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Studiare musica può migliorare le capacità linguistiche


La musica fa sicuramente bene alla salute al pari di qualsiasi altra attività fisica, la pratica di uno strumento musicale aiuta a tenere allenati i muscoli, favorisce una corretta respirazione e richiede un forte coordinamento fra il cervello e le parti del corpo interessate nell’esecuzione dei brani musicali e non solo, aiuta anche a migliorare le capacità linguistiche.

 È ciò che viene affermato da uno studio pubblicato sul The Journal of Neuroscience che ha evidenziato che chi studia musica da piccolo e per almeno due anni (anche solo come passatempo) da adulto avrà una maggiore capacità di ascolto, soprattutto negli ambienti più rumorosi. Inoltre studiare musica aiuta ad allenare le funzioni del sistema nervoso grazie all’attenzione che si pone agli stimoli acustici ed ai suoni. Come conseguenza questo processo aiuta a migliorare le abilità del linguaggio e quelle cognitive.

Nello studio sono stati coinvolti bambini dai 6 ai 10 anni circa ed è stato constatato che occorrono almeno due anni di lezioni di musica per avere cambiamenti consistenti e visibili nella struttura del cervello e nelle abilità di linguaggio dei piccoli.

La musica è una disciplina che coinvolge non solo il lato artistico di una persona, ma anche quello più profondamente razionale. Note e accordi sono, in fondo, precisi valori matematici che, uniti sotto il segno di una geometria acustica nota più propriamente come “armonia”, danno vita a questo straordinario linguaggio universale.

Lo studio e la pratica della musica sono strumenti di crescita, un “allenamento” continuo della mente. In conclusione si può affermare che oltre a fornire ai bambini una grande soddisfazione personale ed un momento di svago dopo l’attività scolastica, i programmi di musica hanno il potenziale di generare cambiamenti biologici nei processi neurali importanti per la comunicazione di tutti i giorni.

Redazione AdoleScienza.it

 

Riferimenti Bibliografici

N. Kraus, J. Hornickel, T. Nicol, J. Slater, D. L. Strait, E. C. Thompson and T. White-Schwoch (2014). Music Enrichment Programs Improve the Neural Encoding of Speech in At-Risk Children. The Journal of Neuroscience, 34(36): 11913-11918; doi: 10.1523/JNEUROSCI.1881-14.2014

 

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