moda

Lo voglio anche io perché lo hanno tutti! Come gestire le continue richieste dei figli?


Comprare gli stessi capi d’abbigliamento degli altri, seguire specifici canoni, vestirsi secondo le marche di tendenza è una modalità tipica degli adolescenti che spesso i genitori fanno fatica a comprendere fino in fondo.

I genitori vorrebbero che i figli assumessero già uno stile tutto loro, che si differenziassero dagli altri, inoltre, non si capacitano del fatto che, di fronte ad un vestito di qualità, che però non è di una specifica marca, possano rispondere “non posso indossare quella roba!”. Jeans, accessori, magliette griffate costano molto, seguono spesso mode temporanee eppure i ragazzi li desiderano in tutti i modi. Non fanno altro che ripetere a mamma e papà di comprargli un certo paio di occhiali o una maglietta che, se negati dai genitori, scatenano nel ragazzo reazioni anche molto forti.

Perché i ragazzi si comportano in questo modo?

Sin dalla preadolescenza, iniziano l’emancipazione dalla famiglia e il gruppo dei coetanei diventa il loro punto di riferimento, capace di esercitare un’influenza su di loro anche molto forte.

La scelta dei vestiti e degli accessori per i ragazzi non dipende dalla qualità o dalle caratteristiche del prodotto ma dalla funzione che un paio di scarpe e una maglietta svolgono per loro.

Comprare un capo di marca non è un capriccio dettato semplicemente dal dover seguire una moda, ma assume un significato preciso: serve ad ottenere l’approvazione sociale e a non sentirsi esclusi dal gruppo.

Dai dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza, su 7.000 adolescenti intervistati, 4 su 10 seguono la moda per non sentirsi diversi e per non essere tagliati fuori dal gruppo dei coetanei. Il 12% dichiara apertamente di comprare i vestiti per essere come gli altri e il 34% riferisce di sentirsi condizionato dal giudizio degli amici, non a caso, più di 1 ragazzo su 10 considera chi non è alla moda uno “sfigato”. Il bisogno di omologazione dei ragazzi quindi si accompagna spesso anche alla paura di sentirsi rifiutati o giudicati dai coetanei.

Il bisogno di identificarsi dietro l’appartenenza del gruppo è tuttavia una tappa di crescita importante, rappresenta il primo passo verso la propria identità personale. Solo dopo aver vissuto come membri di un gruppo, aver consolidato l’autostima e raggiunto una certa sicurezza, è possibile trovare la propria strada.

Cosa possono fare i genitori?

I genitori devono capire tale dinamica di crescita, non possono negare del tutto ai ragazzi di avere elementi di omologazione con il gruppo dei coetanei, ma è importante che sappiano porre dei limiti, non assecondare tutte le richieste e sostenere il ragazzo verso la costruzione di una propria identità.

Evitare di cedere ad ogni richiesta del figlio. È importante non abituare il ragazzo a ricevere tutto e subito dando sempre per scontato. L’esperienza del desiderio e dell’attesa permette di apprezzare ancora di più il valore delle cose.

Dare un significato agli acquisti. Se una marca è molto desiderata dal ragazzo, “ce l’hanno tutti”, potete concedere l’acquisto di un capo griffato (una maglietta, le scarpe), riconoscendo il significato che ha per il figlio quel prodotto. Non esagerate però, non è necessario vestirsi di marca dalla testa ai piedi.

Fargli apprendere il valore dei soldi. Solitamente le richieste sono tante per cui è importante che il ragazzo capisca le possibilità economiche, le priorità e le rinunce. Guadagnare piccole somme di denaro o gestirsi la paghetta per riuscire a comprarsi qualcosa, gli permette di capire il valore delle cose e avere più soddisfazione quando riesce ad ottenerle da solo.

Redazione AdoleScienza.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *