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Mio figlio parte da solo per le vacanze. Come gestire le preoccupazioni?


Molti adolescenti, in questo periodo, stanno per partire o sono già partiti per trascorrere dei periodi di vacanza da soli e c’è chi sta facendo per la prima volta un viaggio lontano dalla famiglia.

Quando si apprestano a vivere questa esperienza, i ragazzi non stanno più nella pelle, non vedono l’ora, vogliono finalmente staccarsi da mamma e papà, vivere nuove esperienze con gli amici e dimostrare di cavarsela da soli, insomma, rappresenta per loro una tappa davvero importante.

Dopo lunghe riflessioni, confronti e ripensamenti, i genitori hanno concesso ai figli l’opportunità di fare un viaggio da soli, eppure, nel momento in cui si avvicina la partenza, ecco che si attivano in loro tutte le ansie e  le paure.

In rete è pieno di bacheche, blog e forum dove i genitori confessano le loro preoccupazioni, si scambiano consigli e si fanno forza a vicenda nell’affrontare questo momento di crescita dei figli.

È normale che si sperimentino emozioni ambivalenti, da un lato l’orgoglio di vedere il proprio figlio crescere e la consapevolezza che stia diventando grande, dall’altro il timore che possa aver bisogno di aiuto e che non sia ancora così maturo, tanto che i genitori si chiedono “Dormirà o sarà sempre sveglio con gli amici?”, “Mangerà?”, “Chi incontrerà?”, “Saprà prendersi cura di lui/lei?”, “Non si farà trascinare dagli altri?”.

Anche se non è sempre facile, è importante che i genitori, una volta dato il permesso ai figli di partire, riescano a gestire le proprie emozioni per fargli vivere serenamente questo momento ed evitare di trasmettergli troppa ansia.


Come comportarsi con il figlio che parte da solo in vacanza?

Ecco 3 cose da NON fare

 

L’obiettivo non deve essere né quello di farlo restare un bambino perenne, né di lasciarlo a se stesso come se fosse già un adulto, ma farlo crescere e maturare. Bisogna trovare l’equilibrio giusto attraverso il quale dare fiducia ai figli, credere nelle loro potenzialità e, nello stesso tempo, fornirgli quelle regole che possano dargli i confini, entro i quali muoversi in sicurezza nella sperimentazione di se stessi.

1. NON TAMPINATELO DI TELEFONATE E MESSAGGI. Una volta che siete informati sui posti che visiterà e avrete quelle informazioni essenziali, cercate di gestire la vostra ansia ed evitate di scrivergli o di telefonargli in continuazione per sapere cosa fa, dov’è, come sta. Rispettate i suoi spazi, altrimenti vi vivrà in maniera opprimente e rischiate che non vi risponda più, facendovi preoccupare maggiormente. Un consiglio è quello di accordarvi, prima della partenza, su appuntamenti telefonici che entrambi dovrete rispettare, facendogli capire l’importanza di avere notizie. Mi raccomando, le telefonate o i messaggi dovranno essere brevi, solo per tenersi aggiornati e sapere come sta. Quando tornerà, ci sarà tutto il tempo per raccontarsi.

2. NON BOMBARDATELO DI RACCOMANDAZIONI. “Hai preso tutto?” “Mangia” “Stai attento” “Non bere, non fumare, non metterti nei guai!” sono tutte frasi che, ripetute prima della partenza o durante il viaggio, lasciano il tempo che trovano. Servono più a voi per cercare di tenere a bada le vostre preoccupazioni, ma irritano i ragazzi che saranno portati a spegnere il cervello, a non ascoltare e a non prendere sul serio quello che gli dicono i genitori. Sarebbe meglio confrontarsi col proprio figlio, magari prima della partenza, parlare con lui in modo sereno e tranquillo su ciò che vorrebbe fare con gli amici, delle situazioni che si possono incontrare e farlo parlare e riflettere sull’importanza di divertirsi ma sempre mantenendo dei limiti. È inutile fare le prediche, i ragazzi hanno bisogno di ascoltare pochi consigli utili per poterli interiorizzare bene e sapere che, qualora si presentasse un problema, voi sarete tranquilli e pronti a sostenerli.

3. NON TRASMETTETEGLI ANSIA E SFIDUCIA. Se avete deciso di farlo partire, è inutile e controproducente buttargli addosso le vostre emozioni negative e dei pesi che non gli permettono di godersi a pieno il viaggio. Salutatelo e fatevi sentire tranquilli, dategli fiducia, invitandolo a divertirsi e a vivere al meglio questa bellissima esperienza. Anche i ragazzi hanno bisogno di sentire che mamma e papà sono dalla loro parte, che li ritengono responsabili e che sono sereni per il distacco. Approfittatene durante il loro viaggio, per ritagliarvi dei momenti per voi, che vi servano per rilassarvi e anche per distrarvi, nel caso in cui siate davvero molto ansiosi.

Ricordatevi che i viaggi dei figli da soli, lontani dalla famiglia, non rappresentano soltanto l’opportunità, anche molto comprensibile, di avere piena libertà, divertirsi, poter decidere cosa fare lontani dal controllo genitoriale, ma sono anche un modo per mettersi alla prova, quindi, cercate di farglieli vivere con serenità, così che possano crescere ed essere soddisfatti di se stessi e sperimentare la loro auto-efficacia.

 

di Redazione AdoleScienza.it

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