psicosomatizzazione sos genitori

Mio figlio somatizza. E’ vero o è tutto inventato? Qualche consiglio per i genitori


Molto spesso i bambini si lamentano di avere mal di pancia, mal di testa o altri dolori vari e i genitori sono in crisi perché non sanno come gestire queste problematiche. In genere, si manifestano prima o durante l’orario scolastico, raramente durante le attività ricreative, e riappaiono prima di andare a scuola o di affrontare situazioni emotivamente importanti. Non si possono fare generalizzazioni perché ogni manifestazione ha un carattere specifico e sono legate ai processi di sviluppo e di maturazione del bambino, soprattutto quando la parola non è il canale comunicativo privilegiato del bambino, il corpo rappresenta il mezzo privilegiato per comunicare il suo malessere all’ambiente circostante.

 Perché non si sa come comportarsi?

Innanzitutto, in merito alla psicosomatica, ossia alla scienza che studia il rapporto tra la mente e il corpo e la manifestazione a livello corporeo delle problematiche psichiche, c’è molta confusione. Quindi pediatri, psicologi, prof. internet, in tante occasioni, non sono concordi, alimentando, quindi la confusione nella testa dei genitori.

Cosa deve o non deve fare un genitore?

La domanda che mi fanno più spesso è relativa al fatto se questi dolori sono inventati o meno per capire che peso dargli. I bambini non inventano i dolori. È di fondamentale importanza sottolineare che, anche se l’insorgenza è psicogena, ossia se i fattori che hanno scatenato questo tipo di problemi risiedono nella psiche del bambino, NON significa che non esistano e quindi che l’organo in questione non faccia male e che il dolore non sia reale. Quando il bambino si lamenta non mente, il disturbo è reale e merita la dovuta attenzione, non allarme o indifferenza.

 Un genitore:

  • Non deve mai reagire con iper-preoccupazione o allerta.
  • Non deve portare nell’immediato il bimbo a visitare un numero notevole di medici o portarlo per ogni cosa al pronto soccorso con uno stato ansioso perché genera solo una forte agitazione interna nel bambino che si sentirà anche in colpa di stare male.
  • Deve calmare e contenere il figlio quando vive una condizione di malessere.
  • È sbagliato non dare peso alle problematiche del figlio e fare finta di niente. Si sentirà completamente inascoltato e quindi starà più male.
  • Non deve sottovalutare mai i segnali perché il disagio che provano rappresenta una comunicazione. Non essere ascoltati rappresenta un’ulteriore sofferenza psichica.
  • Deve cercare di comprendere il senso di quel malessere e cosa realmente significhi per loro per evitare che diventi un problema cronico nel corso degli anni o, in alcuni casi, invalidante.
  • Fare particolare attenzione alle situazioni in cui si manifestano principalmente questi problemi, per comprendere a fondo il significato del disagio e qual è “la situazione scatenante”.
  • La “scelta” dell’organo e della malattia non è mai casuale. Ovviamente, si tratta di una scelta conscia il bambino inconsciamente sceglie la malattia o il sintomo che meglio rappresenta, a livello simbolico, il suo disagio attuale.

La somatizzazione rappresenta la materializzazione delle emozioni non elaborate nel corpo, attraverso le quali il bambino riesce ad esprimere ciò che trattiene al suo interno e che quindi lo comprime. Il compito del genitore è quello di riuscire a cogliere la comunicazione sottostante e decifrare il messaggio nascosto dietro il disturbo psicosomatico.

 

 

di Maura Manca, Psicoterapeuta

 

 

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