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Paghetta: uno strumento per responsabilizzare i figli adolescenti. Come regolarsi?


Uscite, cinema, pizza con gli amici, giochi, sono tanti i motivi che spingono i figli a richiedere sempre più soldi ai genitori, i quali spesso si ritrovano ad aprire il portafogli senza contare quanto stanno spendendo per i loro ragazzi. È per questo motivo che le mamme e i papà spesso si chiedono se possa essere utile ed educativo dare ai ragazzi una “paghetta” a cadenza regolare.

Molte volte capita che i genitori, soprattutto all’inizio, siano restii a dare in mano i soldi ai figli perché si preoccupano del fatto che non riescano a gestirli o che possano spenderli male, magari comprando ciò che non dovrebbero.

Bisogna pensare però che, anche senza paghetta, se i ragazzi desiderano fare una cosa, trovano il modo per farla: potrebbero ad esempio chiedere i soldi ai genitori, dicendo che servono per un regalo di compleanno, mentre poi con quel denaro comprano ciò che vogliono, tenendo all’oscuro gli adulti.


Dare la paghetta ai figli, invece, è importante perché, oltre a responsabilizzarli e dargli indipendenza, insegna loro a conoscere il valore dei soldi, facendo scelte su come spenderlo, valutando bene le priorità e aiutando a capire che non è tutto scontato. In questo modo riusciranno a comprendere anche il senso del risparmio per potersi poi comprare qualcosa che li appaga e che desiderano.


Ecco qualche consiglio su come regolarsi con la paghetta!

1. DA CHE ETA’ INIZIARE A DARE LA PAGHETTA?

Prima degli 11 anni è sconsigliato perché i bambini non hanno ancora il senso del denaro e la capacità di gestire i soldi. Sarebbe meglio, anche tenendo presente la maturità del figlio, aspettare che vada alla scuola media mentre sicuramente diventa necessario quando è in fase adolescenziale e fa l’ingresso alle scuole superiori.

2. QUANTO BISOGNA DARE E CON QUALE CADENZA?

Ovviamente la paghetta deve essere proporzionata alla vita che il ragazzo conduce, in modo da soddisfare le sue reali esigenze. Ci vuole la giusta via di mezzo: dargli troppi soldi non serve a niente perché non gli fa comprendere il senso e la gestione del denaro e lo fa sentire onnipotente, mentre dargliene troppo pochi lo fa sentire frustrato o diverso dagli altri perché rischia di non potersi permettere le attività di gruppo.

3. DEFINIRE PRIMA GLI ACCORDI. IN CHE MODO?

È importante accordarsi su un quantitativo che deve essere pensato in base alle sue abitudini ed esigenze, in maniera chiara per evitare inutili discussioni. Gli extra vanno sempre concordati prima, bisogna fare con il figlio una sorta di contratto: bisogna definire bene cosa rientra nella paghetta e cosa no. I genitori devono essere in linea tra loro ed evitare che uno dei due dia più soldi al figlio, senza averlo concordato prima, soprattutto nei casi di separazione, altrimenti si rischia di creare un disallineamento educativo nocivo per il ragazzo.

4. SE NON GESTISCE BENE LA PAGHETTA?

Innanzitutto, non bisogna aspettarsi che da subito i ragazzi riescano ad avere una buona gestione del denaro che gli viene dato: è normale che ci voglia una periodo di sperimentazione prima che imparino ad utilizzare la paghetta nel modo migliore. Se vostro figlio non riesce subito a regolarsi, non toglietegliela: è più utile farlo riflettere su un utilizzo più ragionato del denaro. Solo con l’esperienza, riuscirà a capire le conseguenze legate al suo modo di gestire i soldi.

5. FINISCE I SOLDI PRIMA DEL TERMINE: GLI ANTICIPO QUALCOSA?

La paghetta deve anche avere un significato educativo per cui è sempre meglio non concedere più di quanto concordato, evitando di anticipare ad esempio i soldi della settimana successiva, perché altrimenti c’è anche il rischio che possa accumulare debiti che non riuscirà poi a saldare. Deve imparare a programmare le spese, scegliendo tra le varie alternative.

6. SE PRENDE BUONI VOTI LO PREMIO AUMENTANDO LA PAGHETTA? E GLIELI DIMINUISCO SE NON VA BENE A SCUOLA?

È importante non utilizzare la paghetta come strumento di ricatto, con funzione di premio o punizione, altrimenti rischia di perdere il suo valore educativo e il suo significato. I soldi che gli vengono dati ogni settimana devono essere destinati alle sue esigenze ed è un modo per responsabilizzarlo sulla gestione del denaro, un aspetto che deve esulare da tutto il resto.

La gestione del proprio denaro è un importante insegnamento, utile anche quando avranno un lavoro e una famiglia. È implicito che il genitore poi non deve fare il contrario di ciò che dice o richiede al figlio, ma essere un modello. L’esempio è sempre l’insegnamento più importante!

Lo voglio anche io perché lo hanno tutti! Come gestire le continue richieste dei figli?

Redazione AdoleScienza.it