paura-giudizio

La paura del giudizio in adolescenza: i genitori come possono aiutare i figli?


Una delle problematiche più diffuse durante l’adolescenza sembra proprio essere la paura di piacere a tutti i costi, di non essere accettati e rimanere in disparte, il timore di essere diversi e di sentirsi rifiutati e criticati.

In genere, la PAURA DEL GIUDIZIO riguarda sia gli aspetti estetici che caratteriali e spesso in molti adolescenti viene vissuta in maniera così angosciante, tanto da non riuscire ad esprimersi liberamente, mascherando la propria personalità, il proprio carattere, le proprie idee e aderendo in molte occasioni a tutte le condizioni che il gruppo, di cui si fa parte, impone.

Alla base della ricerca costante del giudizio positivo da parte degli altri vi è, quindi, la paura di essere non solo criticati ma anche di essere esclusi dal gruppo dei coetanei. Spesso, infatti, tale paura è connessa ad una scarsa sicurezza e stima di sé, per cui si è spinti da un continuo e forte bisogno di approvazione da parte del contesto in cui si vive, come ad esempio genitori, insegnanti, amici di scuola e compagni di squadra.

Non sentirsi all’altezza delle aspettative degli altri fa vivere sensazioni ed emozioni spiacevoli che il più delle volte non si riescono a gestire, come tristezza, rabbia, paura, ansia, angoscia, impotenza. Questa pressione costante e accumulata, rischia di prendere il sopravvento, aumentando i livelli di stress e creando forti ansie e somatizzazioni anche a livello corporeo.

Quali sono i segnali d’allarme?

I segnali più evidenti emergono in genere attraverso l’espressione corporea del disagio che si sta provando, i quali possono presentarsi singolarmente o in concomitanza e manifestarsi con modalità differenti in base alle caratteristiche individuali di ogni ragazzo. I principali sintomi possono essere:

– Tachicardia
– Sudorazione
– Tremore
– Giramenti di testa
– Nausea
– Mal di stomaco
– Vuoti di memoria e confusione
– Vertigini e sensazione di svenimento
– Scarsa salivazione
– Difficoltà ad esprimersi e balbettio
– Tic nervosi (come ad esempio mangiarsi le unghie, pizzicarsi la pelle, dondolarsi ecc.)
Tutte queste sensazioni di disagio compaiono in presenza di altre persone, la maggior parte delle volte con persone nuove o che si conoscono poco, con cui non ci si sente pienamente a proprio agio, non riuscendo a vivere con tranquillità i vari impegni quotidiani e non permettendo di esprimerci come si vorrebbe.

Come aiutare i figli ad affrontare la paura del giudizio? Ecco i 5 consigli:

1. LA PERFEZIONE NON ESISTE. Cercate di non far crescere i vostri figli con l’ossessione dell’apparenza, della forma e del non sentirsi mai abbastanza, ma al contrario trasmettetegli sempre il messaggio che è proprio la diversità a rendere unici, accettando sia i pregi che i difetti. Il vostro sostegno e incoraggiamento sarà indispensabile per nutrire la loro autostima e farli credere in loro stessi e nel loro valore.

2. RICONOSCERE LE PAURE. In questa fase delicata di crescita è necessario aiutare i ragazzi ad individuare le proprie paure, ad esprimerle senza vergogna o timore, così da poterci riflettere sopra e soprattutto capire insieme come gestirle al meglio.

3. FASE DI CAMBIAMENTO. Spiegate ai ragazzi che è normale in questa fase di sviluppo non piacersi sempre, sentirsi inadeguati, fuori posto: fategli capire che è solo un periodo transitorio e che hanno bisogno di tempo per metabolizzare i repentini cambiamenti, così da imparare a muoversi nel mondo con più disinvoltura e sicurezza.

4. SE NON TI ESPRIMI TI COMPRIMI. Insegnate ai vostri figli, soprattutto attraverso il vostro esempio, ad esprimere sempre il loro punto di vista, anche se diverso da quello degli altri, a chiedere sempre quando non è chiaro qualcosa e a non aver mai paura di essere se stessi.

5. LA REGOLA DELL’ORTICELLO. Spiegate che è importante concentrarsi sul proprio “orticello”, quindi focalizzarsi su se stessi, sulle proprie capacità e qualità per raggiungere i loro obiettivi, senza farsi influenzare dalle critiche esterne e senza fare inutili confronti e paragoni con gli altri.

Redazione AdoleScienza.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *