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Non discutere davanti ai figli perché ha effetti negativi. Com’è meglio comportarsi?


Stanchezza, divergenze e incomprensioni: può capitare nella quotidianità, anche nelle coppie più unite, di litigare, discutere e alterarsi.

Ma se questo avviene in presenza dei figli che cosa comporta?

Ci sono genitori che, anche quando sono arrabbiati per qualcosa o non sono in accordo con l’altro, tendono assolutamente ad evitare discussioni di ogni genere se ci sono i figli, “non davanti ai bambini!”. Ci sono poi genitori che sminuiscono la situazione e le conseguenze che possono avere le liti in presenza dei figli, pensando che “tanto sono piccoli, non capiscono”.

Quali sono dunque gli effetti sui figli?

Accese discussioni e litigi davanti ai bambini andrebbero evitati, ma è stato anche dimostrato che il rancore, i conflitti irrisolti e le rabbie inespresse possano minare ugualmente la sicurezza e il benessere psicologico dei figli.

Bisogna ricordare che disaccordo e rabbia non passano assolutamente inosservati agli occhi dei figli, anche se non vengono espressi verbalmente. Anche i comportamenti parlano! Anche le espressioni facciali, gli atteggiamenti, i movimenti scattosi, rapidi, di forza esprimono ciò che si prova! Porte sbattute, sguardi o silenzi incupiscono l’aria di casa più di quanto si possa immaginare.

Bambini e ragazzi sono molto sensibili all’ambiente che li circonda, colgono subito che c’è qualcosa che non va e si preoccupano. Nella loro testa scattano un susseguirsi di pensieri, di idee, di paure, di incertezze. Paura che possa accadere qualcosa, preoccupazione che i genitori si possano separare, pensieri che possa essere anche colpa loro. Purtroppo è un aspetto che viene spesso sottovalutato perché quando i figli sono piccoli si pensa che non capiscano o non si accorgano di niente, quando sono grandi, invece, si ipotizza che non gliene importi niente perché sono presi dalle cose loro, chiusi nella loro stanza. Invece non è così, anche se gli adolescenti fanno apparentemente finta di niente, nella loro testa, soffrono per quello che accade in casa, quelle urla e discussioni entrano dentro le orecchie e ogni volta scatenano un terremoto emotivo che solo le cuffiette possono affievolire.

I figli quando non comprendono cosa sta succedendo si costruiscono delle fantasie e molto spesso sono più drammatiche della realtà stessa.

Da un recente studio (Davies et al., 2016), è emerso che bambini e adolescenti esposti a un prolungato conflitto irrisolto, hanno più probabilità di sviluppare sintomi ansiosi, depressivi, ritiro sociale, difficoltà nel sonno, aggressività e di litigare maggiormente con i propri compagni.

Se è vero che litigare davanti ai bambini andrebbe evitato, ora sappiamo anche che, se dovesse capitare un’incomprensione su qualcosa, sarebbe meglio gestire adeguatamente il contrasto davanti ai figli piuttosto che far finta di nulla e trasmettere, attraverso uno sguardo e un atteggiamento, uno stato di tensione.

Si sta parlando ovviamente di litigi nati dalla quotidianità, da incomprensioni, NON DI VIOLENZA DOMESTICA. Se capita saltuariamente e si è in grado di gestire la discussione in maniera proficua, si può anche essere d’esempio ai figli, insegnando loro che nelle relazioni si può litigare e che è possibile farlo in maniera costruttiva nel rispetto per l’altro.

Ecco 7 consigli su come bisogna comportarsi con i figli in questi momenti di tensione

1. È importante riuscire in quei momenti a riconoscere e a gestire le proprie emozioni. Non bisogna né reprimere né farsi travolgere dalla rabbia: anche per l’adulto non è semplice ma è bene fare un lavoro su se stessi per imparare ad esprimere il proprio stato d’animo senza esagerare e andare oltre.
2. Confrontarsi in maniera civile e costruttiva su pensieri diversi, prendendo in considerazione il punto di vista altrui, senza sopraffare, offendere o mancare di rispetto l’altra persona. È un grande insegnamento per i figli.
3. La discussione deve avere un andamento con una fine e una riappacificazione, così che i figli possano capire che un’incomprensione o una divergenza è normale nelle relazioni ma che poi si arriva ad un chiarimento e ci si vuole bene come prima.
4. Non bisogna minimizzare quanto accaduto. Se si sono alzati un po’ i toni, è fondamentale riconoscere cosa è successo e parlare con i bambini e i ragazzi, rassicurandoli e riparando allo sbaglio commesso. Anche mamma e papà possono sbagliare ma bisogna ammettere e riconoscere l’errore davanti ai figli, facendogli capire che una lite può capitare ma che poi tutto torna come prima: “si litiga ma poi si fa pace”.
5. Bisogna assolutamente evitare discussioni che riguardano problemi legati alla coppia. Le difficoltà che riguardano la coppia dovrebbero essere gestite in uno spazio “altro”, lontano dai figli, perché potrebbero non comprendere a pieno e si rischia di mettere addosso a loro un peso grande, facendoli sentire troppo coinvolti.
6. Non discutere di argomenti che riguardano il figlio stesso davanti a lui. I figli non si devono mettere nella posizione di assistere alle divergenze dei genitori, non devono pensare che loro siano la causa, li disorienta e si sentono responsabili. Bisogna discuterne in separata sede e arrivare ad un accordo educativo, possibilmente comune, non basato sul “fai come vuoi con TUO figlio!”.
7. Sarebbe importante anche parlare con loro, tranquillizzarli e spiegare il senso di ciò che è accaduto, soprattutto quando sono più piccoli, perché si preoccupano che queste divergenze possano portare ad una separazione.

In questo caso si sta parlando di litigi “normali” e saltuari che possono accadere all’interno delle coppie. Non bisogna dimenticare che litigare in modo rabbioso, offendere, avere scoppi di ira, o addirittura arrivare ad aggressioni fisiche è invece un’esperienza fortemente traumatica che ha un impatto emotivo violento sui figli, con conseguenze emotive e psicologiche serie.

di Redazione AdoleScienza.it
e
Maura Manca, Psicoterapeuta,

Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza,

Direttore di AdoleScienza.it

 

Riferimenti Bibliografici

Davies P.T., Hentges R.F., Coe J.L., Martin M.J., Sturge-Apple M.L., (2016). The Multiple Faces of Interparental Conflict: Implications for Cascades of Children’s Insecurity and Externalizing Problems. Journal of Abnormal Psychology, 125(5), 664-678.

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