frustrazione

Insegnagli a tollerare la frustrazione ed imparerà ad affrontare la vita


Il bambino ha bisogno di imparare sempre cose nuove, di muoversi, di giocare di conoscere, di esplorare perché è assetato di sapere.

Ha un bisogno fondamentale di imparare ed apprendere attraverso tutti i sensi, deve muoversi, esplorare, perché tutta questa attività stimola anche la sua intelligenza; NON ha bisogno di paura e di freni, di genitori troppo apprensivi che lo seguono passo passo qualsiasi cosa faccia, che gli tengono sempre la mano perché hanno timore che possa cadere, che se il bambino non riesce ad alzarsi lo tirano su in un nano secondo, che fanno le cose al posto suo, che gli servono sempre la pappa pronta perché si fa prima. E lo vestono e gli allacciano le scarpe, lo lavano e lo pettinano, senza dargli mai un briciolo di autonomia personale.

Il bambino deve esprimersi da solo, il genitore deve monitorare che il figlio non si faccia male, deve insegnargli il senso delle cose, ma deve insegnargli anche cosa sia la frustrazione.

Il non riuscire subito stimola il cervello, sollecita la capacità di problem solving ossia di risoluzione dei problemi, il piccolo aguzza l’ingegno, cerca e studia delle soluzioni per riuscire nel suo intento, un modo per arrivare al raggiungimento del suo obiettivo. Significa che il bimbo ha un obiettivo e trova delle strategie che gli saranno utili per tutto il resto della vita ad affrontare e a risolvere il problemi del quotidiano.

Molti genitori non tollerano che il figlio provi un minimo di frustrazione e appena non riesce, sono subito pronti ad intervenire.

Bisogna farlo sforzare, ovviamente senza esagerare, nei limiti della decenza, perché capisca anche che per ottenere un risultato si deve fare almeno un minimo sforzo e gli servirà nel suo percorso scolastico, nello sport e nella vita in genere e accetteranno più volentieri i vostri NO.

I bambini meno autonomi si rivolgeranno subito a voi genitori, non intervenite subito, ditegli che ce le fa, rinforzatelo, anche se vi guarda con gli occhioni teneri, gli state facendo del bene, non del male.

Se il genitore interviene precocemente e si frappone sempre tra il bambino e la soluzione lo rallenta, non lo stimola, gli impedisce di sperimentarsi e di sperimentare la sua efficacia, fondamentale per sviluppare una buona autostima e sicurezza personale.

Se un genitore vuole un figlio autonomo DEVE CREDERE IN LUI, deve supportarlo, sostenerlo in quello che fa e dargli forza, non essere le sue braccia e il suo cervello.

di Maura Manca, Psicoterapeuta

Direttore AdoleScienza.it

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