papà materna

Non giocate al genitore buono e cattivo. Ecco perché!


Capita molto spesso che i genitori assumano in termini educativi due ruoli troppo differenti, a volte opposti. È vero che in genere uno dei due genitori, tendenzialmente la madre, trascorre più tempo con i figli, si prende maggiormente cura delle attività quotidiane o comunque, è colei che è più attenta e maggiormente a conoscenza delle problematiche legate alla scuola, allo sport e agli amichetti. 

Nello stesso momento, però, spesso viene delegato alla figura maschile il ruolo di colui che interviene maggiormente con la forza, della persona più autoritaria e punitiva. “Lo dico a tuo padre…..”, “Appena arriva tuo padre vedrai cosa ti dirà”, e quando il papà rientra si trova di fronte a una sorta di elenco di tutti i problemi che si sono creati durante tutta la giornata. “Tuo figlio non ha fatto….., non ha detto…….”, “Guarda cosa ha combinato”, “Per favore ora intervieni tu!”. 

Il consiglio è quello di non giocare al ruolo del genitore buono e del genitore cattivo, al ruolo del genitore di cui bisogna aver paura e di quello che in qualche modo si riesce a sopraffare. Non fa bene in termini di relazione genitore-figlio che uno abbia un ruolo più autoritario e l’altro più lascivo e più accogliente. 

Ovviamente, è naturale che un figlio si senta più libero di parlare di determinate cose più con un genitore, che si senta più in sintonia con uno rispetto che all’altro, ma questo è una questione caratteriale, di condivisione di più aspetti con il genitore maggiormente presente nella loro vita, ma è altrettanto vero che non ci dovrebbero essere differenze di ruoli in termini educativi.


Si deve mantenere una stessa linea di stile genitoriale, bisogna essere coerenti con quello che si dice al figlio, bisogna fargli arrivare un messaggio univoco e allineato, altrimenti si rischia che un figlio abbia paura di un genitore, delle sue reazioni, che non si senta libero di esprimersi, che si senta condizionato e che tenga tutto dentro ciò che prova o ciò che fa.


Si rischia anche di andare ad intaccare il legame che si può creare tra un genitore ed un figlio. È normale quindi che ci siano differenze in termini di complicità e confidenza NON di ruolo.

di Maura Manca, Psicoterapeuta

Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza

Direttore AdoleScienza.it

 

 

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