terremoto

Quando la terra trema, cosa si muove dentro la testa dei bambini?


Il terremoto è un evento sconvolgente che irrompe nella normale routine quotidiana, si sta giocando, facendo i compiti, dormendo, ridendo e scherzando e improvvisamente tutto scricchiola, si muove, trema, si sente letteralmente “mancare la terra sotto i piedi”. I genitori si spaventano, corrono fuori per proteggere i figli. Questa condizione così drastica e repentina destabilizza profondamente tutti, soprattutto i bambini.

Quali sono le loro reazioni emotive e comportamentali?

Molti di loro devono far fronte ad emozioni e vissuti fino a quel momento mai provati: sono sottoposti a una condizione di forte stress e di estrema precarietà, proprio perché la terra dove solitamente si cammina, si corre, si gioca, trema e con la sua forza devastante distrugge tutto ciò che incontra. Questo non consente più di muoversi con sicurezza e tranquillità. Sperimentare, quindi, sensazioni come paura, terrore, angoscia, smarrimento, impotenza, sono del tutto naturali in seguito ad un evento così improvviso. Ma in questi casi, per ritornare gradualmente alla normalità, è fondamentale il ruolo contenitivo del genitore in grado di arginare queste emozioni negative e riabbassare lo stato di allerta.

Bisogna pensare che i bambini non hanno una struttura psichica in grado di fronteggiare autonomamente questo tipo di eventi e non hanno ancora a disposizione gli strumenti cognitivi ed emotivi adeguati per poter gestire da soli questo tipo di emergenze.

Gli effetti sulla psiche possono essere rilevanti, anche a distanza di tempo e per tutelare i più piccoli, è necessario aiutarli a contestualizzare e a provare a dare un senso a quello che sentono, vivono e hanno vissuto.

Il bambino subisce in maniera diretta ed inaspettata una condizione di estrema impotenza che gli genera un vero e proprio terremoto psichico. Lo stesso evento traumatico può generare risposte emotive diverse in funzione allo sviluppo del bambino, al contesto ambientale in cui è cresciuto, al sostegno genitoriale, ai tratti temperamentali e alla presenza di precedenti traumi o fragilità emotive o esperienze negative precoci.

Le reazioni dei bambini e degli adolescenti al trauma possono essere molto diverse tra loro. Ci sono bambini che si chiudono e altri che al contrario hanno un costante bisogno di rassicurazioni. Cambiano anche a seconda degli eventi di vita che hanno vissuto in precedenza, per esempio se sono stati già coinvolti in situazioni particolarmente stressanti o traumatiche, come altri terremoti, incidenti o se hanno dovuto affrontare una grave malattia di una persona molto vicina affettivamente a loro o la morte di un parente o di un animale.

Ecco le principali conseguenze e gli effetti del terremoto sui bambini:

– Sperimentare reazioni ed emozioni negative come ad esempio paura, ansia, allerta o angoscia. Difficoltà nella gestione delle emozioni, accompagnata dalla preoccupazione costante che possa succedere qualcosa di brutto a loro stessi e ai loro genitori e che il pericolo si possa nuovamente ripresentare in qualsiasi momento. Questo genera problemi nel dormire e indice a stare sempre allerta a ciò che accade alle persone che gli stanno intorno.

– Avere ricordi o pensieri ricorrenti e intrusivi riconducibili all’esperienza traumatica, che disturbano la normale routine quotidiana o l’addormentamento.

– Fare giochi ripetitivi oppure disegni in cui vengono espressi temi o aspetti riguardanti l’evento traumatico o fare domande ripetute su ciò che è accaduto o sul fatto che possa riaccadere nuovamente.

– Essere in una condizione di ipervigilanza ed avere esagerate risposte d’allarme, come se ci si trovasse costantemente in pericolo.

– Eccessivo attaccamento, continua ricerca di rassicurazioni e contatto fisico nei confronti delle figure di riferimento, come se ci fosse la paura costante di perderle. Richiesta di dormire con i genitori per sentirsi più tranquilli.

– Difficoltà nell’addormentamento, numerosi risvegli notturni, incubi.

– Cambiamenti nelle abitudini alimentari, rifiuto del cibo, mancanza di appetito oppure alimentazione incontrollata e compulsiva.

– Evitamento degli stimoli che in qualche modo possono essere ricollegati al trauma: ad esempio un rumore o un odore, un suono, determinare parole, possono scatenare le stesse reazioni fisiche ed emotive vissute durante il trauma.

– Sintomi psicosomatici sono molto frequenti, come ad esempio mal di pancia, mal di testa, debolezza fisica, stanchezza e malessere generalizzato espresso attraverso il corpo.

– Sbalzi d’umore, crisi di pianto, rabbia, nervosismo, irrequietezza che possono creare tensione nelle relazioni tra coetanei oppure in ambito scolastico.

– Calo dell’attenzione e difficoltà nel mantenere alta la concentrazione, soprattutto quelle scolastiche.

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