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Zepeto, la nuova mania dei ragazzi. Di che si tratta e cosa c’è da sapere?


Se vedete i vostri figli che maneggiano con una sorta di “cartoni” che assomigliano a loro nel loro smartphone, non vi preoccupate, si tratta della moda del momento e fa parte di quelle tante app sconosciute agli adulti, frequentati invece da moltissimi bambini e ragazzi. 

Obiettivamente restare aggiornati non è decisamente facile, soprattutto perché cambiano di frequente le funzioni, anche all’interno della stessa app e le mode diventano virali in pochissimo tempo.

Adesso è infatti il momento di Zepeto che ovviamente affianca lo storico Instagram.

Come funziona?

Chi si iscrive a Zepeto, si deve scattare un selfie dal quale la piattaforma creerà un avatar in 3D, partendo appunto dal proprio viso. Si crea quindi un personaggio virtuale che è possibile personificare in tutto e per tutto. Abbigliamento, arredamento, e tutto ciò che serve per raffigurare l’avatar, possono essere acquistati attraverso dei crediti che corrispondono a dei soldi reali.

La piattaforma funziona come un vero e proprio social network, infatti, si può entrare in contatto gli altri utenti, stringere amicizia, interagire e chattare con i propri “amici”, scattare foto e condividerle sul proprio profilo o su altri social network, come Instagram. Si possono anche svolgere attività virtuali con gli altri avatar e condividerle sui profili degli altri social.

zepeto

Quali possono essere i rischi?

Il fatto è che il problema NON è la app, un social, una chat o qualsiasi mezzo tecnologico è un concetto che va ribadito prima di creare fraintendimenti perché è l’uso problematico, non il mezzo.

Cosa accade però? Che molte volte i genitori sottovalutano i problemi potenziali, pensando che si tratti di semplici cartoni animati, di avatar in cui non viene neanche esposto il proprio viso e non sanno però che si tratta di un vero e proprio social network attraverso il quale, quindi, si entra in contatto e si chatta con le altre persone, spesso sconosciute e lo danno in mano anche ai bambini senza la patente e le giuste raccomandazioni.

Nel momento in cui gioco e mi diverto non penso e mi immagino che ci possano essere lupi cattivi mascherati da cappuccetto rosso, per intenderci, e quindi rischio di cadere con più facilità nella rete della rete.

Un altro aspetto è che, essendo una piattaforma creata da un’azienda coreana, i termini di servizio e privacy sono scritti in lingua coreana, rendendo difficile ovviamente la lettura e la comprensione degli stessi. In queste condizioni di servizio, sembrerebbe che Zepeto possa condividere alcuni dati personali degli utenti, compreso il numero di telefono, con alcune società di marketing, ma questo sembra non sia ancora verificato. Tutto questo ovviamente sta facendo molto discutere, considerando che, sebbene si tratti di un avatar virtuale, i dati delle persone iscritte sono reali e si tratta spesso di minorenni.

Bisognerebbe quindi informarsi adeguatamente e spiegare ai figli questi aspetti che spesso non conoscono e soprattutto, rispettare i limiti di età non garantendo l’accesso anche ai bambini. Per cui, per tutelare i ragazzi bisogna prima di tutto informarsi e conoscere le piattaforme.

La prevenzione parte dall’informazione! I bambini e gli adolescenti hanno bisogno di avere una guida che, in maniera consapevole, possa fungere da filtro, rispetto ai pericoli che si possono incontrare nel Web.

NON si tratta qui di demonizzare e colpevolizzare le app e i social network, che sono soltanto uno strumento, ma di mettere in guardia dai potenziali rischi!

Redazione AdoleScienza.it