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Svalutare le difficoltà dei figli li fa sentire incompresi e non riconosciuti


I figli, siano essi bambini o adolescenti, hanno bisogno di essere riconosciuti e capiti dai genitori, di essere rispettati e accettati così come sono, nonostante i loro errori, e hanno bisogno di poter contare sempre sugli adulti di riferimento, anche e soprattutto quando non ottengono subito i risultati sperati, non si accettano per quello che sono o commettono uno sbaglio.

Può capitare a volte, soprattutto nei momenti di maggiore fatica e stanchezza, oppure quando i figli sembrano opporsi a qualunque cosa diciamo, di fare confronti e paragoni con gli altri o di dire cose che possono offenderli.

Quante volte, anche in totale buona fede, sarà capitato di pronunciare frasi come “Secondo me non ce la fai”, “Ma come fai a non renderti conto?”, “Non ne combini mai una giusta?” Questo comportamento, però, ferisce profondamente i figli e può influenzare negativamente la loro autostima e la considerazione che hanno di se stessi.

Rimproverare senza svalutare i figli. Qualche piccolo consiglio

 

Ironia o sarcasmo? Attenzione a non umiliarli

Tante volte capita anche di svalutare i figli o banalizzare i problemi che stanno vivendo, perché si tende a sottovalutare l’effetto che alcune frasi, che per l’adulto sono una semplice “battuta” magari fatta anche per sdrammatizzare e sorridere, hanno su bambini e adolescenti.

“Ho preso un bel voto e invece di dirmi che sono stato bravo, mi hanno solo detto che avrei potuto fare di più!”, “Perché mi prendono in giro facendo battute sul mio aspetto? Lo sanno che non mi piaccio, così mi fanno sentire ancora più brutta!”, “Ero triste, ma quando gli ho raccontato cosa era successo l’unica cosa che hanno saputo dirmi è che ci sono problemi più importanti, di non farci caso”. Sono alcune delle situazioni che i ragazzi ci raccontano e che feriscono profondamente i loro sentimenti e le loro aspettative.

Svalutarli o banalizzare le loro difficoltà e le loro emozioni significa criticarli, giudicarli e non aiutarli a riconoscere le parti positive di sé.

Non sono solo urla e punizioni, dunque, a ferirli profondamente, ma anche quelle parole e frasi dette, magari in modo inconsapevole e senza rendersi conto del peso effettivo che hanno. Quando ci si sente dire dai genitori o dagli adulti di riferimento più importanti quanto si è inadeguati, prima o poi bambini e ragazzi finiscono col convincersi che questo sia vero e non riusciranno più a vedersi in un modo diverso e a riconoscere le proprie potenzialità.

Le parole hanno un loro peso specifico: se utilizzate nel modo sbagliato diventano vere e proprie armi per l’autostima dei bambini e degli adolescenti. Espressioni di sfiducia, umiliazione o derisione, infatti, colpiscono nel profondo e attaccano l’autostima e la fiducia in se stessi che, per maturare, necessitano proprio del rispecchiamento dei genitori e degli adulti di riferimento.

Non dimentichiamoci di dirgli che siamo orgogliosi di loro

 

Redazione AdoleScienza.it