bullismo nel pallone - Consigli per allenatori e genitori

Il rigore non c’è e lo sbaglia di proposito. La lezione di un tredicenne


Troppe volte balzano alla cronaca solo quei casi che vedono gli adolescenti coinvolti in situazioni di disagio o di devianza e si finisce per sottovalutare quanto i ragazzi possano essere portatori di valori positivi e di gesti che dovrebbero far riflettere noi adulti.

Dopo gli episodi che hanno visto genitori aggressivi a bordo campo, dopo l’odio e la violenza sui social legati al calcio e al tifo, arriva l’azione di un ragazzo di 13 anni che ha voluto dare una lezione a tutti. Durante una partita, si accorge che l’arbitro ha concesso alla sua squadra un rigore completamente inesistente e, quando lo tira, lo sbaglia intenzionalmente.

Si potrebbe obiettare che il ragazzino abbia scelto di sbagliare quel rigore solo perché la sua squadra era in vantaggio e stava vincendo. Certamente, se la squadra fosse stata in una situazione diversa, di pareggio o in perdita, un solo ragazzo non avrebbe potuto assumersi la responsabilità di quest’azione e decidere per gli altri compagni, perché non sarebbe stato corretto poi nei loro confronti.

È importante, però, considerare che la condizione di vantaggio in cui si trovava la squadra nel momento in cui è stato assegnato il rigore, non sminuisce in alcun modo il suo gesto: ha voluto, infatti, lanciare un segnale forte verso ciò che percepiva come un’ingiustizia, una condizione scorretta subita dagli avversari.

Si tratta di un gesto rilevante, di un’azione di fair play: si sono complimentati tutti con lui, i suoi compagni di squadra, l’arbitro e gli avversari anche perché ormai non assistiamo più molto a gesti di questo tipo nel mondo dello sport.

L’azione di questo tredicenne diventa una lezione per tutti, anche per gli adulti, visto che a volte sono proprio loro che mettono in atto gesti antisportivi e diseducativi, e ci ricorda quanto certi valori legati allo sport e al rispetto dell’avversario siano importanti e vadano oltre la logica legata alla vittoria o alla sconfitta.

Redazione AdoleScienza.it