video giochi vietati minori

Ragazzi incollati ai videogiochi: perchè non si riesce a staccarli dallo schermo?


Molti genitori si ritrovano spesso a salire sul ring ogni volta che dicono ai loro figli di spegnere la console dei videogiochi per mettersi a fare i compiti, cenare o andare a dormire. Bambini e ragazzi, di fronte ai tentativi di interrompere il gioco, reagiscono con disappunto, opposizione e, a volte, con veri e propri scoppi di rabbia.

Ci sono certamente tutta una serie di strategie funzionali per aiutare i figli a regolare l’attività legata ai videogiochi ma prima è necessario comprendere cosa scatta nella loro testa ogni volta che sono presi da un gioco e devono staccarsi dallo schermo.

Perché non vorrebbero mai staccarsi?

Prima di tutto bambini e ragazzi non hanno ancora acquisito la capacità di interrompere un’attività gratificante per passare a qualcosa di meno divertente: la corteccia prefrontale, zona del cervello coinvolta nei processi decisionali e deputata al controllo degli impulsi, non è sviluppata completamente fino all’età di 25 anni. Secondo i ricercatori, staccare la spina della consolle o la connessione internet, prima che un bambino o un ragazzo abbiano completato un livello o una missione di gioco, è un po’ come lanciare una ciambella dalla mano di qualcuno (https://www.wsj.com/articles/why-videogames-trigger-the-nightly-meltdownand-how-to-help-your-child-cope-11554206405).

A meno che non ci sia un’esperienza più gratificante del videogioco, per un bambino diventa difficile smettere di giocare da solo. Inoltre, a differenza di un dolce che ad un certo punto finisce, i videogiochi hanno tutta una serie di stimoli, tempi e ripetitività con un flusso di premi continui che portano le persone a continuare: in alcuni casi possono rilasciare dopamina, un neurotrasmettitore che permette di sperimentare piacere.

Questo è ciò che avviene a bambini e ragazzi nella normalità e routine quotidiana: non parliamo necessariamente di casi di dipendenza dai videogiochi!

https://www.adolescienza.it/sos/sos-genitori-adolescenti/adolescenti-sempre-attaccati-a-smartphone-e-videogiochi-normalita-o-dipendenza/  

Cosa fare di fronte ad un figlio che non vuole interrompere il gioco?

STABILIRE INSIEME REGOLE CHIARE E FARE PATTI DI FIDUCIA.

I figli devono sapere che il tempo per i videogiochi c’è, ma ha un limite. Si deve fare una sorta di “contratto” da stipulare con loro, insieme al divieto di un uso notturno, visto quanto interferisce con la qualità e la quantità del sonno, andando a ledere le capacità di attenzione e concentrazione, intacca l’umore, il ritmo sonno-veglia e grava sul sistema immunitario.

E’ importante stabilire insieme un tempo massimo da trascorrere a giocare, magari utilizzando anche un orologio in modo che si rendano conto del tempo che hanno passato davanti allo schermo e mantengano un legame con la realtà. Con i bambini più piccoli, è bene iniziare ad avvisarli una ventina di minuti prima del momento di spegnere, in modo che sappiano cosa li attende e non inizino un nuovo livello di gioco.

Non è consigliato lasciare la console nella stanza dove dormono, ma in luogo comune per evitarne soprattutto un uso notturno. In vacanza o nel weekend, invece, potrebbero anche giocare un po’ di più, ma devono essere tutte condizioni concordate volta per volta. Il dialogo e la capacità di scendere a compromessi quando necessario, rappresentano il metodo più efficace per far sì che le regole possano essere accettate.

NON SI DEVE AGIRE D’IMPULSO.

Anche se molte volte si è disperati perché i figli non ascoltano, è importante non interrompere il gioco bruscamente, arrivando ad esempio a staccare la spina o la connessione pur di fermare il proprio figlio.

Anche il sequestro non è il metodo più efficace, in quanto viene vissuto come una violazione del loro spazio. Queste reazioni impulsive non fanno altro che innescare risposte di rabbia, frustrazione e conflitto, rischiando di far saltare la fiducia e portare il figlio a giocare di nascosto.

PROPORRE DELLE ALTERNATIVE VALIDE.

È necessario suggerite attività di svago e divertimento che i figli potrebbero fare con i loro amici o con voi. Aiutateli a creare delle occasioni per farli uscire e interagire con i coetanei fuori dal mondo virtuale. Devono ovviamente essere attività gratificanti per loro, che possano attirare la loro attenzione, tenendo conto della loro età e dei loro interessi.

Anche se i ragazzi diranno che loro in realtà interagiscono con gli amici mentre giocano e sono in contatto con loro, è importante che queste relazioni tecno-mediate non sostituiscano mai quelle fisiche.


È necessario puntualizzare che, qualora ci fosse un abuso dei videogiochi, è spesso la punta dell’iceberg di una difficoltà più profonda, non è la “causa” del problema. Per questa ragione bisogna comprendere cosa si nasconde dietro tali atteggiamenti, quali sono i bisogni che i figli cercano di compensare giocando, dallo svago, alla condivisione, alle relazioni, alla ricerca di sensazioni, allo scarico di tensione, fino all’evasione dalla realtà e al bisogno di sperimentarsi e di sentirsi efficaci.


Redazione AdoleScienza.it