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La violenza di coppia ai tempi dei social e di WhatsApp. Come riconoscere i segnali?


In adolescenza capita spesso che, soprattutto, all’inizio di una “storia” d’amore si possa pensare di aver trovato la persona giusta, che riesce a far provare la sensazione di essere amati e di essere una persona importante. La scuola, gli amici e la famiglia, in questi casi, vengono spesso messi in secondo piano perché questo amore diventa “tutto”.

A volte però le cose, con il tempo, possono cambiare. Quando il legame si stringe e l’altro inizia a “legarsi particolarmente” può emergere la gelosia che in certi casi diventa possesso: “tu sei mia, nessuno ti deve guardare o sfiorare”. Può sembrare bello per certi versi, ma la libertà spesso, in questi casi viene intaccata e diventa costrizione, possessività e controllo: “tu li non ci vai” o “vengo con te”. Iniziano le allusioni tipo: “dov’eri?”, “con chi hai parlato”…”non ci credo…” e la fiducia diventa sospetto.

La tranquillità inizia a non essere più quella di prima perché ti chiede di controllare il telefono, di avere le password dei social, si arrabbia se amici o conoscenti ti mettono il “mi piace” e se chatti con qualcuno. Controlla il tuo orario di entrata e uscita su WhatsApp e con chi parli, ti chiede di inviargli le foto di dove sei e di come sei vestita e spesso allude al fatto che tu non risponda sinceramente. Ti proibisce di sentire gli ex e tutte le persone a cui piaci. Capita anche che ti possa raggiungere quando esci da sola con le amiche (cosa che all’inizio ti può piacere), che ti accompagni dappertutto, fino a che ti accorgi che non è amore, ma controllo. In questi casi non bisogna credere che è venuto a trovarvi per farvi una sorpresa, o se vi dice che vi vuole proteggere, perché sta proteggendo solo se stesso dalle sue ansie, paranoie e manie di controllo.

Spesso, se non si risponde alle accuse, si irrita perché vuole la ragione, perché è convinto di avere la ragione. Magari entra nei profili e tipo stalker monitora tutto quello che fate e associa gli eventi, collega cose frequentemente inesistenti, si arrabbia e magari manda messaggi di insulti, di frustrazione, minatori fino a scrivere che vuole interrompere la relazione.

Capita anche di assistere a reazioni impulsive, seguite dalle scuse, una volta scaricata la rabbia. Nei momenti di rabbia però è difficile che ragioni e che cambi le sue convinzioni. Magari queste reazioni vengono giustificate dalla presenza di problemi scolastici, familiari o da un momento di tensione o nervosismo.

Non credete alla favola che è l’ultima volta e che tanto cambierà perché questi possono rappresentare i segnali per una violenza di coppia e predisporre le basi per una violenza domestica.

La cosa importante è che NON facciate diventare la vostra vita una prigione!

 di Maura Manca, Psicoterapeuta,

Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza