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Linguaggio volgare e parolacce: come devono reagire i genitori?


Arriva il momento in cui il figlio adolescente inizia a ribellarsi, a mettere in atto tutta una serie di condotte trasgressive e ad utilizzare anche un linguaggio più forte, spesso accompagnato da parolacce e imprecazioni. Queste espressioni accendono gli animi dei genitori, che si arrabbiano perché spesso non è l’educazione che gli hanno impartito. 

Le parolacce fanno parte ormai del linguaggio comune, vengono utilizzate per rafforzare alcune espressioni e, soprattutto per gli adolescenti, hanno un valore trasgressivo e acquistano tutte una serie di significati, anche in base al contesto in cui vengono dette, con gli amici oppure davanti ai genitori.

BAMBINI le usano spesso per imitazione degli adulti, ripetono ciò che sentono anche fuori luogo e solo man mano che acquisiscono sempre più competenze cognitive riescono a comprenderne il senso e a usarle finalizzate ad uno scopo.

Gli ADOLESCENTI, soprattutto quando sono con i coetanei, danno il meglio di loro, con tutta una serie di intercalari e di espressioni volgari, che li fa sentire più grandi, un modo per andare contro le regole, l’educazione e i modelli imposti. In più bisogna sottolineare che il gruppo disinibisce e le parolacce molte volte diventano un modo per sentirsi, di fronte agli altri, più forti e sicuri di sé, per sottolineare il proprio ruolo all’interno del gruppo. Altre volte, sono utilizzate per comunicare qualcosa ai genitori, attirare la loro attenzione o per ribellarsi, testando i loro confini per capire quanto in là ci si possa spingere nella trasgressione.

 


ATTENZIONE A QUELLO CHE GLI FATE VEDERE IN RETE O IN TV

Al giorno d’oggi non si può più prescindere dal dare anche consigli relativi a ciò che succede in rete dal momento che i bambini e gli adolescenti passano ore ed ore anestetizzati davanti agli schermi di tablet e smartphone. Fin da quando sono piccoli, sono sovraesposti alla volgarità dei contenuti online, a modalità comunicative e comportamentali sbagliate, di ragazzi che sono famosi per le parolacce che dicono e di comici e cantanti che sono famosi per lo stesso motivo.

Cari genitori fate attenzione, perché troppi bambini e adolescenti vivono in funzione di youtubers, di bloggers, cantanti, che troppo spesso pubblicano contenuti che non sono adatti soprattutto ai più piccoli. Gli adolescenti seguono ogni giorno video di youtubers e serie televisive, passano ore attaccati agli schermi degli smartphone, a vedere spaccati che ritraggono la loro vita e la loro quotidianità e purtroppo lo fanno anche i bambini senza essere adeguatamente monitorati e controllati dai genitori. Va assolutamente valutato ciò che vedono i figli, almeno quando sono piccoli e bisogna stare attenti anche quando sono con gli amichetti o i compagnetti perché ciò che non fanno a casa, tante volte lo fanno con i telefoni degli amici e a casa degli altri. Soprattutto nel momento in cui seguono assiduamente qualcuno o lo idolatrano, purtroppo, diventa una fonte indiretta di apprendimento e possono essere influenzati e condizionati e imparare determinate modalità espressive e comportamentali.

Tutti pazzi per gli youtuber. I genitori hanno idea dell’influenza di questi ragazzi idolatrati dai figli?


 

Come si deve comportare un genitore e come deve reagire di fronte alle parolacce dei propri figli?

Ecco i 7 consigli:

NON SCANDALIZZATEVI. I ragazzi quando usano questo linguaggio di fronte agli adulti vogliono spesso essere provocatori, entrare in sfida con loro, vedere la loro reazione e porsi ad una certa distanza dai genitori. Più si reagisce con scalpore, dando molta importanza alle parole utilizzate, più loro useranno queste espressioni ogni volta che vorranno irritarvi e colpirvi. Se evitate di cadere in questa trappola, riuscirete con più facilità a ridimensionare questi aspetti: il lato trasgressivo sta proprio nel vedere i genitori turbati e arrabbiati.

NON SIATE ESTREMISTI. E’ importante fare una distinzione tra le diverse espressioni che possono essere utilizzate, perché ci sono da una parte slang tipicamente adolescenziali, mentre dall’altra, parolacce offensive dirette verso l’altro. L’educazione non deve venire meno, altrimenti si sentiranno autorizzati ad andare a briglia sciolta. Un aspetto che è assolutamente inaccettabile è l’utilizzo di espressioni di attacco, usate volutamente per offendere, sminuire e svalutare, soprattutto se sono rivolte al genitore. Bisogna mettere, dunque, dei paletti chiari su questo e allo stesso tempo evitare di essere eccessivamente bacchettoni altrimenti si comporteranno con voi in un modo e fuori in un altro, che da un lato, è anche normale, ma dall’altro non permette di capire quanto il figlio si possa spingere oltre quando è con gli amici.

NO A REAZIONI ECCESSIVE. Reagire con punizioni esagerate e prediche infinite dopo aver sentito vostro figlio dire una serie di parolacce non serve a nulla, anzi, rischia di attivare nell’adolescente il ricorso a questo tipo di linguaggio come modo per opporsi ai genitori, attivando così una dinamica di conflitto. Si deve differenziare la parolaccia detta per abitudine e rivolta a tutti, compresi i genitori, amici e quant’altro, ovviamente da sanzionare perché significa che è la loro normalità, per cui bisogna fargli capire che gradite che utilizzino altre modalità espressive, dalla parolaccia nata da uno sfogo d’ira, di rabbia, circoscritta ad una situazione specifica.

NON FATE IL LORO GIOCO. Spesso gli adolescenti utilizzano certe espressioni volgari per innalzare il livello di conflitto con voi, per esprimere i loro dissensi e la loro tensione interna. Capita che i genitori, irritati per l’utilizzo delle parolacce da parte dei figli, cadano nella provocazione e scendano al loro stesso livello, rispondendo di conseguenza. Il genitore deve fare molta attenzione alla scelta delle parole che utilizza nei momenti di scontro: in questi casi è fondamentale essere autorevoli e chiari nelle comunicazioni e puntare su un confronto costruttivo basato sull’ascolto reciproco e non sul ferire l’altro.

DATE IL BUON ESEMPIO. L’aspetto fondamentale quando si pongono delle regole è la coerenza: non si possono punire i ragazzi perché utilizzano certe parole, se poi gli adulti di riferimento sono i primi ad usarle. Sembra che molte volte i figli, anche quando sono piccolini, non ascoltino, in realtà sono delle spugne che apprendono molto di più con l’insegnamento indiretto, dai comportamenti dei genitori, per cui fate attenzione perché siete dei punti di riferimento per loro e seguiranno sicuramente il vostro esempio.

EDUCATELI DIGITALMENTE. Attenzione al linguaggio che gli adolescenti utilizzano online, perchè lo schermo disinibisce e deumanizza chi si trova dall’altra parte. I ragazzi devono capire che, soprattutto nel web, le parole hanno un potere enorme, positivo o negativo, e devono sceglierle con coscienza, perché possono diventare facilmente un’arma capace di provocare danni e conseguenze emotive davvero devastanti. I ragazzi, attraverso i vostri insegnamenti, devono comprendere che gli insulti e le offese in rete, anche quando si è convinti delle idee e delle opinioni che si esprimono, rappresentano un modo fine a se stesso di scaricare la propria aggressività.

DECIFRATE LE LORO COMUNICAZIONI. È sempre bene chiedersi “Perché mio figlio risponde in questo modo?”,“C’è qualche problematica alla radice che va compresa?” Soprattutto in concomitanza di altri segnali  o campanelli d’allarme che vi fanno pensare alla presenza di un disagio o vi rendete conto che è un periodo particolare di tensione, cercate di capire cosa si nasconde dietro quelle comunicazioni. Il dialogo aperto e l’ascolto vanno al primo posto, facendo riflettere anche vostro figlio sui motivi che lo spingono ad esprimersi in maniera così irruenta.

Redazione AdoleScienza.it