braccio di ferro

Non sottovalutate l’importanza educativa della paghetta nella crescita di un figlio


A partire dalla prima adolescenza i ragazzi iniziano a scalpitare perché vogliono uscire da soli, con i loro pari, senza l’accompagnamento dei genitori. I figli, man mano che crescono, iniziano ad avere esigenze differenti rispetto a quando erano bambini, vogliono fare le cose da soli, ad andare o rientrare da scuola da soli, senza il controllo genitoriale. In questo modo si sentono più grandi, sperimentano una sensazione di crescita importante anche per acquisire un maggior senso di responsabilità.

Ovviamente con le prime uscite arrivano anche i problemi nella relazione genitore-figlio. Inizia il braccio di ferro sugli orari da rispettare, sul dove vanno, sul controllo telefonico, sul monitorare con chi escono, cosa fanno e perché devono uscire così tanto e sui soldi, sempre troppo pochi a detta dei ragazzi. L’eterna diatriba genitore-figlio.

Nel momento in cui escono con il gruppo dei pari, i ragazzi pretendono anche di avere la famosa “paghetta”, per sentirsi più liberi, più autonomi e non sentirsi in difficoltà rispetto agli altri.

Come comportarsi con i soldi? Paghetta sì o paghetta no?

I genitori hanno paura di dare in mano i soldi ai figli perché si preoccupano che li possano spendere male per esempio in sigarette, alcol, droghe. Tanti pensano che dandogli i soldi volta per volta riescano ad arginare questo problema.

La risposta però è NO, non è così che si impedisce ad un figlio di fumare o di bere. Trovano sempre una soluzione se hanno deciso di farlo, chiedono i soldi per un regalo ad un amico, chiedono qualcosa in più di quanto realmente gli serve, facendo la cosiddetta “cresta” al genitore, si conservano i soldi regalati ai compleanni o alle feste, si ingegnano nel fare favori agli amici esempio tesine o piccole attività che gli fruttano qualche euro per poter poi comprare ciò che gli serve. Alcuni, pur di fumare le canne, si improvvisano piccoli spacciatori, rischiando tantissimo da un punto di vista personale e penale, comprano la droga anche per gli amici e la rivendono ad un prezzo più alto, tutto all’insaputa dei genitori che a volte, quando vengono scoperti, cadono letteralmente dalle nuvole e non credono ai loro occhi.

E’ il caso di dargliela a fine settimana o a fine mese o se possono dargli i soldi volta per volta?

Al figlio, durante le fasi adolescenziali, è importante dargli la sua paghetta, magari una volta alla settimana, sempre lo stesso giorno concordato insieme, perché il ragazzo deve assolutamente imparare il valore dei soldi, le proporzioni, le priorità, le rinunce, per poter capire che non è tutto scontato.

La gestione dei soldi porta all’ acquisizione di una maggiore consapevolezza del denaro ed indipendenza psichica. In questo modo riusciranno a comprendere anche il senso del risparmio per potersi poi comprare qualcosa che li appaga e che desiderano.

Ovviamente, la paghetta deve essere proporzionata alla vita che il ragazzo conduce, né troppo, né troppo poco, come in tutte le cose: equilibrio! Concordate un quantitativo proporzionato a ciò che fanno, concordate con loro in base alle loro abitudini. I figli andranno sempre al rialzo e voi modererete le loro richieste trovando la giusta via di mezzo.

Dargli troppi soldi non serve a niente! Diventa tutto scontato e quasi un obbligo da parte del genitore!

Dargli troppi soldi non serve a niente perché non gli fa comprendere il senso e la gestione del denaro e quindi li fa sentire più onnipotenti, dargliene troppo pochi li fa sentire poco adattati al contesto in cui vivono e diversi dagli altri perché rischiano di non potersi permettere di pagare anche delle attività di gruppo.

Definire gli accordi in maniera chiara e manifesta per evitare inutili discussioni

Gli extra vanno sempre concordati prima, bisogna fare con il figlio una sorta di contratto. Definire in maniera molto chiara cosa rientra nella paghetta e cosa no, che va data una volta a settimana, anche se finiscono i soldi prima e che non si danno anticipi perché altrimenti accumuleranno debiti che non riusciranno più a saldare.

I genitori devono essere concordi, è bene che uno dei due non dia soldi di nascosto al figlio senza averlo concordato prima, anche nei casi di separazione o divorzio, altrimenti si rischia che uno dei due genitori diventi il buono e l’altro il cattivo. Capita spesso infatti che nei casi di separazioni i genitori “allunghino” ai figli soldi sottobanco creando solo un disallineamento educativo nocivo per i figli.

Insegnargli a gestire i soldi è  un ottimo insegnamento in termini di gestione del proprio denaro, utile anche quando avranno un lavoro e una famiglia. Se i ragazzi, imparano a pianificare le spese, a gestire in maniera oculata ciò che hanno a disposizione, saranno già predisposti a farlo anche in età adulta, evitando così indebitamenti vari. È implicito che il genitore poi non deve fare il contrario di quello che dice, l’esempio è sempre l’insegnamento più importante, si dovrebbe evitare di fargli vedere inutili sperperamenti e scarsa considerazione nei confronti del denaro perché si da un insegnamento indiretto opposto a quello fornito per via diretta.

 

di Maura Manca, Psicoterapeuta

Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza

 

 

 

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