La relazione con i figli adolescenti può essere molto faticosa per i genitori. Soprattutto in alcuni momenti, può capitare di avere la sensazione di non essere ascoltati dai ragazzi o di non ricevere la loro collaborazione e questo porta il genitore a sperimentare emozioni complesse da gestire.
Le emozioni hanno tutte un ruolo centrale e ciascuna di esse ha una propria funzione: imparare a riconoscerle, elaborarle e gestirle è fondamentale. L’autoconsapevolezza rappresenta un elemento chiave: essere consapevoli delle emozioni che si sperimentano significa anzitutto riuscire a trasformare in parole ciò che si vive, e questo rappresenta il primo passo per gestirle in modo efficace.
Le scoperte scientifiche sull’intelligenza emotiva hanno dimostrato che aumentare l’autoconsapevolezza, gestire in modo più efficace i sentimenti negativi, essere perseveranti nonostante le frustrazioni, sviluppare l’empatia e la capacità di cooperare e di stabilire legami, rappresentano delle risorse e delle competenze fondamentali per bambini e adolescenti che, nel corso dello sviluppo, permetteranno loro di affrontare più efficacemente la quotidianità e diventare adulti più consapevoli e sicuri.
Esprimere e gestire in modo efficace le emozioni per essere più efficaci nella vita di tutti i giorni
“La chiave per essere genitori di successo non si trova in teorie complesse, in regole familiari elaborate o in contorte formule comportamentali. Essa si trova nei sentimenti più profondi di…
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Non ho forse il diritto, come genitore, di arrabbiarmi anche io?
“Non capisco come ci riesce! Solitamente sono una persona diplomatica, cerco di comprendere e di avere pazienza, di essere flessibile quando è necessario pur mantenendo quei paletti che per me sono importanti. Ma lei riesce sempre a farmi perdere la testa! Non c’è nessun’altra persona al mondo che sia in grado di farmi arrabbiare così: non mi ascolta, dice di si e poi non fa le cose, a volte davvero credo che mi ignori e basta!”
“Non può capire dottoressa quanto mi sono arrabbiato, sono andato su tutte le furie! Ma non potevo mica far finta di nulla! Io e sua mamma glielo abbiamo detto non so più quante volte di studiare e non stare solo al campo di calcio a giocare con gli amici o a chattare su quel telefono, ma a lui sembra proprio non importare niente e adesso si lamenta dicendo che se non ha recuperato è colpa del prof! Ma ci prende in giro?”
La rabbia è forse una delle emozioni più complesse per l’essere umano: può essere una forza, ma può essere anche un veleno per il nostro organismo. Può essere un’energia positiva e, nello stesso tempo, un’energia negativa che logora se non viene estinta. Tutti, anche se in misura e con modalità differenti, conoscono e sperimentano la rabbia in specifiche situazioni della loro vita e della loro quotidianità.
Il problema non è la rabbia, non è sentire la rabbia. Il problema è quando prende il sopravvento, guida le nostre decisioni e i nostri comportamenti, acceca la nostra visione del mondo e diventa il filtro prevalente con cui viviamo e reagiamo agli eventi.
Dietro la rabbia possono nascondersi anche dolore, delusione o frustrazione, che scattano ad esempio quando viviamo quella data situazione oppure quel dato evento come un’ingiustizia, quando non ci sentiamo ascoltati o compresi, quando abbiamo la sensazione che l’altra persona non ci stia dando la giusta attenzione. Quando la rabbia prevale, leggiamo le intenzioni dell’altro come maggiormente provocatorie e dirette nei nostri confronti, filtriamo il mondo in maniera differente e influisce sul modo in cui percepiamo ciò che stiamo vivendo.
Il cervello e le emozioni: cosa attiva la rabbia e come imparare a gestirla in modo efficace?
“Chi domina la sua collera, domina il suo nemico” (Confucio) La rabbia è forse una delle emozioni più complesse per l’essere umano: può essere una forza, ma può essere anche…
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Gestire la rabbia per essere più efficaci nella relazione con i figli: a cosa dobbiamo fare attenzione?
Facciamo attenzione non solo alle nostre reazioni, ma anche al significato che diamo agli eventi, a cosa suscitano in noi. Facciamo attenzione alle nostre parole. Come raccontiamo un dato evento? Quali termini usiamo e in quale sequenza? Quali immagini utilizziamo per descrivere ciò che stiamo vivendo?
I nostri pensieri e le nostre parole, infatti, attivano in maniera ripetitiva e costante determinati circuiti cerebrali, andando a rinforzarli, trasformandosi nel nostro modo abituale di essere e di esprimerci.
La rabbia non va sconfitta o repressa, né sfogata, va gestita! Le parole chiave per poterlo fare sono autoregolazione e autocontrollo.
Dobbiamo imparare a conoscerla e riconoscerla per mantenere noi il controllo degli eventi, dobbiamo allenare le nostre reazioni, dobbiamo valutare e applicare gradualmente soluzioni alternative e differenti che ci permettono di non amplificare il problema e lavorare sulla gestione e sulla soluzione.
Imparare a conoscere e sfruttare il funzionamento e le risorse del proprio cervello, e di quello dei figli, permette di massimizzare le abilità comunicative, potenziare e stimolare la flessibilità mentale, pensare in modo pertinente e critico, gestire in modo più efficace le emozioni, imparare ad individuare e focalizzarsi sugli obiettivi più giusti in funzione del contesto e di ciò che si vuole ottenere.
I genitori, acquisendo consapevolezza, strumenti e strategie per fronteggiare in modo più efficace la quotidianità e le sfide che possono incontrare nella relazione con i figli e nelle diverse fasi della crescita, divengono promotori attivi potenziando il loro ruolo, rafforzando le loro competenze, promuovendo anche nei figli la consapevolezza e l’acquisizione di efficaci abilità di vita (life skills).
Navigare l’Adolescenza. Strategie e risorse per genitori più efficaci
Per aiutare i figli è fondamentale conoscerli, comprendere i loro processi di pensiero e le loro modalità di funzionamento, anche a livello cerebrale. Acquisendo strumenti e strategie per affrontare in…
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di Francesca Sangineto


