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Paure dopo la prima prova? Come aiutare i figli a non demoralizzarsi e ad affrontare la prova successiva


La maturità manda in tilt i ragazzi, le prove li sottopongono a ritmi stressanti e tra ansia e stanchezza hanno bisogno di genitori che li aiutino e li sostengano, soprattutto da un punto di vista psicologico.

Può capitare che ad alcuni di loro, durante la prima prova, l’ansia abbia giocato un brutto scherzetto: magari si sono bloccati di fronte alla traccia, non riuscivano a formulare frasi in maniera fluida, sono scoppiati a piangere, avevano il cuore a mille e non smettevano di guardare l’orologio.

Tutti questi segnali indicano che l’agitazione interna ha preso il sopravvento e non gli ha permesso di lavorare con calma e con lucidità.

Una volta tornati a casa, i ragazzi possono provare sentimenti di tristezza, rabbia e delusione: dopo tutto l’impegno e lo studio di queste settimane, non riescono subito ad accettare un blocco così.

E’ importante che i genitori li aiutino a tranquillizzarsi e a non farsi invadere dalle paure: bisogna sostenerli e spronarli a reagire, pensando che domani è un altro giorno e che possono farcela, non tutto ancora è perduto.


5 consigli da dare ai ragazzi per non abbattersi e per finire vincenti l’esame di maturità:

– ORMAI LA PRIMA PROVA E’ ANDATA ed è inutile pensare e ripensare a quello che si è scritto o meglio non si è scritto, a quello che si sarebbe potuto scrivere e agli errori commessi. Non siete riusciti a gestire l’ansia però non continuate a farvi schiacciare dalle paure, non fatevi invadere da questi pensieri, è solo energia sprecata che invece potrete utilizzare per rimanere concentrati nelle altre prove. Le guerre si vincono alla fine e a volte può capitare che si perdano anche delle battaglie in mezzo!

– NON PENSATE DI AVER COMPROMESSO L’INTERO ESAME e di aver rovinato tutto, ci sono ancora 2 scritti e l’orale. Nulla è irrecuperabile e avete la possibilità di rifarvi nei prossimi giorni, se però vi date per vinti rischiate solo di bloccarvi anche nelle altre prove.

NON PENSATE AI VOTI E ALLA PAURA DI FALLIRE: concentratevi solo sull’obiettivo di dare il meglio di voi in ogni prova. Non pensate che dovete recuperare per forza, guardate avanti, concentratevi solo sul fare il meglio, senza guardare indietro.

RITROVATE LA SICUREZZA IN VOI STESSI E LA CONCENTRAZIONE GIUSTA: può succedere di andare in ansia, non siete sbagliati, avete caricato l’esame di troppa emotività. Bisogna ricordarsi che nella vita non sempre tutto fila come vorremmo, ma non per questo bisogna arrendersi, anzi bisogna lottare ancora con più forza. Non fate caso agli altri, pensate solo a voi stessi, non avete nulla in meno. Non pensate che agli occhi dei professori questo possa deporre male e quindi abbiano un pregiudizio e che i vostri genitori siano delusi. Tutto questo crea troppo peso inutile.

– PRENDETEVI DEL TEMPO PER RIPOSARVI mentalmente e fisicamente, oggi è stata una giornata molto intensa e dovete ricaricare le batterie. Respirate profondamente, cacciate via con la forza di volontà le paure, concentratevi solo su quello che dovete fare, eliminando tutto il resto. Non andate avanti se non siete calmi, una volta ripristinato l’equilibrio potete procedere e vedrete che andrà tutto bene.

La cosa più importante da trasmettere ai ragazzi è che non devono mai perdere le speranze e soprattutto che non devono MAI e poi MAI smettere di credere in loro stessi!


paure post prima prova

La paura della seconda prova: il vero scoglio della maturità

Da quest’anno il cambiamento della modalità di svolgimento dell’esame, insieme a tutte le novità, ha messo ancora più alla prova gli studenti. Per loro significa affrontare un’incognita in più, non avere termini di paragone con gli anni passati e non sapere quello a cui andranno incontro.

Le discipline oggetto della seconda prova sono quelle caratterizzanti del proprio indirizzo di studio: ad esempio, per il liceo scientifico sono matematica e fisica, per il classico sono latino e greco, e così via.

Fino all’anno scorso la seconda prova non era multidisciplinare, mentre ora gli studenti si trovano a  dover affrontare la novità della “traccia mista”.

Devo dire che quest’anno, infatti, la prima prova preoccupa molto meno degli altri anni: lo scoglio più grande è la seconda, dove i ragazzi si sentono chiamati in causa in due materie, temono che possa uscire qualcosa che non hanno svolto nel programma durante l’anno.

Temono inoltre di non riuscire a comprendere le tracce perché non hanno mai fatto un compito “doppio”, come lo definiscono tanti ragazzi. È come se fossero due prove in una e quindi l’ansia è raddoppiata.

Il primo suggerimento è proprio di non vedere il problema più grande di quello che è. Se alla nostra testa mandiamo un segnale di allarme, se siamo i primi a pensare di non farcela rischiamo di autoconvincerci di non avere le risorse per affrontare il problema e ci incastriamo da soli in una convinzione che rischia solo di farci fallire.

Non significa neanche il contrario, cioè sottovalutare il problema e sentirsi infallibili perché farebbe abbassare troppo il livello di allerta che è utilissimo per mantenere l’attenzione e la concentrazione necessaria.

Si deve pensare che durante tutto il lunghissimo percorso scolastico sono stati affrontati tantissimi esami, a volte anche in condizioni peggiori, dai quali però si è sempre usciti vincenti. C’è anche tanto tempo per pensare, per ragionare, per provare a risolvere il problema.

L’esame non è un giudizio sulla persona, è un gradino da salire per procedere per il proprio percorso, non bisogna vederlo come un ostacolo, ma come un momento della vita che lascerà un segno e un ricordo forte perché ognuno di noi non dimenticherà mai il proprio esame di maturità.

È una prova, anzi è un momento per mettersi alla prova, un’opportunità per esprimersi e per mettersi in discussione.

di Maura Manca