paure post prima prova

La paura dei commissari esterni. Come gestirla per arrivare sereni alla maturità?


Adolescenti sotto esame, significa adolescenti in crisi e tutti i ragazzi, anche i più tranquilli, i giorni prima delle fatidiche prove si agitano, iniziano a preoccuparsi, ad andare in tilt e, proprio ora, sono tutti in fermento e in attesa di capire chi saranno i tanto temuti commissari esterni e chi si ritroveranno di fronte.

A differenza dei professori interni che li hanno accompagnati nel corso degli anni e sono per loro figure familiari, i commissari esterni sono vissuti dai ragazzi come un grandissimo punto interrogativo, come dei nemici da affrontare. Si pensa spesso che possano essere estremamente cattivi e severi, mettere i bastoni tra le ruote e fare domande insidiose a cui non si è in grado di rispondere. Ciò che non si conosce, infatti, preoccupa maggiormente perché non si possono fare previsioni e si è portati a pensare subito al peggio.

Il commissario esterno, essendo esterno, non li conosce, non sa come sono fatti, non li ha seguiti durante l’anno, non conosce i loro punti di forza e di debolezza, e nella testa dei ragazzi scatta automaticamente l’insicurezza, la paura del giudizio e della valutazione. Temono fortemente l’ignoto e di fronte alla persona che non si conosce gli si attribuisce con maggior facilità una connotazione negativa.

Infatti, secondo una recente indagine condotta da Skuola.net, solo una minoranza ha dichiarato di non prestare attenzione a chi troveranno in commissione d’esame, mentre quasi la metà dei maturandi era già pronta in segreteria scolastica a richiedere la lista dei nomi dei commissari esterni da cercare: il 25% mandando in avanscoperta i rappresentanti di classe, il 20%  recandosi di persona e solo poco più di un terzo era disposto ad attendere la pubblicazione online.

Tuttavia, una sana curiosità di sapere chi ci sarà alla Maturità è più che naturale, perché quando si hanno le idee chiare e si conoscono i professori, in un certo senso si arriva più preparati e si ha una maggiore padronanza della situazione. 

Tantissimi ragazzi, però, con l’illusione di tenere a bada l’ansia e le paure, perdono moltissimo tempo nel fare supposizioni e pronostici, si cimentano in ricerche disperate su Facebook, il quale si è rivelato uno strumento indispensabile, e ricorrono ad una sorta di toto-commissario. Sempre secondo la web survey di Skuola.net, nel tentativo di raccimolare più informazioni possibili su come sono fatti e su come si comportano, dunque, cercano anche di contattare direttamente i professori o gli allievi stessi dei docenti per capire nel 16% la loro personalità, nel 28% le domande più frequenti che fanno ai loro studenti e nel 32% vanno alla ricerca anche di stranezze, fisse personali e segni particolari, senza riflettere sul fatto che gli allievi ragionano da allievi, mentre il commissario esterno ricopre tutt’altro ruolo, ovvero monitorare che tutte le prove vengano svolte con regolarità, valutare le varie prestazioni e sicuramente non ostacolare i ragazzi nel loro percorso.

Come aiutare i vostri figli in questi momenti?

Ecco i 3 consigli da far leggere ai vostri figli:

1) Non fatevi condizionare da quello che leggete e da quello che sentite, per il semplice motivo che quello che viene riportato è soggettivo e filtrato dagli altri ragazzi e rischia solo di essere fuorviante e di farvi perdere tempo prezioso. L’obiettivo è portare a termine l’esame nel modo migliore possibile, senza farvi influenzare negativamente dai fattori esterni, altrimenti il cervello si sovraccaricherà di problemi inutili e sarà meno efficace e più lento nell’apprendimento.

2) Non dite frasi negative e pessimiste del tipo “Non ce la farò mai”, “Sicuramente mi capiteranno i commissari esterni peggiori”. Infatti, immaginare disastri imminenti e figuracce epocali di fronte ai professori, non fanno altro che generare uno stato inutile di allarme che non vi permetterà di essere realmente concentrati su quello che state facendo. Per non amplificare lo stato di ansia anticipatoria, è quindi importante bloccare questi pensieri controproducenti e trasformarli in pensieri positivi e rassicuranti, altrimenti si rischia di andare in burn-out prima ancora di iniziare e di condizionare l’atteggiamento mentale con cui si affronterà l’esame.

3) Valutate la situazione in maniera oggettiva, cercando di focalizzarvi su voi stessi, sulle vostre capacità e qualità per raggiungere i vostri obiettivi: si tratta di una valutazione di ciò che state facendo, quindi mantenete la calma e date il giusto peso alle cose, senza sentirvi dei perdenti e avere delle crisi esistenziali se non capita il commissario che speravate, oppure se siete stati sfortunati e vi è capito il più severo di tutti.

Non considerate questa prova come un mostro cattivo che vi aggredisce, ma come la fine di un percorso, durato 5 anni, che vi ha arricchito, vi ha fatto crescere e cambiare.

Redazione AdoleScienza.it