dito puntato

Mettiamo da parte i giudizi: non aiutano i figli a crescere


Fare il genitore è sicuramente un mestiere difficile ed educare un figlio è un compito arduo e di responsabilità, che pone spesso le mamme e i papà di fronte a dubbi e incertezze.

Nel rapporto con i figli, può accadere in alcuni momenti di farsi trasportare dall’emotività e mettere in atto azioni che non sono efficaci, anzi che possono addirittura essere dannose per i figli.

Di fronte ad un insuccesso scolastico, ad un comportamento sbagliato, al disordine, capita di sentirsi delusi o non rispettati nel proprio ruolo e di assumere un comportamento giudicante nei confronti del figlio. Perché succede?

Molte volte il genitore non se ne rende neanche conto o pensa che così facendo possa spronare il figlio ad assumersi le sue responsabilità oppure vuole evitare di fargli commettere ulteriori errori, senza comprendere che a volte il figlio subisce queste critiche e si rischia di ottenere l’effetto contrario.

A cosa fare attenzione? Come reagire in quei momenti?

Quando si è arrabbiati e non si approvano certi modi di fare di un figlio, bisogna fare attenzione alle parole che si utilizzano, quindi evitare di dirgli frasi come “sei sempre il solito”, “sei un disastro”, “sei stupido” e analizzare piuttosto i suoi comportamenti.

Spesso si tende a sottovalutare questo aspetto e a non pensare alle ripercussioni, ma attaccare personalmente un figlio o umiliarlo davanti ad altre persone va ad intaccare profondamente la sua autostima, con effetti negativi sulla percezione che ha di sé.

L’essere ipercriticati o svalutati, infatti, ha un impatto negativo sulla sicurezza personale, porta il figlio a sentirsi poco sicuro ed incide fortemente sull’umore, sulle relazioni e sulle prestazioni.

PIUTTOSTO CHE CRITICARE LA SUA PERSONA, CONCENTRATEVI SULLA CONDOTTA, altrimenti si sentirà rifiutato e inadeguato, si metterà sulla difensiva o agirà comportamenti oppositivi e provocatori.

I figli devono essere accompagnati in un percorso di crescita, senza autorità e repressione: fategli capire dove sbagliano, spiegate i motivi di un eventuale rimprovero, così che possano comprendere le regole, assimilarle e quindi rispettarle.

Può capitare di perdere la pazienza e mettere in atto questi comportamenti disfunzionali, ma la cosa importante è riconoscere l’errore; non abbiate paura a chiedere scusa ad un figlio, c’è sempre tempo per riparare!

L’importanza di chiedere scusa ai figli quando si sbaglia

Redazione AdoleScienza.it