sessualità del figlio

La sessualità dei figli adolescenti. Qualche consiglio per evitare conseguenze negative


Ad un certo punto un genitore si trova ad affrontare la sessualità del figlio, un trauma maggiore forse per i padri con figlie femmine che spesso e volentieri fanno fatica accettare che la bambina è diventata grande e soprattutto che può condividere la propria intimità e fisicità con qualcun altro al di fuori di loro. I figli sembrano proprietà privata di genitori possessivi che non li vogliono lasciare andare, che non li vorrebbero condividere in maniera egoistica con nessuno.

Durante questa fase della crescita, alcuni genitori mi fanno molto ridere, perché non vogliono vedere come il piccolo bambino è diventato adolescente che usa il proprio corpo per esprimere se stesso ed i propri stati emotivi, le ragazze si spogliano e si vestono o meglio certe volte svestono con mini vestiti che fanno venire la tachicardia ai genitori, i ragazzi fanno vedere i muscoli e la loro “mascolinità”. Alcuni ragazzi invece si cambiano fuori casa perché vogliono evitare le critiche genitoriali e hanno paura di quegli sguardi che parlano più di cento parole.

In certi casi credo che trovare un pacchetto di preservativi in camera del figlio sia più traumatico di trovare un pacchetto di sigarette. Un giorno due genitori di una figlia 17enne si sono presentati nel mio studio con dei preservativi in mano dicendomi quasi in stato di choc “guardi cosa abbiamo trovato”, ho sorriso e mi sono permessa una battuta del tipo “dovreste essere contenti che avete una figlia responsabile e che usa il preservativo visto che gli adolescenti di oggi non lo usano quasi mai”.

Un figlio con un genitore che non accetta la sua sessualità non parlerà mai con lui e qualora si verifichi una condizione per cui dovrebbe intervenire la figura adulta preferiscono tenersi le cose dentro e risolverle da soli. Ho visto adolescenti rimaste incinta prendere pillole ordinate online per tentare di abortire a rischio di perdere la vita, inventarsi qualsiasi cosa per prendere la pillola del giorno dopo, prendere di nascondo i contracettivi a rischio di effetti collaterali perché privi di prescrizione e di controllo medico.

L’aspetto più triste che ho ascoltato storie di adolescenti che hanno subito forme di violenza sessuale e non hanno potuto raccontare l’accaduto per paura delle reazioni dei genitori e ragazze e ragazzi che sono vittime di diffusione di materiale sessuale online o via chat che vivono col terrore che possa arrivare ai genitori e che quindi non fanno le dovute denunce per evitare il confronto con gli adulti.

Per non parlare di tutti gli adolescenti omosessuali che non riescono a vivere la propria sessualità per terrore della stigmatizzazione e di non essere accettati dai genitori e dagli amici.

Altri genitori invece mi fanno riflettere e mi fanno scuotere la testa perché attaccano direttamente i figli, li offendono per il loro abbigliamento, soprattutto le ragazze che escono con i pantaloni o bucati, con gli short che vengono criticate con frasi dispregiative e paragonate spesso a prostitute. Tante ragazze entrano nel mio studio dicendomi “ma secondo te, sembro una put……na?”. Chiedo spiegazioni e mi dicono che i genitori glielo dicono sempre per come si trucca e si veste.

Credo che per evitare errori e sofferenze inutili dei ragazzi che si trovano ad affrontare già una fase della vita ricca di forti emozioni e conflitti, bisognerebbe imparare a contestualizzare e a comprendere anche il punto di vista del figlio. I ragazzi sviluppano un IO sociale, hanno bisogno del consenso e della approvazione del gruppo e dei compagni, spesso si omologano e tendenzialmente seguono le mode e i modelli e non per questo devono essere criticati.

Bisogna parlare con loro, NON attaccarli, diventa fondamentale spiegargli l’importanza del contesto e l’appropriatezza dell’abbigliamento. Fargli capire l’importanza di differenziare tra un ambiente scolastico e goliardico, che ci sono anche delle regole sociali da rispettare e che per il resto sono liberi di esprimersi. Se imparano il concetto di dignità, di rispetto di se stessi e del proprio corpo, non andranno mai oltre, eviteranno di farsi fotografare nudi e non invieranno le loro foto perché hanno capito che bisogna tutelarsi per il bene di se stessi che viene prima del piacere agli altri.

Non accettare la sessualità del figlio può portare a:

Si può incorrere nel rischio che qualora gli accada qualcosa, non ne parlano in casa perché non vogliono deludere il genitore e si tengono tutto dentro covando inutili sofferenze e magari trovandosi anche in situazioni molto dolorose o sgradevoli.

Che non chiedano informazioni sul sesso in casa perché hanno paura di essere sanzionati e magari si rivolgono agli amici o al prof. Intenet con tutti i rischi del caso. Non possono istruirsi con i film porno devono avere anche un adulto in grado di spigargli gli aspetti positivi, il concetto di piacere e tutti quelli negativi. Sono rari i genitori che parlano apertamente con i figli. Non significa fare gli amiconi e farsi raccontare tutto. Bisogna mantenere il proprio ruolo genitoriale ed essere un riferimento per loro.

C’è la possibilità che non usino le dovute precauzioni (es. preservativi) per paura di non sapere dove metterli. Un genitore deve evitare di portare il figlio a dire che tutto ciò che trovano in casa violando la sua privacy appartiene agli amici e che loro glielo stanno solo tenendo perché altrimenti i loro genitori li sgridano.

 

Di Maura Manca, Psicoterapeuta

Direttore Responsabile AdoleScienza