Sgretolati

Sgretolati. Gli adolescenti di oggi dentro la scuola


“Sono trent’anni che insegno e oggi posso affermare che i ragazzi sono diversi: non è solo una questione di ormoni e di crescita, gli adolescenti spesso hanno una storia alle loro spalle basata su sfiducia e incertezza. Le loro famiglie, gran parte mono genitoriali, sono tutto il giorno fuori per lavoro e i ragazzi crescono da soli, si gestiscono da soli, perdendo ogni punto di riferimento, non sanno dove andare. È come se fossero sgretolati”.

Così una professoressa di una Scuola Media definisce buona parte dei suoi studenti, afferma che la sua esperienza le permette di poter confrontare e portare alla luce le differenze importanti tra le nuove generazioni e quelle precedenti. L’evoluzione sembrerebbe, in certi casi,  aver portato ad una involuzione.

La società in cui viviamo offre i mezzi più ingegnosi per la comunicazione e il problema reale diviene un altro: LA MANCANZA DI COMUNICAZIONE, il confronto sembra essersi perso nei meandri della rete.

In alcune scuole Medie sono state istituite norme che i ragazzi dovrebbero rispettare, come per  esempio consegnare il cellulare all’entrata di scuola per poi riprenderlo a ricreazione o direttamente all’uscita, così da evitarne il suo utilizzo durante le lezioni. In altre scuole Superiori si è deciso di dare fiducia ai ragazzi con il “liberismo”: esempio, cancelli di scuola sempre aperti. Questo a volte può portare alcuni studenti ad esseri così liberi, da decidere di uscire da scuola senza informare nessuno, mentre all’interno della scuola gli altri ragazzi girano per i corridoi sempre con il cellulare tra le mani, durante la lezione, mandano messaggi in maniera compulsiva e la loro attenzione è catturata, non dal libro e dalla lezione, ma dal cellulare sul banco che si illumina costantemente.

In Italia le separazioni e i divorzi sono in continua crescita. Nel 1995 per ogni 1.000 matrimoni si contavano 158 separazioni e 80 divorzi, nel 2011 si arriva a 311 separazioni e 182 divorzi. (http://www.istat.it/it/archivio/91133). I genitori molto spesso sono costretti a lavorare fino a sera tanto da rimanere senza più alcuna forza per poter sgridare e dare regole o carichi di troppa stanchezza e frustrazione da scaricare sui propri figli.

La scuola che può fare? La scuola può mettersi dalla parte dei ragazzi sgretolati.

Come?

Non sono necessarie regole rigidissime né tantomeno il contrario. È importante qualcosa che sia un compromesso, l’esempio potrebbe essere quello di un adulto che porta il telefono a lavoro, ma lo lascia nella borsa a meno che non accada qualcosa di urgente.

La scuola è il posto dove i ragazzi passano più tempo, a volte molto più di quanto ne possano passare a casa. Per questa ragione è importante che la scuola si ponga come ponte e come spazio dove i ragazzi possono comunicare le proprie difficoltà, possano confrontarsi in maniera equilibrata anche con un adulto e, soprattutto, ESPRIMERSI.

Come le figure genitoriali, la scuola deve essere AUTOREVOLE, non autoritaria, mostrandosi come guida e punto di riferimento per questi ragazzi in fase di transizione dall’infanzia all’età adulta, con un enorme bisogno di punti di appoggio. I professori possono pensare di imparare dai ragazzi stessi qualcosa sul quel mondo che troppo spesso è molto distante dal loro; magari informandosi e facendo domande, così da favorire un confronto, un’apertura e, al tempo stesso, far percepire ai ragazzi di essere ascoltati, perché anche loro hanno qualcosa da raccontare.

Il tutto contornato da una comunicazione NON GIUDICANTE…

I VOTI  NON RAPPRESENTANO IL VALORE DELLA PERSONA

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