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Scuola superiore cercasi: come aiutare i figli in questa delicata decisione?



Siamo quasi agli sgoccioli e tra pochi giorni bisognerà procedere con l’iscrizione dei figli alla scuola superiore prescelta.

In questa fase i ragazzi sono in preda a un turbinio di emozioni che vanno dall’entusiasmo e dalla curiosità di capire fino in fondo quale strada percorrere, fino all’ansia e alla preoccupazione per le incertezze riguardo a tutto ciò che li aspetta e che ancora non conoscono.

“Sono terrorizzata dall’idea di fare una scelta e poi rendermi conto di aver commesso l’errore più grande della mia vita”

“Ma perché ci fanno prendere una decisione così difficile proprio adesso: io mi sento ancora piccolo, come faccio già a sapere quello che vorrò fare tra 5 anni?”

“Per me le scuole medie sono casa, ormai conosco tutti e il pensiero di dover cambiare mi fa sentire un po’ persa”

“Mi sento pressato dai miei che in queste settimane non parlano d’altro: hanno capito che sarò io ad andare alle superiori e non loro?”

Sicuramente i genitori non si trovano in una posizione facile da gestire: da un lato c’è il bisogno di lasciargli i loro spazi per riflettere e fare le loro valutazioni, dall’altro necessitano di sentire la vostra vicinanza per essere sostenuti in una delle loro prime scelte “da grandi”.

L’obiettivo? Aiutarli a prendere una decisione consapevole e il più serena possibile. Ecco i 6 consigli per i genitori:

1) Non trasmettetegli ulteriori timori o ansie. E’ importante non enfatizzare questo momento, caricandolo di proprie aspettative ed emozioni che rischiano di appesantire i figli piuttosto che sostenerli. E’ normale essere un po’ preoccupati per il loro futuro o che non facciano la scelta giusta, ma hanno bisogno di sapere che possono contare su di voi senza esserne condizionati.

2) Cercate di comprendere il loro punto di vista. Focalizzatevi sul vissuto dei figli, ascoltateli e fateli parlare, senza mettergli pressione, così che possano esprimere le loro opinioni ed eventuali preoccupazioni e paure. Se sono ancora confusi e in alto mare per la scelta, provate ad usare la frase “anche io mi sentivo confuso/a come te”  per fargli capire che l’ansia verso un cambiamento è assolutamente normale, ma che poi è possibile affrontarla e superarla.

3) Fateli sentire parte attiva nella scelta. E’ importante che venga stimolata la loro curiosità e partecipazione: i ragazzi sono responsabili della loro scelta e per farlo devono essere adeguatamente informati. Ad esempio spiegategli che possono reperire le informazioni delle varie scuole su internet inserendo il loro nome sul motore di ricerca (ad esempio su google), capire quali materie ci sono, comprendere gli sbocchi lavorativi, vedere gli orari e dove è situato l’istituto. Inoltre, accompagnare i figli in alcune scuole alle giornate “open day” dove possono vedere con i loro occhi le aule e i laboratori, parlare con alcuni professori, fare domande agli studenti che già frequentano, sicuramente li potrà aiutare a fare chiarezza e capire a quale istituto iscriversi.

4) Cercate di capire se alcuni fattori li possono condizionare. I ragazzi devono scegliere la scuola a prescindere dalle decisioni di altri, soprattutto di amici e fidanzati. Quando si è molto indecisi, seguire quello che fanno le persone a noi vicine a volte ci può rassicurare e può rendere il passaggio meno traumatico. Attenzione, però, perché tutto questo può ritorcersi contro: se la scelta fatta non si basa su altre motivazioni più profonde si rischia di vivere la scuola con insoddisfazione e avere rimorsi in futuro.

5) Ascoltate le indicazioni degli insegnanti. Gli insegnanti conoscono vostro figlio ormai da 3 anni e avere un colloquio con loro può essere utile per avere un quadro ancora più completo sulle sue capacità, inclinazioni e risorse. Solitamente poi le scuole si avvalgono anche di esperti nell’orientamento che attraverso dei test delineano i percorsi scolastici più vicini alle attitudini dei ragazzi. Tutto questo può essere molto utile, se poi viene condiviso insieme al figlio, aprendo un dialogo costruttivo con lui.

6) Fategli capire che la scelta deve essere pesata e pensata ma non è immutabile. E’ ovvio che i ragazzi non debbano prendere sotto gamba la scelta della scuola perché ha un ruolo importante nella loro crescita, ma dall’altra parte non devono pensare che le scelte siano irreversibili. Se dovessero rendersi conto che ciò che stanno facendo non corrisponde alle loro idee e aspettative è bene che cambino: sbagliare non significa essere sbagliati o falliti, significa capire dove si è commesso l’errore e ricalibrare le scelte fatte.


Un genitore non deve essere né un arbitro, né un giudice che instrada e dice cosa si deve fare. Un genitore si deve ricordare di quando era ragazzo lui, dell’importanza di questo momento di passaggio e deve stare al fianco del figlio, comprendendolo e sostenendolo.


Infine, ricordategli che non è poi così male diventare grandi, ha anche i suoi vantaggi, come ogni età. È vero che si lasciano tante cose ma è altrettanto vero che se ne acquistano altre, tra cui la maggiore libertà e autonomia.

di Redazione AdoleScienza.it