stimoli raggiungono l’amigdala senza la mediazione della corteccia prefrontale, che non ha ancora raggiunto un pieno sviluppo, e che opera come una sorta di filtro.
– LO STRIATO. Un’area che, insieme ad altre strutture, attraverso le interazioni con la corteccia cerebrale contribuisce anche a funzioni e forme di comportamento come quelle cognitive ed emozionali. Costituisce il sistema di ricompensa del cervello: quando si attiva, trasmette sensazioni di piacere e benessere. La sua funzione, dunque, è quella di gratificarci per permetterci di mettere di nuovo in atto, in futuro, un certo comportamento.
– LA CORTECCIA PREFRONTALE. Rappresenta il sistema di monitoraggio del resto delle attività cognitive. Regola diverse funzioni tra cui organizzare, pianificare, pensare in modo critico, riflettere, controllare gli impulsi, gestire le emozioni.
Comprendere cosa “passa nella testa” degli adolescenti è difficile, ma non impossibile: la scienza ci viene in aiuto!
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“Ciò implica che durante questa fase, sebbene possano sembrare adulti e credano di esserlo cercando di comportarsi come tali, né le loro risposte emotive né la capacità di gestirle in modo consapevole sono sufficientemente mature, e devono ancora esplorare e trovare il modo migliore per alimentare il senso di ricompensa. Ciò fa si che nell’adolescenza l’impulsività emotiva sia più elevata, e al contempo controllare le relazioni emotive è più difficile che in qualunque altra età della vita.” (Tratto dal libro Il cervello dell’adolescente di D. Bueno)
Comprendere questi aspetti è fondamentale per non stigmatizzare gli adolescenti, per evitare di attribuire loro determinate etichette o farci guidare soltanto da pregiudizi e luoghi comuni che rischiano di ostacolare ancora di più il rapporto con loro. Comprenderli, inoltre, può permetterci di costruire relazioni più efficaci e di investire sulle loro potenzialità.
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di Francesca Sangineto e Chiara Antonini


