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Sapete quanti soldi spendono i ragazzi per giocare ai videogiochi? Un comportamento diffuso e sconosciuto a molti genitori


Una tendenza sempre più diffusa dei ragazzi, anche giovanissimi, è quella di spendere del denaro sui giochi per console, come ad esempio la Play Station.

Nella maggior parte di questi giochi viene proposto di versare dei soldi per ottenere crediti virtuali e acquistare tutta una serie di oggetti, personaggi, pacchetti e carte che permettono di diventare sempre più forti e dunque avanzare di livello in maniera più veloce.

Sono molti i casi in cui i figli sono arrivati anche a sottrarre ai genitori dei soldi, pur di poter acquistare questo tipo di vantaggi.

Spesso riescono ad utilizzare la carta di credito dei genitori, anche a loro insaputa, in quanto molte volte gli viene permesso di usarla già quando acquistano l’abbonamento per giocare in modalità online: capita così che la carta resti associata all’account della console e che i ragazzi la utilizzino senza che il genitore se ne accorga, almeno in un primo momento.

Molti ragazzi però utilizzano anche i contanti, magari mettendosi da parte i soldi della paghetta o dei regali per poi andare in qualsiasi negozio di videogiochi o di elettronica e, a qualsiasi età, acquistare le card con un tot di crediti che poi vengono trasferiti all’interno dei giochi. Ci sono ragazzi che arrivano a spendere anche 50-100 euro a settimana, mentre altri più bravi magari ne spendono 10, ma giocano dalle 6 alle 10 ore al giorno, perché i crediti li vincono grazie alle loro abilità.

Perché sono tentati a spendere queste somme di denaro sui giochi?

È una tecnica che può portare a giocare in maniera ripetitiva e a spendere sempre più soldi, soprattutto per  quei ragazzi che sono alla ricerca di sensazioni stimolanti, attratti dalla possibilità di superare immediatamente più livelli nel gioco, annullando l’attesa.

I giochi per i quali i ragazzi “shoppano” di più, ossia acquistano in uno store digitale tutto ciò che serve per giocare all’interno del circuito del videogioco, sono Fortnite e Fifa.

In Fortnite acquistano la moneta del gioco che sono i V-Buck con i quali comprano vestiti, armi e potenziano il personaggio così da essere più efficaci. Nel gioco di Fifa, invece, la maggior parte dei ragazzi acquista i cosiddetti Fifa points che servono ad acquistare giocatori per creare la propria squadra ideale o per “spacchettare”, ossia aprire in modo del tutto casuale dei pacchetti di carte virtuali, contenenti i giocatori di tutto il mondo calcistico e altri oggetti.

In tutto questo gli YouTuber hanno un ruolo

Gli YouTuber, diciamo quelli “specializzati” in videogiochi, registrano video nel mentre che giocano, spiegano le loro tattiche, le loro difficoltà, tante volte sono anche molto divertenti, e “shoppano” , cioè comprano tutto ciò che gli serve per andare avanti.

Calcolando che, per tantissimi bambini e adolescenti, la parola dei loro influencer è unica e irripetibile, che sono i loro idoli e modelli, li imitano anche nei loro acquisti.

“Ogni volta, vedo i miei youtuber preferiti che comprano i Fifa Points, spacchettano le carte e trovano i giocatori più forti!”, “Più hai crediti e più hai possibilità di avere pacchetti di carte e la possibilità di fortificare la tua squadra”.

Ed è così che, soprattutto quelli più vulnerabili, sono ancora più invogliati a spendere soldi per cercare di diventare forti nel gioco.

Per questa ragione è fondamentale che i genitori filtrino i contenuti in rete, monitorino le attività dei figli e conoscano bene anche i videogiochi con cui bambini e adolescenti si interfacciano. È importante poi responsabilizzarli sull’utilizzo di questi dispositivi, sui pericoli e sui soldi che si possono spendere perché, nel virtuale, non si tocca con mano il denaro ed è più facile perdere di vista il suo valore.

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Redazione AdoleScienza.it