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Scoprire che il proprio figlio si è ubriacato. Come reagire e prevenire certi comportamenti?


Il consumo di alcolici è un fenomeno molto diffuso tra gli adolescenti, lo utilizzano spesso per divertirsi, sballarsi, sentirsi più disinvolti e parte integrante del gruppo di coetanei, con il rischio spesso di andare oltre, fino ad arrivare a vere e proprie intossicazioni alcoliche.

Molti genitori non sono pronti a questo, non sanno come comportarsi, molte volte pensano che certi comportamenti non possano riguardare il figlio, altre volte fanno finta di niente, minimizzano, pensando che si tratti di una fase dell’adolescenza che andrà a scomparire col tempo.

Eppure i dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza parlano chiaro: tra i 13 e i 19 anni di età, oltre 6,5 ragazzi su 10, bevono regolarmente bevande alcoliche, tra cui cocktail o shottini che ubriacano in fretta e costano poco, e lo fanno soprattutto per sballarsi. Quasi 4 adolescenti su 10 fanno vere e proprie abbuffate del bere (binge drinking), mentre il 20% consuma alcolici in casa o quando i genitori non ci sono.

Solitamente i ragazzi fanno di tutto per non farsi scoprire da mamma e papà, ci sono poi casi in cui viene fatto chiamare il genitore perché il proprio figlio si è sentito male ad una festa oppure è il genitore stesso ad accorgersi che il ragazzo ha bevuto troppo perché sente odore di alcol e lo vede rientrare a casa alterato.


Molti adolescenti negano l’accaduto, dicono che è capitato una volta e che non succederà più, ma spesso non è così, per questo non si dovrebbe mai sottovalutare il problema ma intervenire aiutando il ragazzo a rimettersi sulla giusta via, prima che il comportamento occasionale possa diventare abituale.


Cosa fare quando ci si accorge che il proprio figlio si è ubriacato?

Mantenete la calma. Vedere il proprio figlio sotto effetto di alcol può essere uno shock ma, in questa situazione, perdere il controllo, con scenate, rimproveri e urla, è inutile. Bisogna prima di tutto far riprendere il ragazzo e assicurarsi che stia bene.

Non sottovalutate. Una volta che il ragazzo si è ripreso, è importante non fermarsi alle giustificazioni “è la prima volta, non lo faccio più”. Fategli capire che il fatto che sia arrivato ad ubriacarsi è un aspetto che va preso in considerazione e va affrontato insieme, parlandone. Dovete trasmettergli che, nonostante il bisogno di sperimentare, è necessario porsi dei limiti e capire ciò che è importante per sé e per la propria salute.

Evitate atteggiamenti paternalistici. Punizioni o rimproveri, senza un dialogo, attivano ancora di più reazioni di ribellione da parte del ragazzo che, pur di trasgredire, continuerà a mettere in atto lo stesso comportamento dannoso.

– Parlate con lui dell’accaduto. Mantenete sempre aperta la comunicazione, soprattutto quando accadono certi eventi. Date spazio all’ascolto, senza interrompere o attaccare, e fate domande per capire cosa è successo, instaurando un dialogo non giudicante, facendo aprire il ragazzo e attivando in lui una riflessione e un pensiero critico. Fate attenzione non solo alle parole, ma anche ai silenzi e ai gesti, attraverso cui i ragazzi esprimono molto di più ciò che hanno dentro ed eventuali disagi.


Печать Ricordatevi che la prevenzione è la prima cosa!

1. SIATE UN MODELLO POSITIVO. Se i genitori sono i primi a bere molto o hanno un atteggiamento che incoraggia l’uso di alcol, i ragazzi saranno ancora più incuriositi e portati ad emularli, credendo che tale condotta non abbia effetti negativi.

2. PARLATE DEI RISCHI LEGATI ALL’ALCOL. Fornite informazioni sui danni che provoca l’alcol, soprattutto in fase di crescita, sul fatto che altera le capacità psicofisiche e che ci si può mettere in pericolo. È una conversazione che andrebbe fatta quando i figli sono ancora piccoli perché in adolescenza i ragazzi possono viverla come una paternale, non prenderla sul serio e interpretarla come un’esagerazione da parte dei genitori.

3. STABILITE REGOLE E CONFINI. Se riuscite ad instaurare una relazione basata sul dialogo e l’ascolto, e non solo sui divieti, è più facile porre delle regole chiare, che siano condivise con i figli. In questo modo i ragazzi sono più portati ad accettare e a seguire le raccomandazioni genitoriali.

3. INSEGNATEGLI A SAPER DIRE DI NO. Fategli capire che in alcune situazioni si può sentire la pressione degli altri verso certe esperienze, ma che è importante pensare con la propria testa e non farsi condizionare: bisogna sapere dire di no, prendendo una posizione, senza il timore che gli altri possano restarci male perché, se sono veri amici, rispetteranno la scelta.

4. SIATE SEMPRE DEI PUNTI DI RIFERIMENTO. I ragazzi, soprattutto quando si tratta di questi argomenti, hanno bisogno di sentire di poter contare sui genitori, che saranno pronti ad accoglierli, in caso di aiuto o se vorranno aprirsi con loro. È fondamentale trasmettere la propria presenza e disponibilità, anche ad andarli a prendere, qualsiasi cosa succeda, perché è meglio che chiamino voi piuttosto che mettersi in pericolo e rischiare la vita.

Redazione AdoleScienza.it