prima prova

SOS prima prova. Gestire le paure, blocco dello scrittore e ruolo dei genitori


La prima prova scritta rappresenta il primo grande scoglio da superare, è la partenza di tutto l’esame. Per questa ragione alla vigilia del fatidico giorno la mente è affollata da tutta una serie di pensieri catastrofici. L’agitazione e la paura sono assolutamente normali, l’importante è che non diventino troppo intense e si perda il controllo perché si rischia di bloccarsi, di non riuscire a dare il meglio, di non ricordare tutto e quindi di essere insoddisfatti di se stessi e della propria performance.

Quali sono le paure più grandi?

1. PAURA DI TRACCE DIFFICILI E IMPREVISTE. I ragazzi cercano sempre di fare pronostici su quali potrebbero essere le tracce più gettonate e gli argomenti scelti, cercano in rete, si confrontano e leggono le possibili previsioni su blog e siti per studenti. Tuttavia, le tracce restano fino alla fine una grande incognita ed è proprio questa imprevedibilità che spesso li manda in tilt.

2. PAURA DI LASCIARE IL FOGLIO IN BIANCO. Uno degli incubi più grandi è quello di avere vuoti di memoria, di non riuscire a recuperare le cose studiate o di non saper argomentare il proprio tema, consegnando il foglio bianco, senza riuscire a scrivere nulla di quanto si aveva in mente.

3. PAURA DI NON TERMINARE LA PROVA. Tanti ragazzi hanno paura di non riuscire a gestire il tempo a loro disposizione e di non organizzarlo nel migliore dei modi, subendo lo scorrere veloce e inesorabile delle lancette dell’orologio e ritrovandosi allo scadere delle ore ancora in alto mare.


CONSIGLI PRATICI PER I RAGAZZI ALLE PRESE CON LA PRIMA PROVA

Il decalogo per sconfiggere il blocco dello scrittore

1. DAVANTI ALLE TRACCE LA CONFUSIONE PRENDE IL SOPRAVVENTO.  Una volta a tu per tu con le tracce, è iniziato ufficialmente l’esame di maturità, finora solo immaginato, ed è normale che il picco di stress salga improvvisamente. È importante, però, non farsi schiacciare dalle emozioni negative che metterebbero il vostro corpo in uno stato di allarme. Buttate fuori l’aria e fate dei respiri profondi: la vostra mente prenderà di nuovo il controllo della situazione e sarete pronti a partire.

2. VUOTO DI MEMORIA DI FRONTE AL TEMA STORICO. Niente panico, quello che avete studiato non si può magicamente cancellare. Se avete scelto proprio questa tipologia, vuol dire che siete preparati sull’argomento ed è solo una sensazione momentanea! È fisiologico bloccarsi quando al cervello arrivano troppi input insieme: si tratta di una sorta di burn-out mentale, un cortocircuito. Il cervello necessita di qualche minuto per ripartire e recuperare le informazioni che ha immagazzinato, per cui sarà importante riorganizzare le idee senza aver paura di sbagliare per iniziare a scrivere ciò che vi viene in mente.

3. ALLA PRIMA LETTURA TUTTE LE TRACCE SEMBRANO INFATTIBILI. Capita spesso di leggere le tracce con troppa ansia, con il rischio di percepirle più difficili di quanto non siano. La memoria è momentaneamente offuscata e si legge in maniera superficiale, senza capire il significato di quanto si sta leggendo. In questi momenti, prevale la sensazione di non essere in grado di svolgere i temi, ma è tutta colpa dell’agitazione che non vi rende lucidi. Fermatevi, rileggete con calma, senza fare confronti con i compagni, chiedendo loro cosa hanno scelto o se hanno già cominciato a scrivere e abbandonate una volta per tutte la zavorra dell’ansia e del “non ce la farò mai”.

4. VI SENTITE BLOCCATI E NON SAPETE PERCHÉ. Dopo diverse ore di concentrazione, proprio quando si intravede la fine della prova, può crearsi uno stato di tensione che non permette di proseguire. La soluzione vincente è fermarsi e concedersi una piccola pausa, per ripartire poi con maggiore lucidità focalizzandosi sul proprio obiettivo, quello di concludere il proprio compito.

5. AVETE LA SENSAZIONE DI NON AVER MAI SCRITTO UN SAGGIO BREVE. Se nelle verifiche svolte durante l’anno ci si sente più tranquilli perché si ha la consapevolezza di poter recuperare un eventuale esito negativo, la prova finale è vissuta come un’occasione unica e irripetibile, in cui non ci si può permettere di sbagliare. Ecco perché potrete ritrovarvi a sperimentare insicurezze e preoccupazioni finora a voi sconosciute. Respirate profondamente e ricordate che avete già affrontato prove simili, non c’è alcun motivo che non vi permette di farlo anche questa volta.

6. SI CONTINUA A CONSULTARE IL DIZIONARIO PER SENTIRSI PIÙ SICURI. Dubbi e incertezze, in questi momenti, prendono facilmente il sopravvento e anche le cose su cui ci si sentiva più sicuri possono sembrare incerte. Nessun problema, quindi, se la consultazione del vocabolario può rassicurarvi, ma non lasciate spazio a dubbi irrazionali che rubano energie: se vi accorgete di controllare anche cose ovvie, fermatevi, abbassate la tensione e andate avanti.

7. LA TESTA VOLA ALTROVE E NON SI RIESCE A RIMANERE CONCENTRATI. L’agitazione può prendere il sopravvento, i sensi sono iperattivati e si viene distratti da ogni stimolo. Il rischio è che l’ansia aumenti sempre più, si faccia fatica a ragionare e il foglio resti bianco nonostante lo scorrere del tempo. Cercate di concentrarvi, soprattutto attraverso il respiro, per sconfiggere il blocco e ripartire.

8. NON VI RICONOSCETE IN CIÒ CHE AVETE SCRITTO. Niente panico: può essere una sensazione molto frequente che nasce dalla paura di aver sbagliato o di non aver svolto adeguatamente la traccia scelta. Mettete da parte la paura del giudizio, che comunque è relativo alla prestazione e non a voi come persone, e recuperate la lucidità necessaria per rileggere con attenzione ciò che avete scritto.

9. TERMINATE IL COMPITO MOLTO PRIMA DELLA SCADENZA DEL TEMPO. La tensione, talvolta, può perfino stimolare la concentrazione e alcune persone si sentono più efficaci quando sono sotto pressione. Non andate in ansia se vi sembra di aver terminato troppo presto: magari la traccia rispecchiava ciò che volevate scrivere oppure eravate particolarmente preparati sull’argomento. Se si ha più tempo del previsto, inoltre, ci si può prendere una piccola pausa per poi rileggere a mente fredda.

10. I DUBBI SULLA PROVA VI ASSILLANO E NON RIUSCITE A STACCARE IL CERVELLO. È naturale ripensare a ciò che avete scritto, cercare su internet cosa hanno fatto gli altri, chiedere a compagni o amici come avrebbero svolto il vostro compito o raccontare ciò che avete scritto per avere delle conferme. Non fate prevalere i pensieri negativi: è inutile ora dare spazio alle paranoie, il giorno dopo si deve affrontare un’altra prova e non si può partire scarichi, demoralizzati e sconfitti, bisogna avere la stessa grinta e combattere.

Come bisogna comportarsi per affrontare al meglio la prima prova?

ORGANIZZARE I TEMPI. È fondamentale leggere accuratamente le diverse tracce, la richiesta del compito e comprendere quale sia la risposta migliore, per poter poi argomentare. Può essere molto utile, prima di iniziare a scrivere, stilare una scaletta con i punti fondamentali da seguire e mettere in ordine le idee. Avere ben chiari questi aspetti, permetterà di focalizzarvi sugli argomenti da approfondire senza distrazioni e organizzando al meglio il tempo a disposizione. Può essere anche utile individuare un tempo massimo per la brutta, in modo da lasciare un tempo per ricopiare e rileggere con attenzione.

PERFEZIONE O CREATIVITÀ? Non è necessario, e forse è impossibile, che il tema sia perfetto o senza errori, soprattutto quando l’argomento è più difficile del previsto. Niente panico: scrivete seguendo lo schema che avete elaborato, ci sarà tempo in un secondo momento per rileggere, correggere e migliorare se necessario. Cercate di scrivere con parole semplici ed essere creativi sentendovi liberi di esprimere le vostre idee.

– NO ALLA STANCHEZZA. È fondamentale arrivare all’esame non solo preparati, ma anche riposati a sufficienza, altrimenti si rischia di non essere efficaci e di non riuscire ad esprimersi al meglio. Scrivere e restare concentrati fino all’ultimo minuto è molto difficile, per cui se ne sentite il bisogno concedetevi una piccola pausa. Potrete poi rileggere ciò che avete scritto con più lucidità, individuando anche eventuali errori o modifiche da fare.

– SCRIVERE SEMPRE! Non bloccatevi davanti al foglio bianco. Anche se vi sembra di non avere idee, è importante iniziare a scrivere ciò che vi viene in mente in base all’argomento, ci sarà poi il tempo per migliorare quanto avrete scritto. In casi di maggiori difficoltà, potete chiedere ai professori delucidazioni e indicazioni su come è meglio affrontare la prova. Ricordate che, nonostante l’ansia e il panico da esame, i docenti faranno una valutazione anche di tutto il vostro percorso.


IL RUOLO DEI GENITORI È FONDAMENTALE

La maturità manda in tilt i ragazzi, le prove li sottopongono a ritmi stressanti e, tra ansia e stanchezza, hanno bisogno di genitori che li aiutino e li sostengano, soprattutto da un punto di vista psicologico.

Per i genitori non è facile, a volte non sanno come comportarsi perché hanno la sensazione di sbagliare qualunque cosa facciano; i ragazzi, d’altra parte, non sanno bene di cosa hanno bisogno ed è normale che scarichino il nervosismo sulla famiglia, per cui bisogna avere molta pazienza e mantenere la calma.

Come accogliere i figli al rientro della prima prova e sostenerli nel modo giusto?

5 consigli per contenere le proprie ansie e quelle dei ragazzi

1. NON STATEGLI ADDOSSO. Al termine della prova si deve gestire l’ansia di sapere subito com’è andata ed evitare di chiamarli o inviare messaggi a ripetizione: i ragazzi hanno bisogno di scaricare la tensione anche perché, in questo momento, sono in preda alle incertezze, temono di aver commesso degli errori o di aver sbagliato, possono aver bisogno di stare con i compagni e confrontarsi con loro. Rispettate i loro tempi, ci sarà poi modo di parlare con calma e farsi raccontare come hanno vissuto la prova.

2. ACCOGLIETELI E AIUTATELI A SCARICARE LA TENSIONE. Una volta rientrati a casa, mostratevi accoglienti, mettendo in conto che potrebbero essere in crisi, arrabbiati e aver bisogno di contenimento. Non bombardateli con mille domande, chiedendo “com’è andata?”, “quale traccia hai scelto?”, ma iniziate dal “come ti senti?”, “sei soddisfatto?”. È importante che pensiate a loro da un punto di vista emotivo, non solo all’esito della prova. Siate disponibili ad ascoltarli perché hanno bisogno di raccontare e, se serve, anche piangere o sfogarsi: assorbite le loro ansie e aiutateli a gestirle.

3. NON METTETE IN DISCUSSIONE LO SVOLGIMENTO DELLE PROVE. Evitate commenti e critiche su come hanno affrontato la prova, con frasi del tipo “perché non hai scelto l’altra traccia?”, “perché non hai approfondito questo aspetto?”, “potevi rileggere meglio!”. Non fate paragoni con gli altri, sintonizzatevi su di loro: i ragazzi sono già ipercritici con se stessi, hanno il terrore del giudizio della commissione e non hanno di certo bisogno di qualcuno che li valuti ancora. Bisogna pensare che l’esame di maturità è del figlio e ormai è andata, quindi non caricatelo ulteriormente delle vostre ansie.

4. AIUTATELI A RECUPERARE LE ENERGIE. Non angosciateli subito sulla prova successiva che devono affrontare, ma dategli il tempo di recuperare le forze. Se hanno bisogno, aiutateli a ripetere, senza però criticarli o andare in ansia se dimenticano qualcosa. Non c’è spazio per le litigate e le discussioni, ora bisogna solo premere il piede sull’acceleratore, quindi stategli vicino, senza pressarli troppo. Dategli la carica necessaria e fatevi vedere tranquilli, per non trasmettergli paure che possono ostacolarli nella riuscita delle prove.

5. NON CONCENTRATEVI TROPPO SUL VOTO. È importante non fargli arrivare il messaggio che tenete particolarmente al voto, altrimenti non farete altro che mettergli addosso il peso di poter deludere le vostre aspettative. Il ruolo del genitore deve essere quello di aiutare il figlio a scaricare la tensione, quindi, evitate di pressarlo per l’esito finale. Bisogna trasmettergli che ciò che conta davvero non è il voto, ma il modo in cui è stata affrontata questa sfida importante, pensando che questi 5 anni siano stati anche un percorso di crescita carico di stimoli ed esperienze.

di Maura Manca