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Vuoi capire se tuo figlio è vittima di bullismo o cyberbullismo? Ecco i segnali che devi riconoscere


Il vero problema è che i bambini e gli adolescenti vittime di bullismo, tendenzialmente, non parlano a casa e a scuola delle prepotenze subite e quando lo fanno, a volte, a scuola non vengono creduti e magari a casa viene un po’ sottovalutato il racconto del figlio, pensando possano essere comportamenti tipici tra ragazzi. Questa è una delle motivazioni principali per cui spesso non ci si accorge di ciò che vive il figlio.

I dati dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza sono allarmanti: il 74% delle vittime di bullismo e cyberbullismo dai 14 ai 19 anni, non ha mai parlato di quello che subisce a scuola e a livello digitale con i genitori e addirittura l’87% dei ragazzi presi di mira a scuola, circa 9 vittime su 10, non lo ha raccontato agli insegnanti, esprimendo un’importante sfiducia nei confronti dell’istituzione scolastica come strumento efficace di tutela ed intervento. I ragazzi più piccoli esprimono un pochino più di fiducia nel parlare con i genitori e con gli insegnanti, nonostante i numeri siano ancora troppo bassi, e si perde fiducia anno dopo anno. 4 adolescenti su 10, dagli 11 ai 13 anni, riescono a parlare in casa di ciò che vivono a scuola e in chat, rispetto al solo 20% che parla con il corpo docente.

Non bisogna dimenticare mai che il bullismo e il cyberbullismo sono dei comportamenti che vanno ad intaccare la parte emotiva e nel profondo la psiche dei ragazzi, per cui i genitori devono stare attenti ad alcuni segnali da non sottovalutare tra cui:

  1. cambiamenti di umore da parte del figlio che sembra più schivo, più silente, un po’ meno sorridente ed entusiasta di andare a scuola;
  2. chiedono di rimanere a casa più spesso, stanno più di frequente male con il mal di testa, mal di pancia o comunque febbre e stati psicosomatici, perché subire prepotenze può andare ad intaccare il sistema immunitario;
  3. sono più isolati, chiusi, quasi pensierosi. Escono di meno con gli amici, socializzano poco con il gruppo classe, che non li coinvolge nelle attività di gruppo e in genere possono avere amicizie con un singolo ragazzo o ragazza;
  4. cambiano il loro atteggiamento nei confronti della tecnologia, stanno meno attaccati, quasi come se avessero paura di trovare brutte sorprese o di leggere cose negative su di loro;
  5. cambiano umore quando ricevono le notifiche sul telefono;
  6. il bullismo e il cyberbullismo vanno anche a ledere la sicurezza personale, non ci si sente più forti, sicuri, si perde la fiducia in se stessi, l’autostima cala e si evita il confronto con gli altri;
  7. spesso anche il sonno è un indicatore molto importante perché viene intaccato e i ragazzi dormono poco e male in termini di qualità e di quantità. Questo va a gravare sul livello attentivo e sulla capacità di concentrazione e spesso anche sul rendimento scolastico che può calare;
  8. evitano il contatto diretto con i loro carnefici, cercano di fare altre attività, di andare all’esterno, di evitare quei ragazzi e quei gruppi che alimentano le prevaricazioni, anche se a volte arrivano nelle chat o nei social network ugualmente ingiurie e insulti attraverso il cyberbullismo.

Genitori alle prese con il bullismo. Cosa fare quando il figlio racconta che è preso di mira e cosa gli fanno i compagni in classe?

di Maura Manca, Psicoterapeuta
Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza
Direttore AdoleScienza.it