adolescenti e rischio

Troppi ragazzi non hanno paura e non sono educati al pericolo e alla morte


A prescindere da selfie o non selfie, la tragedia di Soverato deve far riflettere su tutti quei comportamenti pericolosi e rischiosi che gli adolescenti mettono in atto in cui cercano intenzionalmente il rischio, l’adrenalina, la condizione pericolosa che gli attiva tutta una serie di sensazioni forti che gli danno eccitazione e la convinzione di essere forti, potenti e coraggiosi. Io, con tutti i ragazzi che ho seguito in questi anni direi che gli dà la sensazione di sentirsi VIVI.

Sono ragazzi che non hanno paura, che agiscono in maniera inconsapevole, che non si rendono conto realmente del pericolo a cui vanno incontro.

E’ ASSOLUTAMENTE INUTILE DIRE AI FIGLI O AGLI ADOLESCENTI IN GENERE “NON SI DEVE FARE“, lo sanno che non si deve fare, quello che non sanno è quanto realmente stanno rischiando.

Loro vedono solo il qui ed ora, se non vedono in concreto gli esiti che produrrà l’azione che stanno mettendo in atto, sottovaluteranno sempre il problema e si focalizzeranno solo su quello che stanno facendo. Per capire, hanno bisogno di immagini e di storie vere.

Questo non eliminerà il problema perché quando un adolescente ha già intrapreso una strada della devianza o della patologia, la prevenzione non è più efficace, però aiuterebbe a contenere il problema in tutti quei ragazzi che sono ancora in grado di ragionare sugli esiti delle proprie azioni.

SI DEVONO EDUCARE AD ESSERE RESPONSABILI E AUTONOMI FIN DA PICCOLI, anche nelle azioni quotidiane, è l’unico modo per farli crescere consapevoli, senza farsi condizionare dal gruppo dei pari ed evitare assurde tragedie.

Mi chiedono spesso perché rischiano così, perché mettono in atto questo tipo di comportamenti.

Ho risposto sul mio blog dell’AGI, partendo dalle parole di un ragazzo che metteva in atto questo tipo di comportamenti: “se avessi avuto qualcuno che mi avesse preso seriamente per l’orecchio facendomi capire realmente la gravità di ciò che stavo facendo, forse tante cose me le sarei risparmiate“.

…Si parla troppo poco di morte e di rischi concreti che si corrono mettendo in atto determinati comportamenti e di quanto sia facile morire. Non sono educati alla morte e a quanto sia facile morire. Probabilmente hanno un apprendimento sbagliato della morte, soprattutto attraverso le serie tv, film, video e videogiochi dove uccidono e muoiono tutte le volte che vogliono…

…Non hanno paura mentre è proprio la paura che gioca un ruolo fondamentale, perché la paura è quell’emozione primaria che ci aiuta a mettere un freno, un limite, che ci dà uno stop e ci fa capire che andando oltre ci possiamo fare male. E’ la paura di morire che alza l’asticella dell’attenzione…

LEGGI L’ARTICOLO INTERO CLICCANDO QUI http://www.agi.it/blog-italia/salute/2017/03/09/news/un_selfie_non_uccide_lincoscienza_della_morte_s-1569486/

 

di Maura Manca, Psicoterapeuta

Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza

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