non me lo sequestrare

Non mi sequestrare lo smartphone, sto male!


Un abuso dello smartphone, basato su un uso quasi compulsivo, oltre a creare dipendenza, può comportare conseguenze negative anche nello svolgimento della vita quotidiana.

Per quello che concerne i ragazzi, la generazione dei nativi digitali, se non vengono educati ad uso consapevole da parte dei genitori nei primi anni di vita, se non comprendono di avere in mano uno strumento dalle mille potenzialità, ma anche dai mille rischi e pericoli, rischiano di rimanere incastrati nella rete dei social network, delle app, delle chat e dei selfie.

Uso consapevole significa far comprendere che ci sono delle priorità, non sequestrare o minacciare il sequestro del cellulare, perché si crea solo un inutile stato tensivo nel figlio che vivrà l’azione genitoriale come un sopruso e un’ingiustizia e non come una punizione utile per comprendere che un dato comportamento è sbagliato o può generare problematiche secondarie che oggi non è in grado di vedere.

Se glieli sequestrate c’è il rischio che la testa del figlio si incastri sui pensieri di chi può scrivere, “chissà cosa pensano che non rispondo” e cercano strategie alternative per comunicare, quindi distraendosi comunque dallo studio o da quello che stanno facendo. E’ vero che, salvo che non si usi per confrontarsi sui compiti, un utilizzo ripetuto durante lo studio può generare scarsa capacità di concentrazione, suoni e vibrazioni dei messaggi distraggono il cervello dallo studio. Leggere contenuti emotivamente coinvolgenti porta a non riuscire più a riprendere il filo logico e la concentrazione e quindi ogni volta bisogna iniziare da capo, rischiando di andare ad intaccare le performance scolastiche. Se non si riesce a fare a meno del telefono, il consiglio è di cercare di mantenere l’attenzione continuativa per una 45ina di minuti e poi prendersi una piccola pausa in cui si risponde e si chatta, per poi riniziare a studiare, concentrati sull’obiettivo.

Un uso patologico dello smartphone può generare anche problemi familiari perché si creano numerose liti e dissapori e un braccio di ferro quotidiano tra figli e genitori. Spesso le problematiche dei figli diventano anche complicazioni nella coppia. L’adolescente rischia anche di andare incontro a difficoltà di tipo relazionale, a modificazioni disfunzionali dello stile di vita che possono portare, nei casi più gravi, a chiusura e isolamento. Non va dimenticato che tra gli effetti collaterali di un abuso dello smartphone ci sono anche i problemi somatici, tra cui mal di testa, problemi agli occhi, dolori alle articolazioni delle mani e delle braccia, tensione ed irrigidimento al collo e deviazioni della colonna vertebrale.

Gli adolescenti ormai utilizzano il telefono per fare qualsiasi cosa, dal guardare video, programmi, ascoltare musica, fare ricerche e comunicare. Queste attività li portano a trascorrere tanto tempo connessi alla rete con il rischio di perdere anche il senso del tempo, di non riuscire ad interrompere la connessione, a perdere ore importanti di sonno, a svegliarsi durante la notte per via di numerose notifiche notturne e a cambiare anche le loro abitudini alimentari.

Perché non va demonizzato? Perché è il mezzo che li tiene connessi al mondo sociale e relazionale, li tiene in contatto con la loro realtà, perché ormai tutto ruota intorno ad uno smartphone, non possederne uno vuole dire essere diverso e tagliato fuori dal gruppo. Costituisce parte sostanziale della loro vita quotidiana e viene utilizzato per organizzare le attività, fare i compiti, parlare, ricordare e divertirsi.

 di Maura Manca, Psicoterapeuta

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