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Il passaggio alle scuole medie: come sostenere i figli? 5 consigli utili


Il passaggio dalla scuola primaria alle scuole medie o scuole secondarie di primo grado rappresenta una delicata tappa che pone i preadolescenti, non più bambini, di fronte a cambiamenti importanti e attiva un mix di emozioni differenti da gestire.

Dopo cinque anni trascorsi in un ambiente ormai conosciuto e familiare, si ritrovano a dover familiarizzare con un altro contesto: devono lasciare i vecchi compagni e insegnanti, inserirsi in una nuova classe e adattarsi ad una struttura diversa di scuola, che prevede più docenti e materie da studiare.

I ragazzi spesso sono presi da un turbinio di emozioni che vanno dall’entusiasmo e dalla curiosità, dati dal bisogno adolescenziale di sentirsi più grandi e autonomi, fino all’ansia e alla preoccupazione, per le incertezze e le insicurezze riguardo a tutto ciò che li aspetta e che ancora non conoscono.

Per accompagnare i figli in questa nuova esperienza, i genitori devono mettersi nei loro panni, senza sminuire eventuali paure dei ragazzi, anche quando potrebbero sembrare, agli occhi di un adulto, banali o infantili, ma neanche enfatizzare questo momento, caricandolo di proprie aspettative ed emozioni che rischiano di appesantire i figli piuttosto che sostenerli.


Cosa spaventa di più i figli del passaggio alle medie?

La scuola, soprattutto in questa fase dello sviluppo, rappresenta non solo il posto nel quale acquisire nuove conoscenze, ma anche il luogo nel quale mettere in gioco le proprie competenze emotive e relazionali, fare nuove amicizie e inserirsi all’interno del gruppo classe.

L’aspetto che spaventa maggiormente i ragazzi è di perdere le vecchie amicizie, non trovarsi bene con i nuovi compagni e non riuscire ad integrarsi bene in classe. Temono anche di dover studiare troppo e non avere più a disposizione tanto tempo libero; inoltre, sono preoccupati all’idea di affrontare un sistema di valutazione più severo e di poter essere bocciati.


Cosa fare per aiutare i figli ad affrontare questo delicato passaggio?

Ecco 5 consigli utili

1) NON TRASMETTERGLI ULTERIORI TIMORI O ANSIE

I genitori non devono assolutamente spaventare i figli con frasi del tipo “ora dovrai studiare di più”, “devi metterti sotto”, “adesso non si gioca più”. Spesso i genitori sono preoccupati dalla possibilità che i figli possano trovarsi in difficoltà alle medie, ma in questo modo si rischia di peggiorare la situazione.

Gestite prima di tutto i vostri vissuti per non sovraccaricare il momento di passaggio con troppe aspettative, perché il figlio è già in preda alle sue ansie e ha bisogno di rassicurazione e sostegno, non di ulteriore stress.

2) AFFRONTARE INSIEME I VISSUTI

Focalizzatevi sul vissuto dei figli, ascoltateli e fateli parlare, senza mettergli pressione, così che possano esprimere eventuali preoccupazioni. Piccole cose come immaginare insieme come sarà il primo giorno di scuola oppure lasciargli scegliere il materiale in autonomia possono aiutarli a familiarizzare con il cambiamento.

Se sono agitati, provate ad usare la frase “anche io avevo un po’ di paura…” per fargli capire che l’ansia verso un cambiamento è assolutamente normale, ma che poi si riesce a superarla e, una volta iniziata la scuola, avranno tutto il tempo di conoscere il contesto e imparare ad organizzarsi.

3) LAVORARE SU AUTONOMIA E RESPONSABILIZZAZIONE

Molte volte i figli si sentono insicuri perché non hanno sviluppato ancora un buon livello di autonomia, mentre è importante che il genitore stimoli gradualmente il figlio ad essere più responsabile, nell’organizzazione scolastica.

In questo periodo di preparazione, lasciategli man mano più spazio di autonomia, rendendolo partecipe e attivo, così che possa sviluppare più fiducia in sé e sperimentare che il pensare alle proprie cose gli permette di sentirsi grande e libero dal controllo costante dei genitori.

4) SUPPORTARLI NELLE DIFFICOLTA’ QUOTIDIANE

Quando inizieranno ad andare a scuola, dimostrate sempre interesse per quello che stanno vivendo, senza trasformare il vostro normale interesse in un continuo interrogatorio. Mostrate la vostra disponibilità al dialogo, cercando di creare il terreno fertile affinché i figli si sentano tranquilli nel raccontare cosa succede, sapendo di poter contare su di voi in caso di problemi.

Dovete mostrarvi complici, aiutandoli ad affrontare le difficoltà, lasciandogli sempre quel giusto spazio di sperimentazione, che permette di mettersi in gioco, magari anche di sbagliare, tollerare le frustrazioni e imparare dagli errori.

5) OSSERVARLI PER COGLIERE EVENTUALI DISAGI

Ogni ragazzo vive questo momento in maniera diversa: c’è chi è più tranquillo, chi è più ansioso e chi è preoccupato, ma lo tiene dentro e non lo dà a vedere.

È importante che i genitori, pur conoscendo i figli, vadano sempre oltre l’apparenza e li osservino bene per cogliere eventuali segnali di disagio che si manifestano anche attraverso il corpo: possono essere più taciturni, pensierosi, più reattivi e nervosi, avere maggiore stanchezza, difficoltà a dormire, fare incubi, avere mal di testa, mal di pancia.

Se sono introversi, hanno avuto in passato difficoltà scolastiche, relazionali o hanno subìto bullismo, possono essere maggiormente preoccupati all’idea di trovarsi in una nuova classe e con nuovi compagni. Cercate di capire se ci sono questi timori, senza esagerare e senza trasmettergli una paura che magari non hanno. In caso, rassicurateli e aiutateli a vedere il bicchiere mezzo pieno, la possibilità di ripartire col piede giusto, cercando di integrarsi nel gruppo classe con la stessa curiosità degli altri di conoscersi e fare nuove amicizie.

Redazione AdoleScienza.it