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Tutti pazzi per gli youtuber. I genitori hanno idea dell’influenza di questi ragazzi idolatrati dai figli?


Oggi si diventa famosi grazie al web, ai social network e a YouTube. Sono migliaia i bambini e gli adolescenti che sguazzano nel mare della Rete, più o meno consapevoli delle loro azioni, più o meno istruiti a nuotare in un mare apparentemente calmo, infinito, pieno di pericoli e di squali. E’ l’era delle mode, delle sfide social più conosciute dai ragazzi come challenge, dei like, dei follower, delle visualizzazioni. Migliaia, anzi milioni, di bambini e adolescenti, rimangono incollati ore e ore agli schermi come se fossero ipnotizzati. Ci si domanda cosa attiri così tanto e così tanti ragazzi, ci si interroga se tutto questo possa avere in qualche modo degli esiti e degli effetti sulle loro menti ancora condizionabili ed in via di sviluppo.

Troppi genitori non hanno neanche idea di quello che guardano i figli in Rete attraverso i loro cellulari  e non hanno mai valutato i contenuti dei video che anestetizzano i figli facendoli stare ore fermi e zitti davanti agli schermi.



Si tratta del FENOMENO DEGLI YOUTUBER, di quei ragazzini, più o meno adolescenti che passano le loro giornate davanti alla videocamera a girare video nel mentre che giocano ai videogiochi o nel fare le cose più improbabili che fanno tanto ridere i ragazzi. Tanti di loro hanno i canali seguiti da milioni di ragazzini che impazziscono per loro, hanno scritto libri, divulgano il loro “verbo” dispensando anche consigli e soprattutto parolacce. Piacciono perché sono “normali” perché fanno quello che farebbero tutti, perché hanno il coraggio di apparire e di dire tutto ciò che pensano fregandosene di tutto e di tutti. Sono una sorta di idoli e di ideali da raggiungere. Sono nel contempo volgari, maleducati e tante volte ironici e simpatici e, alcune volte, troppo poche a parer mio, anche seri nel parlare di alcuni problematiche tipicamente adolescenziali.


Quanto influenzano gli youtuber?

Ciò che deve far riflettere è il seguito di questi ragazzini che riescono a smuovere le masse. Ogni volta che vanno in giro per eventi, piazze o manifestazioni, smuovono folle di migliaia di persone che si trovano in fila ore ed ore pur di vederli dal vivo, masse di genitori che accompagnano i loro bambini ad adorare lo youtuber del momento.
Sono chiamati INFLUENCER, insieme alle fashion blogger e condizionano i ragazzi che li idolatrano e che vorrebbero essere, soprattutto i più piccoli, come loro. Tanti si cimentano e tentano di aprirsi un canale per diventare famosi perché oggi sembra che se non sei famoso in rete sei fondamentalmente uno sfigato.
Non è per niente facile arrivare a quel livello, dietro di loro c’è ormai una macchina che li sostiene e guida in tutto e per tutto, è un lavoro, non solo un divertimento e si vive in funzione del proprio ruolo sui social media.

Ma i genitori in tutto questo abbuffarsi di video dei figli, che ruolo hanno?

I genitori devono sempre arginare e far ragionare i figli, devono fare con loro un esame di realtà, differenziando la realtà fisica da quella digitale, facendogli capire che se si vogliono cimentare nei video devono sempre usare la testa e non andare oltre, controllare ciò che fanno e soprattutto, quando sono bambini, evitare che guardino alcuni youtuber troppo diseducativi e maleducati, impedendogli di interagire con loro. Il problema non è legato solo ai video ma anche all’essere immersi nel mare dei commenti, non solo positivi, ma anche offensivi e denigratori, insegnandogli che quello è uno spaccato della realtà. Spesso sono proprio le ragazze ad esagerare, ad osare, a scoprirsi e a riprendersi o fotografarsi poco vestite e in pose particolari perché in questo modo riescono ad ottenere un maggior numero di like e magari riescono a diventare influencer famose o modelle.

Vanno filtrati i contenuti in rete, non si può far crescere un figlio a pane e youtuber, non si può non essere a conoscenza di ciò che vedono e ciò che fanno perché sono influenzabili e condizionabili. Non stiamo parlando di video di educatori, rischiando, in svariati casi, di essere dis-educatori. Sono pochi gli youtuber che non pensano solo al successo, ai like e alle condivisioni e capiscono che hanno una responsabilità enorme sulle spalle, che sono seguiti anche dai più piccoli e che quindi devono fare attenzione a ciò che dicono e ai messaggi che mandano. Bisognerebbe lavorare su questo, perché i bambini e gli adolescenti ascoltano prettamente loro, non vanno demonizzati, anzi, vanno inglobati nella formazione e negli eventi educativi, vanno usati per mandare dei messaggi un po’ meno apprezzati dal loro grande pubblico ma molto utili.

Se ci alleassimo agli youtuber forse arriverebbero molti più messaggi educativi. Perché non parlare di bullismo, sexting e di tutti i pericoli della rete con loro?

Ho vissuto di persona questa esperienza quando mi sono trovata con uno youtuber molto famoso a parlare dei pericoli della rete con una classe di adolescenti. Uno di loro ha alzato la mano e mi ha detto che loro ascoltano quello che dice lo youtuber, non quello che dice l’esperto, perché i canali radiofonici e televisivi in cui va l’esperto, loro non li guardano, il telegiornale in cui va l’esperto, non lo guardano e le parole con cui parla l’esperto, non le ascoltano. Io mi trovavo perfettamente in accordo con lui, tant’è che parlo sempre con il loro linguaggio. Fa riflettere il fatto che in quest’ultimo anno i programmi televisivi si sono avvicinati a loro e hanno cercato di coinvolgerli nel parlare di problematiche di rilevanza sociale che riguardano prettamente i giovani, come il bullismo e i pericoli della rete, ma si deve fare molto, molto di più.

Oggi, non si analizza l’influenza che hanno questi ragazzi ed è un grosso errore sottovalutato da tutti, genitori compresi.

di Maura Manca, Psicoterapeuta

Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza