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Momo Game e mode che si diffondono online. Cosa c’è da sapere?


Ultimamente si sta sempre più parlando del cosiddetto Momo Game. Un fenomeno che sta diventando virale sulla scia Blue Whale Game. Purtroppo ciclicamente vengono lanciate in rete mode che poi cambiano forma e rischiano di trasformarsi dal niente, in giochi pericolosi soprattutto per i più piccoli, e anche in sfide online di cui si rischia di perderne il controllo. Il problema è che, come spesso accade in rete, queste tendenze si diffondono toppo velocemente, diventando così virali, con il rischio che arrivino nei cellulari di  bambini e ragazzi. Capita di frequente che si diffondano anche allarmismi inutili e false notizie di cui spesso non è facile capirne la provenienza e la veridicità della fonte per comprendere la reale gravità della situazione.

Sicuramente è fondamentale fare chiarezza sull’argomento e informare i genitori che troppo spesso non hanno consapevolezza di quello che  accade davanti ai loro occhi.  

Giochi della morte in rete e sfide assassine. Cosa devono fare i genitori e come possono accorgersi se i figli sono in pericolo?

Di cosa si tratta?

Il Momo Game prende il nome da una figura inquietante dagli occhi tondi e sporgenti, il viso allungato e un sorriso arcigno, che sta rimbalzando sugli schermi degli smartphone di bambini e adolescenti. Immagini che si possono ottenere tranquillamente anche con le app per deformare i volti ma che, contornate da frasi inquietanti inviate magari da un numero sconosciuto, possono incutere paura e condizionare soprattutto le personalità più fragili. Anche la suggestione e l’effetto contagio sono dietro l’angolo. In più, per lanciare una moda in rete, basta parlarne sistematicamente e diffondere allarmismi su fatti più o meno reali, rischiando di creare un fenomeno, anche quando non esiste.

Il consiglio, a prescindere da questo o quel gioco o sfida, è sempre quello di NON dare mai e poi mai retta a numeri sconosciuti e a condizioni che non sono familiari e, quando si ha qualche dubbio, di coinvolgere sempre gli adulti di riferimento.

Sembrerebbe che ad alcuni giovani siano arrivati su WhatsApp messaggi contenenti immagini violente, mostri e volti deformati, con frasi minacciose da parte di alcuni numeri stranieri, facendo credere che sia appunto Momo a mandare tali contenuti. È stato anche definito un “gioco” che istiga alla morte, notizia mai verificata. Come Osservatorio Nazionale Adolenza con il quale raggiungiamo migliaia di adolescenti all’anno e monitoriamo queste challenge e tendenze, ad oggi, non abbiam avuto nessun riscontro diretto e concreto, salvo qualche genitore che chiedeva informazioni per via di qualche bambino spaventato da queste immagini.

Queste mode fanno leva sulle fragilità e sulle ingenuità dei piccoli.


Ovviamente bisogna considerare che specifii contenuti possono comunque spaventare, soprattutto i più piccoli: molti, infatti, hanno visto queste immagini perché condivise attraverso i gruppi WhatsApp e hanno iniziato a credere al fatto che Momo potesse davvero entrare nel loro telefono e minacciarli, tanto da avere paura e fare incubi su questo, soprattutto i bambini. 


Il problema è che spesso questi fenomeni online solleticano le menti di persone già deviate e disturbate che sfruttano l’effetto virale, approfittano delle paure e delle fragilità delle persone e alimentano un qualcosa che non c’era o che aveva un’altra forma.

Che ruolo devono avere gli adulti?

A prescindere dalla veridicità o meno, è importante che i genitori facciano SEMPRE attenzione, che filtrino i contenuti a cui possono essere esposti i figli e che monitorino le loro attività online, soprattutto con i più piccoli. Bisogna tutelare soprattutto i bambini che ormai hanno accesso a tutti i tipi di contenti in quanto non hanno una capacità di discernimento per evitare che si impressionino o condizionino.

Agli adolescenti è bene spiegare che si tratta di mode o di falsi allarmi, spesso di false notizie, lanciate in rete, che devono assolutamente evitare di partecipare a questo tipo di giochi o di dare ascolto a ciò che gli viene detto, incoraggiandoli a segnalare immediatamente qualora dovessero essere contattati da questi numeri.

È fondamentale spiegare ai figli come si diffondono e si sviluppano questi meccanismi perversi della rete, sottolineandogli l’importanza di non dare retta a numeri o a situazioni che non conoscono. Queste indicazioni sono  valide a prescindere dalla veridicità o meno del Momo Game, perché oggi si parla di questo, ma domani ci sarà qualche altra trovata. Queste mode sono cicliche e troppi minori rischiano di interpretarle come vere e prenderne parte o addirittura creare loro il fenomeno o le varianti. Troppo spesso i problemi in rete nascono dal niente e dalle false credenze. 

Purtroppo, non è possibile arginare con facilità questi fenomeni  e troppo spesso manca un adeguato controllo. La prevenzione, quindi, è l’arma più efficace e i genitori devono conoscere ciò che succede, soprattutto quando si tratta di meccanismi che sfruttano la viralità, per poter intervenire e agire nel modo giusto.

Maura Manca e Redazione AdoleScienza.it