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Quando il genitore crede che il figlio dorma…ecco che spuntano gli smartphone


Chi è il popolo della notte dell’era tecnologica? Quello degli adolescenti che come cala notte si attivano e iniziano a navigare. Sempre più giovani, infatti, fanno le “ore piccole” davanti ai loro amati dispositivi tecnologici, anche quando i genitori credono che stiano beatamente dormendo.

Sono numerosi gli studi che sono stati condotti in risposta al crescente uso della tecnologia da parte degli adolescenti come mezzo per riuscire ad addormentarsi. In particolare, secondo una ricerca pubblicata sullo Journal of Sleep Research, è emerso che più di un terzo dei giovani intervistati ha riferito di guardare la televisione per favorire l’addormentamento ed inoltre, 1 ragazzo su 4, gioca a videogiochi direttamente prima di andare a dormire (Van Den Bulck, 2006).

Oltretutto, questi studi suggeriscono che l’utilizzo dei media elettronici utilizzati come “facilitatori” del sonno è strettamente connesso alla diminuzione delle ore di sonno totali, in quanto i ragazzi si addormentano molto tardi con una conseguente difficoltà nel risveglio e una maggiore stanchezza protratta lungo l’arco della mattinata.

L’uso della tecnologia interferisce sul sonno nei seguenti modi (Cain e Gradisar, 2010):

1. causando lo spostamento del sonno, che può verificarsi più facilmente e/o frequentemente quando i dispositivi elettronici multimediali si trovano nella camera da letto.

2. l’utilizzo della tecnologia prima dell’addormentamento può aumentare l’eccitazione fisiologica, cognitiva ed emotiva al momento di coricarsi, aumentando così la latenza nell’esordio del sonno e riducendo il tempo delle ore totali di sonno.

3. la luce dello schermo e la visualizzazione dei dispositivi può avere un effetto sul ritmo circadiano, con conseguenze come sonnolenza, il bisogno di dormire più a lungo o fare “sonnellini” durante il giorno.

È importante prendere in considerazione quanto tutto questo possa incidere sull’equilibrio sonno-veglia e interferire sulle attività giornaliere e soprattutto sulle performance scolastiche, dalla concentrazione all’attenzione, andando con il tempo ad interferire con il rendimento scolastico e delle altre attività quotidiane.

 

Redazione AdoleScienza.it

 

Riferimenti Bibliografici

Cain N., Gradisar M. (2010). Electronic media use and sleep in school-aged children and adolescents: A review. Sleep Medicine, 11: 735–742 .

Van Den Bulck J., (2006). Text messaging as a cause of sleep interruption in adolescents, evidence from a cross-sectional study. Journal of Sleep Research, 12 (3): 1365-2869

 

 

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