adolescente genitore litigare

Se parli sbagli, se non parli sbagli. Cosa deve fare un genitore con un figlio adolescente?


Quando i figli crescono ed iniziano ad entrare nella fase adolescenziale, il compito del genitore è cambiare con loro, adattarsi al loro sviluppo psico-fisico, senza perdere l’autorevolezza del ruolo.

Molti genitori entrano in crisi perché passano da un ruolo primario ad uno secondario, se prima tutta la vita dei piccoli era incentrata intorno alla famiglia, ora ruota quasi tutto intorno al proprio Io, alle proprie esigenze e agli amici/amori.

Ci sono momenti che sembra si trasformi tutto in un braccio di ferro continuo, era quasi più facile negli anni precedenti, quando erano più obbedienti e dipendenti.

Ora pretendono un’autonomia, non con le parole, barattando le esigenze a tavolino con il genitore, ma attraverso i comportamenti e le comunicazioni non verbali. Diventa quasi tutto difficile, quello che piaceva prima magari oggi non piace più, i vestiti non vanno più bene, il cibo non va più bene, la vostra presenza in camera, in bagno e nei loro spazi privati, non va più bene, il disordine e i compiti però rimangono sempre in pole position, sono loro i campioni di litigate tra genitori e figli che hanno semplicemente un concetto di ordine e di studio differente.


L’aspetto che stressa maggiormente il genitore è legato al fatto che ci sono dei momenti in cui se non parli sbagli, e se parli sbagli, insomma tutto quello che si dice è sbagliato, ma è anche sbagliato non dire perché loro lo considerano come un non ascolto.


Ecco alcuni piccoli trucchetti

  • Non introdurre un discorso con il “tu, tu, perché tu, tu sei, tu fai ecc…” lo vivono come un attacco, andranno in difensiva e risponderanno in maniera inappropriata. Basta semplicemente iniziare il discorso in maniera più soft, magari bussando nella stanza, senza invadere direttamente il loro spazio. Non significa perdere il ruolo, significa essere più intelligenti, è il genitore che traghetta il figlio, NON viceversa.
  • Non abbassarsi al loro livello nelle conversazioni, non utilizzare il loro modo di fare, come se fosse una sorta di dispetto, “allora se tu non riordini la tua stanza, io non ti faccio…..”, “se tu fai quello, io faccio questo…..”, sono minacce che non hanno effetto perché in questo modo si perde il proprio ruolo autorevole.
  • Niente tiro alla fune perché il ruolo del genitore non è basato sulla forza, è ovvio che se si passa alle punizioni, all’autorità si è più forti e quindi apparentemente si ottengono le cose, obbediscono, ma si va ad intaccare il legame. Il figlio subisce il genitore e quindi prova rabbia che deve reprimere, si sente compresso e c’è il rischio che scarichi attraverso altri comportamenti.
  • Il ruolo del genitore è quello di spiegare, di aiutare a comprendere le motivazioni sottostanti un determinato comportamento o presa di posizione. Non imponetegli un no, una punizione, la subiranno e basta e non la comprenderanno.
  • Non avere reazioni impulsive, quasi di scarico nei loro confronti. Non reagire male alle loro dichiarazioni, magari urlando o sbraitando e poi magari chiedendogli scusa, perderete il vostro ruolo e la vostra autorevolezza. Chiedere scusa è importante quando si sbaglia, ma avere reazioni appropriate è molto più importante. Non significa che non si può sbagliare, anzi, il concetto di riparazione esiste ed è molto apprezzato dai figli.

 

Genitori alle prese con le crisi dei figli adolescenti: 3 consigli per favorire il dialogo

di Maura Manca, Psicoterapeuta

Direttore Responsabile AdolScienza.it

 

 

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