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Tradimenti: le reazioni dei figli alla scoperta dell’infedeltà di un genitore


Il tasso di coppie che “scoppiano” è estremamente elevato, separazioni, divorzi ormai sono all’ordine del giorno. Spesso i figli vivono respirando un clima di ansia, preoccupazione, gelosia, di sotterfugi e di elevata conflittualità che distrugge la coppia, mina il benessere familiare e individuale e soprattutto anche lo stato psico-fisico dei figli.

IL TRADIMENTO DEL GENITORE è letto a tutte le età come una sorta di piccola, grande tragedia, quasi COME UN TRADIMENTO PERSONALE, un tradimento del nucleo familiare, di quel contenitore dentro il quale ci si muove e ci si sente in un certo senso protetti.

I BAMBINI PIÙ PICCOLI non capiscono ancora il reale significato del tradimento, sono succubi di una situazione che, quando viene a galla, generalmente va a cambiare gli equilibri familiari e la tranquillità domestica. Non dimentichiamo che il tradimento, la maggior parte delle volte, È IL FATTORE CHE CONDUCE LA COPPIA A SEPARARSI E A PRENDERE STRADE DIFFERENTI.

Quando sono più grandicelli, anche se sembra siano completamente assorbiti dalle loro attività e vivano nel loro mondo, SI ACCORGONO DI TUTTO QUELLO CHE SUCCEDE. La maggior parte delle volte il genitore sottovaluta le reazioni del figlio e le possibili ripercussioni a livello psicologico perché ormai lo vede già sufficiente grande per comprendere cosa stia succedendo, pensa che la famiglia non sia più la sua preoccupazione primaria e sia impegnato a fare altro, comprese le sue storie sentimentali.

NON È VERO CHE NON HA RIPERCUSSIONI, soprattutto se si sta attraversando la fase di separazione e di individuazione tipica del periodo adolescenziale, in cui si ha bisogno di una base stabile su cui poggiare per poter prendere il volo. Ho seguito tanti giovani adulti che anche all’età di 22-23-25 anni, hanno avuto reazioni depressive, anche importanti, di “risposta” alla scoperta del tradimento di uno dei due genitori.

Appunto perché sono in grado di capire cosa significhi fisicamente ed emotivamente la parola TRADIMENTO, non possono accettare che un genitore, il loro esempio, il loro rifermento possa fare una cosa simile all’altro genitore. Accettano molto più volentieri la separazione del tradimento. La madre o il padre che stava con un altro/a nel mentre che si viveva ancora tutti come una famiglia unita o pseudo unita: “Si permetteva di darmi consigli e poi si faceva i ca…i suoi con un’altra”, sono le parole di un adolescente arrabbiato con il padre dopo la scoperta del tradimento. È assurdo che mia madre che fa tanto la moralista, che mi rompe le palle su tutto, si sia fatta gli affari propri con un altro”.

E ora che devo fare?” Questa è la domanda più difficile a cui rispondere perché la maggior parte delle volte, quando sono adolescenti, si accorgono prima del genitore tradito cosa sta succedendo, capiscono immediatamente se c’è qualcosa che non va, controllano di nascosto i telefoni, “beccano” in flagrante i genitori. Sono schifati da quello che leggono, tantissime volte mi portano le foto dei contenuti delle conversazioni dei genitori con gli amanti, di ciò che scrivono e fanno, delle foto che si mandano, perché spesso i genitori lasciano le pagine aperte dei social e ai figli basta veramente poco per diventare dei segugi digitali. “Ti rendi conto?”, mi domandano di frequente, perché non si capacitano, non avrebbero mai creduto che il genitore potesse davvero arrivare a tanto: “da lui non me lo sarei mai aspettato, non lo avrei mai pensato”.

Spesso SI TENGONO il segreto, anzi L’ENORME PESO DEL SEGRETO CHE CUSTODISCONO, non sanno come comportarsi, hanno bisogno di essere indirizzati, sono incerti se dirlo al genitore che subisce il tradimento, hanno paura di sfasciare la famiglia, di far soffrire il genitore e di fargli del male e nello stesso tempo sono preoccupati del fatto che se lo dovesse venire a sapere si potrebbero arrabbiare e sentire traditi anche da loro che sapevano e non hanno parlato.

Questo peso li logora perché si sentono in colpa nei confronti del genitore a cui non l’hanno detto e provano nel contempo una profonda rabbia verso il genitore che tradiscenon poteva andarsene di casa e poi fare quello che voleva della sua vita, invece di rovinare la vita a tutti?”, mi disse un giorno una ragazza. Quando poi convoco i genitori la maggior parte delle volte cadono dalle nuvole, “pensavo non si fosse accorto di niente”, credono erroneamente che il figlio non abbia tutte queste ripercussioni emotive e comportamentali.

Quello che invece a livello clinico è più preoccupante, è l’adolescente che NON vuole vedere, che anche quando ha la situazione manifesta davanti agli occhi continua a non vedere la realtà perché è spinto da una profonda non accettazione della situazione. Spesso si tuffano nel mondo digitale, si nascondono dentro i rifugi virtuali per non guardare la realtà familiare, spostano tutto su altro perché affrontare quello che succede in casa gli creerebbe un terremoto emotivo non gestibile da un punto di vista psicologico. L’errore di tanti genitori in questi casi è di sottovalutare la gravità della situazione perché pensano che “l’abbia presa bene” senza rendersi conto che, usando le loro parole “l’ha presa malissimo”.

È preferibile un adolescente che affronta direttamente il genitore, che gli punta il dito, che vuole spiegazioni, che vuole sapere il perché di tutto questo casino, piuttosto che l’adolescente che scappa e non vuole vedere.

Attenzione quindi alle reazioni dei figli, anche quando sono grandi, non sottovalutate mai nessun segnale e soprattutto quando si decide di prendere un altro percorso di vita sarebbe meglio farlo fuori dalle mura domestiche per non gravare sulla loro emotività e sulla loro crescita perché loro sono le vittime dei problemi familiari.

 

di Maura Manca, Psicoterapeuta

Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza

Direttore di AdoleScienza.it

 

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