lettera bullismo

Lettera di un adolescente vittima di bullismo ai genitori


È molto difficile comprendere tutte le sfaccettature del fenomeno del bullismo, soprattutto quelle emotive, che sono espresse in maniera chiarissima e diretta da chi, purtroppo, l’ha vissuto in prima persona……

“……..Quando ti ritrovi all’angolo di un cortile di scuola, li da solo, nessuno si cura di te, l’incompetenza dei maestri, l’incuranza dei bambini che giocano senza chiedersi perché tu sei lì, come potrebbero…eppure tu sei sempre lì ogni giorno, dopo pranzo, quando viene permessa quell’ora e mezza di giochi da solo o con un compagno di sventura. Anche lui con le stesse sensazioni, anche lui alla ricerca di un cenno da quelli, che è difficile definire amici non riesco a trovare le giuste parole per descrivere queste persone, perché la rabbia nutrita nei loro confronti, solo dopo averla focalizzata pochi anni fa, è ancora grande…il ricatto sentimentale è all’ordine del giorno in quella scuola, eppure per te va bene , lo ritieni un prezzo giusto per avere quei momenti di felicità .. non li cambieresti per nulla al mondo.. l’essere accettato nel gruppo, quale desiderio più grande… ebbene ogni volta ci ricaschi, sempre li, sempre con gli stessi bambini, sempre con le stesse modalità, buttando un pezzo di cuore alla volta nella speranza che finalmente quella sia la volta giusta…sei piccolo non ti arrendi all’evidenza, e permetti loro di fare ciò che vogliono di te, anzi dei tuoi sentimenti… sei piccolo, nessuno si rende conto delle tue necessità psicologiche , che non è solo andare dal dottore, non si hanno solo necessità fisiche a quell’età. .purtroppo ai tuoi genitori piace pensare cosi…e tu anno dopo anno passi dagli 8 ai 10,12 anni…diventi più alto …da bambino diventi ometto…purtroppo solo nel fisico…mentre dentro quello che sei veramente: un animo dolce, sensibile, sempre disponibile, educato…tutte enormi qualità, che pochi hanno, ma che ti rendono vulnerabile, debole, obiettivo perfetto per gli approfittatori di sentimenti… quindi mentre cresci di statura, non ti rendi conto che i mattoncini di quella casetta , quale tu sei, si sgretolano ..è come un piccolo edificio, che potenzialmente può diventare un castello con grandi mura di pietra…che però è costruito in una zona soggetta a frequenti terremoti, senza misure antisismiche…ogni volta che si tira su un muro basta una piccola scossa e bisogna ricominciare tutto da capo…ma tu sei piccolo queste cose non le pensi.. senti solo che hai un sasso che ti grava sullo stomaco o una patata in gola quando provi minimamente ad accennare ai tuoi genitori, di come ti senti, di come vivi male…ovviamente non gli dirai mai che , la domenica, dopo il pranzo dalle nonne, non vuoi tornare a casa perché sei terrorizzato dal lunedì che incombe; non gli dirai mai che vivi le tue giornate sperando che arrivi il fine settimana o l’estate pur di non rivedere più i tuoi carnefici…e pensa… tutte queste cose appena scritte non le immagini minimamente.. perché le vivi sulla tua pelle, le senti dentro ma non te le sai spiegare …perché sei piccolo.. passano gli anni mati sembra di essere sempre nella stessa situazione…cambiano le persone , ora non sei più un bambino, hai 14 anni, eppure sei sempre lo stesso…non c’è più G. o A., i tuoi carnefici leggendari…qualcun altro ha preso il loro posto …sempre la stessa dinamica, sempre la stessa ricerca infinita di accettazione..sempre nella speranza che ad un certo punto la smettano di prenderti in giro.. la smettano di considerarti 0…ma ogni volta è lo stesso 45 giri che si ripete ..eri un bambino così esuberante , così dolce e carino…pronto a trovare il bene dappertutto, in chiunque, sempre…a 14 anni cosa sei?.. un ragazzo depresso, rintanato dentro casa …a quel ragazzo basta una parola fuori posto ed è capace di non dormire..su quel ragazzo fanno affidamento tutti dentro casa..certo, ha subordinato il suo benessere agli altri…non è mai stato messo per primo…non ha mai valorizzato la sua persona…chi non ci farebbe affidamento? Già alle elementari avevano capito che ci si poteva fare affidamento su quel ragazzo…tutti gli aguzzini d’affetto, del sentimento, facevano affidamento su di lui…sapevano che bastava una sola parola per fargli toccare il cielo con un dito:” sono tuo amico”…questo avveniva quando faceva loro comodo..come biasimarli…e con la stessa facilità, semplicità e rapidità erano in grado , una volta non fosse servita la collaborazione di quel ragazzo-bambino, di sgretolare quella che per lui, ogni volta, era la certezza di amicizia…molti ti potranno dire “ perché non ti ribelli” perché non dai fine a questa agonia? perchè non cambi classe?…tutte domande lecite…per chi non si è mai trovato nella tua situazione..il bello è che le tue risposte sono disarmanti..alla prima domanda rispondi che non ti ribelli perché sono i tuoi amici….alla seconda rispondi che non stai tanto male..alla terza che non vuoi andare via dalla classe perché ti sei affezionato…queste sono le risposte di un bambino.. le poche certezze che ha sono quell’angolo di cortile, il ragazzino che gli fa compagnia entrambi nella speranza di essere accolti dagli altri…perché dovrebbe cambiare questo..cambiare classe con il terrore di trovare una situazione peggiore?!?…il bambino agisce di istinto e di sopravvivenza…il fatto è che sta al genitore tutelarlo e proteggerlo…stare attento a quello che non è solo fisico ma psicologico..infatti tutte queste righe, scritte con il cuore in mano, sono tutte mirate a suggerire ai genitori di fare attenzione in maniera equivalente sia al corpo che alla psiche del bambino ..fare attenzione alle piccole cose… “ perché non vuole andare a scuola…perché non vuole andare in piscina” “perché ha paura di parlare con il genitore stesso”..questi sono solo piccoli esempi , spunti di riflessione..tutta questa lettera, racconto, storia…può essere chiamata come la si vuole, non è assolutamente mirata ad incolpare gli artefici materiali del picconamento di quella casetta, quale è la psiche del bambino, in quel periodo in cui è più vulnerabile, poiché siamo agli albori di quella che poi sarà chiamata personalità…ma piuttosto è mirata ad informare, ad implementare l’attenzione dei genitori su quello che è il loro bambino/a…l’importante è che il vostro pargolo, il vostro bambino, il vostro amore, tesoro di casa, sappia, abbia la certezza che alle sue spalle ci sono 2 cannoni, 2 carrarmati pronti a combattere anche la battaglia più proibitiva, più ardua…solo per lui…a quel punto saprete sempre quello che pensa, come si sente, perché agisce in una certa maniera…lo saprete perché avrà capito che si può fidare di voi…che voi ci siete per lui…ed eviterete di prolungare la sua agonia per anni e anni…così non si troverà a scrivere queste parole, perdendo capelli, a 20 anni, a causa della vostra negligenza, a causa del vostro aver sottovalutato la persona rispetto al fisico… non ci si troverà perché grazie a voi non avrà vissuto il bullismo…non avrà vissuto il ricatto sentimentale…sarà capace di far fronte a tutte le avversità, poiché saprà che voi siete lì, dietro e davanti a lui, mura indistruttibili…”

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