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Mamma, papà perché vi separate? Io sto male!


Per tutelare il benessere del figlio, bisogna tutelare il contesto familiare in cui il minore cresce e si sviluppa, i suoi affetti, le sue relazioni e l’ambiente scolastico. Numerosi autori studiano e hanno analizzato il “peso” e la misura dell’effetto degli eventi di vita sulla psiche di una persona (Solano, 2001). Quello che rende stressante un evento della vita è il vissuto della persona in reazione a tale circostanza e il significato conscio e inconscio che gli attribuisce, in funzione delle proprie caratteristiche psicologiche ed esperienze di vita. È indubbio che un’esposizione sequenziale e duratura nel tempo, un’ elevata intensità dell’evento e la vicinanza, rappresentano fattori che favoriscono lo sviluppo di reazioni che coinvolgono la sfera emotiva e ansiosa. Alcuni autori hanno elaborato delle scale di riferimento per valutare l’impatto dell’evento sulla persona. La categoria degli eventi di maggiore impatto è quella inerente la famiglia e la salute (Holmes & Rahe, 1967; Paykel, 1971). È importante sottolineare che dopo la nascita, il bambino, rimane legato alle figure che lo accudiscono attraverso un cordone ombelicale che non si vede, perché è ancora totalmente dipendente da loro, non è in grado di prendersi cura di sé da solo. In poche parole, ha un bisogno imprescindibile di una base sicura su cui potersi muovere per potersi sperimentare e crescere in maniera equilibrata. Il rapporto che si instaura con i genitori diventa il contenitore psichico e rappresenta la sopravvivenza per il bambino. Per questa ragione la separazione dei genitori in tenera età, magari conflittuale e mal coordinata può risultare piuttosto pesante da gestire a livello emotivo per i figli e magari risultare traumatica.

La separazione è un processo, non è un evento fine a stesso che non si limita all’ambito dei rapporti con l’ex partner e con i figli, ma coinvolge anche le famiglie d’origine e l’ambiente relazionale in genere e può produrre una situazione di malessere psicologico da elaborare per ricreare un nuovo ambiente famigliare stabile e di sostegno al figlio in crescita. I tempi psichici di elaborazione in cui un bambino supera la fase di separazione non sono immediati. In questa fase i bambini possono attraversare stati transitori di instabilità psichica a livello individuale, con reazioni di tristezza, ansia, atteggiamenti fobici, aumento di irritabilità e problematiche legate alla sfera psicosomatica (Karr & Easley, 1986), ma anche a livello relazionale, sociale e scolastico. La reazione dei preadolescenti è dominata, invece, da vissuti di perdita e possono emergere difficoltà anche in campo scolastico con cali delle prestazioni abituali e disinteresse (Petrucelli, 2000). Oltretutto, il cambiamento di assetto familiare o di domicilio e il conseguente mutamento delle abitudini personali, genera un momento importante di stress emotivo e di rielaborazione in quanto, la casa e la propria stanza, rappresentano uno spazio con cui il figlio si identifica e in cui si esprime.

È importante sottolineare che, se i bambini sono molto piccoli, non sono in grado di elaborare a livello cognitivo quello che sta accadendo e, spesso, tendono a regredire e a mettere in atto comportamenti più infantili, relativi a stadi dello sviluppo precedenti. Un figlio difficilmente affronterà con serenità e stabilità emotiva la separazione dei genitori anche perché, soprattutto in situazioni conflittuali, non ha la possibilità di parlarne con loro, per cui rischia di trattenere le emozioni dentro e di accumulare stress e tensione che poi potrà esprimere anche più in là negli anni, magari sotto altre forme, anche in termini psicopatologici.

 di Maura Manca

 

Riferimenti Bibliografici

Holmes T.H., Rahe R.H. (1967). The social readjustment rating scale. Journal of Psychosomatic Research, 11: 213-218.

Karr S., Easley B. (1986). Exploration of effects of divorce on the preschool home inventory. Psychological Reports, 59: 659.

Paykel E.S. (1971). Scaling of life events. Archives of General Psychiatry, 25: 340.

Petruccelli F. (2000). La separazione coniugale: effetti e conseguenze sullo sviluppo psicologico dei figli. Quale Psicologia, 16: 27-38.

Santi G. (1997). Separazione e divorzio in una prospettiva psicogiuridica. In V. Cigoli, G. Gulotta e G. Santi (a cura di). Separazione, divorzio e affidamento dei figli. Milano. Giuffrè, pp. 61-90.

 Solano L. (2001). Tra corpo e mente. Come si costruisce la salute. Raffaello Cortina Editore, Milano.

 

 

 

 

 

 

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